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Variante al piano stralcio per l'assetto idrogeologico del bacino del fiume Po (PAI) - integrazioni all'Elaborato 7 (Norme di attuazione)

Sulla G.U. Serie Generale n. 50 del 01.03.2017 è stato pubblicato l'Avviso di adozione della Deliberazione dell'Autorità di Bacino del Fiume Po n. 5/2016 D. lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i., art. 67, comma 1: adozione di una «Variante al piano stralcio per l'assetto idrogeologico del bacino del fiume Po (PAI) - integrazioni all'Elaborato 7 (Norme di attuazione)» e di una «Variante al piano stralcio per l'assetto idrogeologico del Delta del fiume Po (PAI Delta) - integrazioni all'Elaborato 5 (Norme di attuazione)» finalizzate al coordinamento - in conformità all'art. 7, comma 3 lett. a del decreto legislativo 23 febbraio 2010 n. 49 - tra tali piani ed il «Piano di Gestione del rischio di alluvioni del Distretto idrografico padano» (PGRA) approvato con Deliberazione C.I. n. 2  del 3 marzo 2016.

Al comma 2 dell'Articolo 6 Disposizioni di efficacia immediatamente vincolante e misure di salvaguardia della Deliberazione è stabilito che: Dalla data di pubblicazione dell'avviso dell'adozione della presente Deliberazione sulla G.U.R.I. e fino alla data di entrata in vigore del DPCM di approvazione della Variante allegata o, in mancanza, per un periodo pari e comunque non superiore a tre anni dalla data di adozione della presente Deliberazione, le aree interessate dalle disposizioni della Variante in adozione sono sottoposte a misure temporanee di salvaguardia aventi il contenuto degli articoli 62, 63 e 64 delle NA del PAI (…). Di conseguenza, le amministrazioni e gli enti pubblici non possono rilasciare concessioni, autorizzazioni e nullaosta relativi ad attività di trasformazione del territorio che siano in contrasto con le suddette prescrizioni.

All'Articolo 62 Impianti di trattamento delle acque reflue, di gestione dei rifiuti e di approvvigionamento idropotabile in aree interessate da alluvioni delle NA del PAI è stabilito che:
1. Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del Titolo V delle presenti Norme di Attuazione, i proprietari e i soggetti gestori degli impianti di cui al precedente articolo 38bis, già esistenti alla data di entrata in vigore del PAI e comprensivi degli impianti in cui si svolgono le attività di lavorazione e trasformazione inerti e di confezionamento conglomerati, ubicati nelle aree individuate dalle Mappe PGRA ed interessate da alluvioni frequenti e poco frequenti (aree P3 e aree P2) predispongono, qualora non abbiano già provveduto ai sensi del suddetto art. 38bis, una verifica del rischio idraulico a cui sono soggetti i suddetti impianti ed operazioni, anche ai fini del rinnovo delle autorizzazioni, da effettuarsi sulla base della direttiva di cui al comma 1 del citato articolo 38bis.
2. Gli stessi proprietari e soggetti gestori, in relazione ai risultati della verifica menzionata, individuano e progettano gli eventuali interventi di adeguamento necessari per ridurre la vulnerabilità degli impianti ed i potenziali danni sull'ambiente a seguito del coinvolgimento degli impianti in un evento alluvionale.
3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano altresì ai proprietari e ai soggetti gestori degli esistenti impianti di trattamento e trasformazione degli inerti, situati nelle aree ubicate nelle Fasce fluviali A e B del presente Piano, ad integrazione di quanto già stabilito dal citato art. 38bis.
4. Tutti i progetti di cui ai precedenti commi 2 e3 devono essere compatibili con la Direttiva 1 del PAI, "Direttiva per la riduzione del rischio idraulico degli impianti di trattamento delle acque reflue e delle operazioni di smaltimento e recupero dei rifiuti ubicati nelle fasce fluviali "A” e "B” e nelle aree in dissesto idrogeologico "Ee” ed "Eb””. A tal fine devono essere corredati dallo studio di compatibilità di cui al precedente articolo 38, comma 1 delle presenti Norme, da sottoporre all'Autorità idraulica competente per l'espressione del parere di compatibilità del progetto con la Direttiva suddetta.

(20.07.2017)