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PROGETTO FABER
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Progetto FABER

Il ruolo delle ESCo nel Progetto FABER della Provincia di Bergamo. Supporto e benefici apportati dal meccanismo europeo ELENA BEI.

A cura di Roberto Di Gennaro, Communication Expert 'Progetto FABER'

Per sostenere l'impegnativa azione nell'ambito dell'efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabile, il Progetto FABER della Provincia di Bergamo si avvale dell'innovativo strumento di assistenza tecnica ELENA, varato congiuntamente nel 2009 dalla Commissione Europea e dalla BEI al fine di supportare le autorità pubbliche regionali e locali nell'implementazione di programmi orientati al conseguimento degli obiettivi strategici 20-20-20 dell'Unione Europea.

Tramite ELENA, precedentemente finanziato nel quadro del programma Intelligent Energy Europe e adesso in Horizon 2020, vengono coperti per il 90% a fondo perduto i costi relativi al supporto tecnico necessario per la predisposizione e l'implementazione del progetto di investimento, le cui voci di spesa ammettono studi di fattibilità e di mercato, elaborazione delle diagnosi energetiche, preparazione di capitolati e bandi di gara, disseminazione dei risultati e definizione dei criteri di selezione delle società di servizi energetici (c.d. ESCo - Energy Service Company).

Fattore fondamentale nei progetti basati sul meccanismo ELENA è quello di promuovere il coinvolgimento diretto degli operatori privati (ESCo) in modo da mobilitare ingenti investimenti nel settore pubblico (effetto moltiplicatore tra i costi di assistenza e il valore complessivo generato), sviluppando un modello benefico per il territorio che incoraggi l'aggregazione della domanda e la realizzazione di economie di scala, unitamente all'impiego di contratti a prestazione energetica garantita (EPC - Energy Performance Contract) per l'assegnazione degli appalti.

Munite delle necessarie risorse economiche (in proprio o attraverso istituti di credito esterni) e delle adeguate competenze specialistiche per fornire efficacemente i servizi tecnico-gestionali previsti dal progetto, le ESCo si assumono il rischio dell'investimento e provvedono a finanziare tutte le spese del programma di efficientamento, recuperando i costi e traendo profitti attraverso un canone annuale correlato alle quote di risparmio energetico risultanti dagli interventi di riqualificazione.

Proprio in virtù dell'assunzione del rischio imprenditoriale e seguendo criteri mutuati dal diritto anglosassone del "Finanziamento Tramite Terzi" (Third Party Financing) e del "Contratto a risparmio condiviso" (Shared Saving Contract), l'attività delle ESCo può essere giuridicamente inquadrata come concessione mista di beni e servizi in linea con le prescrizioni dettate dal D.Lgs n. 50/16.

Con tale approccio, dal punto di vista dell'oggetto contrattuale, il processo di riqualificazione energetica delle strutture pubbliche diventa un elemento marginale in rapporto agli aspetti gestionali e operativi dell'intervento complessivo, consentendo così strategicamente agli Enti Locali di superare le omnipresenti difficoltà di indebitamento e di poter rispettare i parametri del Patto di stabilità interno.

Nello schema del finanziamento tramite terzi (FTT), sistema nato negli Stati Uniti a metà degli anni '80 per sostenere progetti di razionalizzazione nel campo dell'energia, la ESCo assume il ruolo di unico soggetto responsabile verso le Municipalità, in qualità di società esterna che può operare investimenti nella riqualificazione anche a lungo termine, occupandosi contestualmente di tutte le attività di gestione, conduzione e manutenzione per l'intero periodo dell'incarico e procurando di rimbalzo un vantaggio agli Enti pubblici interessati.

Oltre alla fornitura globale dei servizi in relazione all'affidamento delle strutture coinvolte nel contesto progettuale, da cui resta comunque esclusa l'erogazione del vettore energetico, è previsto che le ESCo possano ulteriormente offrire, a seguito di opportune diagnosi e verifiche sulle condizioni di finanziamento e installazione, specifiche soluzioni aggiuntive c.d. "smart cities", quali ad esempio sistemi di telecontrollo, predisposizione per il Wi-Fi e impianti di videosorveglianza.

Nell'ambito del meccanismo contrattuale EPC (il cui contenuto è fortemente specialistico poiché convoglia insieme aspetti giuridici e tecnico-finanziari) vengono quindi stabiliti i criteri di valutazione e le garanzie di merito sulle prestazioni di risparmio energetico previste e di quelle effettivamente raggiunte, per cui il Comune corrisponderà alla ESCo un canone variabile calcolato su base annua commisurato al reale risparmio generato in conseguenza degli interventi di efficientamento e dell'attività gestionale.

A livello generale, nel caso in cui il risparmio effettivo a consuntivo risultasse superiore al risparmio energetico garantito, i benefici connessi verrebbero ripartiti tra il Comune e la ESCo; nel caso inverso, cioè qualora il risparmio effettivo risultasse inferiore al risparmio contrattuale garantito, al Comune verrebbe consentito di trattenere la corrispondente quota dal canone. Alla scadenza della durata contrattuale, la totalità del risparmio andrà interamente ad appannaggio delle Municipalità.

In definitiva, i programmi basati sul meccanismo ELENA (come il Progetto FABER) attuano un reale circolo virtuoso tra settore privato e ambito pubblico, in grado di produrre a cascata molteplici benefici e effetti positivi su tutto il territorio di riferimento: gli enti locali possono ridurre i consumi e godere di una complessiva riqualificazione energetica delle proprie strutture; le imprese possono ottenere commesse pluriennali dell'ordine di svariati milioni di euro e favorire processi occupazionali; la comunità nel suo insieme può convergere verso gli obiettivi di riduzione della CO2 e le politiche ambientali e climatiche definite in ambito UE e nei protocolli internazionali.

(17.10.2017)