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I PEROLINI





I Perolini sono un'antica famiglia residente a Villa d'Ogna (Alta Valle Seriana) fin dal secolo XVI. Rappresentano quella umile tipologia di operosi artigiani organari delle valli alpine che, dediti al suono degli organi, alla loro manutenzione e costruzione, contribuiscono in modo valido ed efficace a diffondere la musica d'organo anche in località decentrate. La loro attività organaria inizia nella prima metà del Settecento e prosegue fino alla fine dell'Ottocento, e si estende a territori anche lontani da quelli bergamaschi, fino a toccare regioni quali il Canton Ticino, il Piemonte, la Liguria. Pochi, tuttavia, sono gli organi superstiti; manca un catalogo delle loro opere, e la documentazione della loro attività è assai scarsa. Per troppo tempo sono rimasti nell'ombra e ignorati quasi completamente, schiacciati, per così dire, dalla notorietà delle due grandi famiglie dei Bossi e dei Serassi. I Perolini godono di buona fama nell'ambiente organario. Giuseppe Serassi II li cita tra gli organari meritevoli di ricordo (Sugli organi. Lettere. 1816).

I loro organi sono costruiti in modo solido e hanno voci piene e squillanti. La qualità tecnica della loro arte è di livello medio nell'organaria bergamasca e tocca vertici di qualità dopo la decennale esperienza presso le officine Serassi. Nella famiglia ci sono anche valenti musicisti organisti. La loro opera attende che un approfondito studio la valorizzi.

La provenienza

Il cognome Perolini è presente negli antichi libri dell'Archivio parrocchiale di Villa d'Ogna fin dal secolo XVI. L'origine è ancora sconosciuta. In alcuni documenti notarili del secolo XVIII redatti a Piazza Brembana un certo Carlo Perolini (che non esercita attività organaria) è di provenienza comasca; può essere questa un'ipotesi circa il territorio d'origine. L'ambiente in cui vivono è alpigiano; il paese di Villa d'Ogna ha un'altitudine di metri 542 s.m., dista 33 chilometri da Bergamo e nel 1790 conta 243 anime. La Valle Seriana ha un ricco e pregevole patrimonio organario e qualificate tradizioni musicali.

Nel Settecento

È nella prima metà del Settecento che si hanno notizie di Perolini di Villa d'Ogna quali "Fabbricatori d'orgheni" e "Organisti". Dalla documentazione raccolta possiamo per il momento affermare:

  • i primi che si dedicano all'arte di costruire organi sono Carlo (1727-1804) con il fratello Giacomo (1729- 1820), figli di Pietro (1693), definiti "Fabbricatori d'orgheni"; Carlo è il titolare della bottega;

  • l'attività si svolge soprattutto nel territorio bergamasco delle Valli;

  • non sappiamo da chi apprendono il mestiere di organari; è utile sapere che nel paese di Ardesio (confinante con il loro), nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie, c'è un pregevole organo Rogantino (1636) in monumentale e magnifica cassa lignea; questo organo, dai Perolini tenuto in manutenzione, costituisce senza alcun dubbio un modello non solo di costruzione, ma di gusto e di stile;

  • la loro attività organaria ha collegamenti con quella artistica del legno dei Fantoni, celebri intagliatori, ebanisti, scultori di Rovetta, paese a pochi chilometri da Villa d'Ogna; in alcuni preziosi disegni-progetto Fantoni di casse d'organo, infatti, figura il nome dei costruttori Perolini;

  • ben poco rimane degli organi Perolini costruiti nel Settecento: solo dei reperti, eccezion fatta, fortunatamente, per l'unico superstite di piccole dimensioni (è sulla grandezza di quattro piedi) firmato Carlo Perolino 1759 conservato presso il Museo di Gandino.

Nell'Ottocento

Nell'Ottocento l'attività organaria dei Perolini è più intensa e di maggior estensione. Si distinguono due rami: quello di Pietro (1758-1815 ca.) e quello di Alberto (1760-1832). All'interno di questi si formano due botteghe organarie, che dapprima collaborano fra loro con varie denominazioni a seconda delle circostanze dei lavori, e poi, a partire dal 1862, diventano distinte ed autonome.

Rilevante è il fatto che tre Perolini (i due fratelli Carlo 1813-1897 e Francesco 1825-1879, figli di Luigi 1790-1867, e il cugino Pietro 1826-1882 ca., figlio di Carlo 1797-1870) fanno esperienza di lavoro per oltre un decennio presso le officine Serassi e verso il 1862 si mettono in proprio con due distinte botteghe in Bergamo, rispettivamente con la ragione sociale "Perolini Carlo e Francesco F.lli, Fabbricatori d'Organi" con sede in contrada Muraine al numero civico 1327 e "Pietro Perolini Fabbricatore d'Organi" con sede in Borgo S. Tommaso al numero civico 1324. Dopo quella importante esperienza i Perolini costruiscono ottimi organi con criteri di tipo serassiano.

Il ramo di Alberto, il più ricco di organari e di organisti, è quello di maggior attività; Alberto è definito "organista eccellente"; i suoi figli Luigi (1790-1867) e Antonio (1792- 1864) si dedicano alla costruzione d'organi mentre Giovanni (1798-1839), che studia al Regio Conservatorio di Milano per cinque anni, è maestro organista "peritissimo nell'arte musicale e nel suono degli organi impareggiabile", stimato dal celebre maestro Simone Mayr.

Altra figura di spicco è Eugenio (1829-1907), figlio di Giovanni, nato ad Alzano Maggiore. È organista titolare della chiesa collegiata di Salò (Brescia), e nel 1860 della chiesa collegiata di Morbegno (Sondrio) e di Sondrio; anch'egli è "peritissimo organista e compositore di musica, da rendere soddisfatta qualsiasi intelligente popolazione gli capitasse di servire". È curioso sapere, a proposito, che nei pubblici concorsi per la nomina di organista di Salò e di Morbegno è preferito di molto al concorrente Pietro Bossi (1834-1896), padre del famoso compositore organista Marco Enrico (1861-1925).

Nel ramo di Pietro (senior) il figlio Carlo (1797-1870) è la persona più attiva; dapprima lavora insieme ai cugini, poi si trasferisce a Bergamo; qui dal 1864 al 1870 risulta titolare per conto del già citato figlio Pietro (junior) della bottega d'organi.

Il citato figlio Pietro dal 1870 fino al 1874 lavora in società con l'organaro bergamasco Giovanni Manzoni; la sua attività organaria è documentata fino al 1882; gli altri suoi fratelli Giacomo (1783-1850) e Francesco (1783-1850) abitano in Villa d'Ogna e sono soprattutto "suonatori d'organi". I Perolini hanno rapporti di cordialità con i Serassi; ad esempio Alberto fa perizie tecniche di loro organi; questo buon rapporto è suggellato dal già ricordato fatto che ben tre di essi vengono assunti nelle officine Serassi, le più moderne e attrezzate d'Italia, dove apprendono l'arte con grande profitto. Quanto all'attività di costruttori, dall'analisi degli organi ottocenteschi superstiti costruiti prima del 1850 emergono criteri e sistemi di fabbricazione pittosto arcaici, uniti a capacità manuale e di gusto timbrico- sonoro di tutto rispetto. In conclusione possiamo affermare allo stato attuale delle nostre conoscenze, tenuto conto della scarsità di strumenti superstiti e di documentazione, che i Perolini sono un singolare e interessante esempio di organisti e organari dediti soprattutto alla valorizzazione degli organi esistenti, mediante il loro utilizzo e la manutenzione, con positive esperienze nella costruzione di nuovi strumenti.


 

 
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