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Piazzo

  

Sede del Parco:
 Municipio di Albino, p.zza Libertà 1, 24021 Albino (Bergamo)
Telefono 035 759922 - Fax 035 759946
sito internet: www.albino.it 

 

Riconoscimento: Delibera Giunta Provinciale numero 594 del 02 novembre 2009
Piano pluriennale degli interventi: Presa d'atto con Determinazione Dirigenziale numero 3714 dello 04 dicembre 2009.
 
Comuni: Albino

Provincia: Bergamo

Ente Gestore: Comune di Albino

Superficie/abitanti: 75 ettari/18.026 abitanti

Altimetria: 320/930 metri sul livello del mare

         

Contributi provinciali:
Delibera Giunta Provinciale 629/2010
Le cascine di Piazzo: rilievo e storia Euro 4.000

Inquadramento geografico
Il territorio denominato "Piazzo”, oggetto della presente proposta di Parco Locale di Interesse Sovracomunale, si trova nella bassa Valle Seriana, a cavallo tra i territori di Albino e Nembro, ai piedi del Monte Cereto; il paesaggio di questo luogo, perimetrato all'interno dell'area a parco per circa 75 ha interessante il solo territorio del Comune di Albino, è costituito da un'ampia fascia di pianori verdi a partire dai 300 metri di altezza per risalire dolcemente verso ovest raggiungendo i 500 metri nella parte ricadente nel Comune di Nembro; a est le aree di Piazzo confinano, in stretta continuità, con ambiti fortemente urbanizzati del Comune di Albino centro.
In particolare l'intero ambito di Piazzo si localizza a nord della strada provinciale S.P.35 e si raccorda con la stessa tramite una sorta di terrazzamento, costituito da roccia calcarea, ai piedi del quale si trovano i comparti industriali di fondovalle fra cui quello del Cotonificio Honegger con il suo particolare villaggio operaio, tipico esempio di archeologia industriale.
Il territorio di Piazzo, che rappresenta un importante sito ad alta valenza naturalistica, anche se si trova inserito in un ambito molto antropizzato, è un luogo di notevole pregio, rilassante, in parte lontano dai rumori del fondovalle, ma anche facilmente fruibile dalla popolazione locale attraverso comodi percorsi e ben collegato ai centri abitati sia di Albino sia di Nembro.

 

Inquadramento paesaggistico
Il paesaggio di Piazzo è fortemente caratterizzato dalla presenza dell'uomo che negli anni l'ha modellato in funzione delle proprie necessità; si riconoscono percorrendo questo territorio muri a secco e tipici terrazzamenti che sono la testimonianza della passata vocazione agricola di questi luoghi.
L'ambito di Piazzo è inoltre caratterizzato da numerose cascine secolari collegate tra loro da percorsi in parte carrabili e in parte sterrati, lungo i quali s'incontrano anche alcuni manufatti tipici dell'architettura minore. Piazzo e la vicina area di Trevasco (ricadente sul territorio di Nembro) sono aree ricche di acque sorgive.
Le acque piovane assorbite dalla dolomia del Cereto, permeabile, scendono fino a venire in contatto con le rocce argillose del Retico, impermeabili, e su di queste scorrono fino a sboccare in numerose sorgenti, che caratterizzano, l'area di Piazzo.
Dal punto di vista naturalistico, il paesaggio di Piazzo si presenta assai diverso con ripetuta alternanza di terreni agricoli, prati e zone boscate; queste ultime, in particolare, sono caratterizzate da presenze arboree diverse sia in funzione dell'esposizione al sole che della natura del suolo e costituiscono un elemento di grande valore naturalistico oltre che paesaggistico  contribuendo a fare della zona un'area a marcata biodiversità.
Esaminando il territorio di Piazzo e Trevasco, posto a cavallo dei due Comuni citati, si nota subito come rappresenti, ora, un'anomalia rispetto al contesto territoriale.
Ai piedi dei ripidi declivi del monte Cereto appare un vasto territorio verde, fittamente segnato dai tratteggi orizzontali dei ronchi che hanno adattato la forma del suolo alla coltivazione ed al tempo stesso vi si sono conformati; punteggiato dalla presenza delle cascine, disposte secondo logiche riassumibili nella migliore utilizzazione dell'energia naturale, è rigato dalle vallette boscate che scendono il monte e da un sistema viario minore. Un territorio intimamente legato, nello spazio e nell'uso, agli incolti del Cereto che lo sovrastano ed ai cotonifici ottocenteschi che lo chiudono a valle.
La zona di Piazzo e Trevasco è anche interessata da fenomeni carsici di rilievo e d'erosione delle rocce, difficilmente visibili altrove con tale frequenza e bellezza: si tratta di numerosi pinnacoli conici presenti nei boschi, di rocce carsiche incise a canaletti affioranti dal terreno, di doline, d'inghiottitoi e di grotte a sviluppo verticale; nell'area di Piazzo inoltre si trovano alcuni resti di cave di marmo, di pietra da calce e da costruzione che punteggiano la balconata calcarea che chiude a valle la fascia dei coltivi.

 
 

Vegetazione
A livello vegetazionale il territorio di Piazzo può essere suddiviso in tre zone:
 la zona arida e a forte pendenza della parte alta del Cereto e della balconata che collega Piazzo al fondovalle. Qui il terreno è calcareo, di spessore limitato. Nella parte alta prevale la vegetazione erbacea (pascolo magro), anche a seguito di frequenti incendi che ostacolano la ripresa della vegetazione, nonché bosco ceduo semplice;
 la zona dei coltivi, con pendenze lievi, con suolo di maggiore spessore e più umido, da tempo coperta da prati, lascia al bosco soltanto parti marginali, laddove prevalgono affioramenti carsici: qui il bosco è un ceduo di castagneto con ceppaie e polloni, essendo quasi completamente scomparso un castagneto da frutto attaccato dal cancro della corteccia;
 le zone umide e più fresche della Val Guarnasco e del versante sinistro della Valle del Carso presentano un suolo discretamente profondo, completamente ricoperto dal bosco ceduo. Mentre in riva al Carso i tagli con turni troppo frequenti hanno favorito il diffondersi della robinia; invece nella zona della Val Guarnasco troviamo, soprattutto nel tratto inferiore, specie d'alto fusto nate da seme, di particolare pregio.
Il sottobosco presenta una buona varietà di specie diverse in base alle caratteristiche di ogni zona; fra gli arbusti il ginepro, il nocciolo, il viburno lantana, il rovo, il sambuco, il biancospino, il ligustro. Ricca è la presenza di specie rare e significative di fiori.

 

Fauna
La varietà ambientale favorisce anche la presenza di numerose specie animali. La descrizione dei luoghi evidenzia, infatti, come il numero delle specie animali vertebrate e inverte¬brate presenti è sicuramente abbondante in rapporto alle modeste dimensioni del nostro territorio.
Una tale varietà si spiega con la diversità degli ambienti che si alternano nella zona; il succedersi di boschi, prati e zone coltivate, la presenza di tratti ripidi o asciutti o addirittura rocciosi e di zone fresche e umide consente, infatti, diverse possibilità alimentari e di rifugio.
Tra gli invertebrati segnaliamo, per la facilità con cui si possono osservare, molluschi e insetti, alcuni assai noti e vistosi come le libellule, le mantidi e diversi coleotteri di notevoli dimensioni, come il cervo volante e alcuni cerambici.
Particolarmente varie e vistose sono le farfalle, che più di ogni altro piccolo animale attraggono, con i loro colori, l'attenzione dei numerosi visitatori della zona.

 

Fra gli animali vertebrati sicuramente presenti si segnalano:
-fra i PESCI soltanto la sanguinerola (altri pesci sono stati introdotti artificialmente, a scopo piscatorio, nel laghetto di S. Vito) causandovi la scomparsa dei tritoni che lo popolavano;
-fra gli ANFIBI abbiamo: la salamandra pezzata; la rana verde; le rane rosse; la raganella; il rospo comune; il tritone crestato;
-fra i RETTILI: la lucertola dei muri, il ramarro, l'orbettino, la vipera, il biacco, il colubro d'Esculapio, la biscia d'acqua o biscia dal collare;
-numerosi uccelli oltre ai più comuni: l'averla cinerina, il cuculo, l'upupa, il gheppio, la civetta, il gufo, il succiacapre; la zona è inoltre sicuramente frequentata dalla poiana e dal nibbio bruno;
-fra i MAMMIFERI: diversi chirotteri (pipistrelli), insettivori (talpa, toporagno, riccio), roditori (topo campagnolo, ghiro, moscardino, scoiattolo), lepri e conigli selvatici, mustelidi (donnola, faina, tasso);
-sono inoltre presenti volpi e caprioli; questi ultimi scendono talvolta dai boschi fino alle zone a prato dell'altopiano.
Nell'area di Piazzo s'incontrano anche molti altri animali soprattutto diversi uccelli tra cui numerosi silvidi ma anche uccelli di maggior mole quali il picchio rosso comune, l'airone cenerino e diversi corvidi fra cui cornacchia grigia, ghiandaia e corvo imperiale; anche questo forse nidificante.
È inoltre opportuno segnalare che anche il cervo ha fatto la sua comparsa nel territorio ma, per ora, tale presenza non è stabile.
Il cinghiale, presenza ormai consueta in molte parti della media Val Seriana è destinata purtroppo a entrare presto nel novero degli animali stabilmente presenti.

  

LA STORIA

Paesaggio
Il primo documento finora rintracciato che ci dia notizie certe dell'utilizzazione agricola di Piazzo e del Cereto è la carta dei confini del Comune di Albino del 1392.
La presenza di colture di pregio distanti dal centro abitato favoriva la presenza di case contadine, o per lo meno di caselle; era forse per raggiungere queste costruzioni che da Nembro saliva a Piazzo una strada comunale, documentata da carte del 1444.
All'inizio del 1600, il dissodamento di nuove terre stava raggiungendo il limite massimo consentito dalla natura del terreno.
Tra il ‘600 e il ‘700 è presumibilmente raggiunto dal territorio di Piazzo il limite di estensione delle terre coltivate; non per questo il paesaggio agrario aveva raggiunto una stabilità definitiva o aveva nei dettagli l'aspetto di 30-40 anni fa.
A parte la costante tendenza, all'interno di ogni azienda, ad allargare i propri coltivi, terrazzando le porzioni di terra più difficili, in precedenza lasciate a bosco, notiamo come, nonostante l'enorme dispendio di lavoro umano necessario alla spietratura e alla sistemazione dei terreni, spesso i coltivi dovevano essere abbandonati.
Questo perché talvolta i campi furono ricavati da terre estreme, inadatte a lungo termine alla coltivazione, provviste solo di un sottile strato di terreno coltivabile.
Le acque dilavavano nel corso dei decenni il suolo messo a coltura, compariva la roccia sottostante che man mano prevaleva sulle parti coperte da suolo agricolo: le rese calavano fino a non giustificare le sementi e il lavoro, il campo era lasciato a prato o tornava a bosco. Contemporaneamente altri tratti di bosco o di pascolo erano scassati, gradinati e messi a coltura, rimpiazzando così il coltivo esaurito.
Il nuovo assetto determinatosi alla fine della seconda guerra mondiale portò alla graduale scomparsa dell'agricoltura ed a consistenti trasformazioni del paesaggio agrario.
Ora gli antichi coltivi, ormai spogli del loro manto di viti e di gelsi, sono quasi dappertutto coperti da prati stabili; i boschi, nonostante l'inselvatichimento, sono più densi di quanto fossero in passato e si stanno lentamente espandendo anche sulle sorti del Cereto, mentre l'esplosione edilizia del dopoguerra ha portato ad espandere i centri abitati su parti consistenti del territorio.

 

 

Edifici
Dall'800 fino a quarant'anni fa l'ambito di Piazzo è interessato da una serie di trasformazioni che rimangono nella logica di un'utilizzazione prevalentemente agricola del territorio.
Alcune cascine sono ampliate, sia con la costruzione di rustici staccati dal corpo principale che con l'innalzamento dei tetti e il conseguente aumento di capienza dei fienili. Le travature lignee delle logge di poche cascine sono sostituite da travi in cemento armato o ferro.
Alcune caselle poste sui coltivi sono trasformate in cascine mentre si costruiscono nuove caselle sui prati alti ricavati dalle "sorti”; poche cascine sono edificate ex novo.
Nel territorio considerato non sono presenti nuclei accentrati, tutte le cascine sono sparse sui coltivi, disposte in modo da conciliare meglio l'esigenza di situarsi in posizione centrale e rilevata rispetto ai propri coltivi e quella di essere il più possibile prossime a sorgenti e vie d'accesso. La buona esposizione non rappresenta invece un problema, perchè tutto il territorio preso in esame consiste nel versante solatio del monte Cereto.
Tra le costruzioni esistenti a Piazzo e Trevasco, che portano i segni di queste trasformazioni, ve ne sono alcune probabilmente identiche a com'erano ai primi dell'Ottocento, mentre di altre non è rimasto che il perimetro e qualche pietra bene in vista sui muri, passando attraverso tutta una serie di situazioni intermedie, la maggior parte delle quali mostra edifici modificati ma non snaturati.
Come è evidente dalle descrizioni sopra riportate, gli edifici che si trovano nell'area di Piazzo, a prescindere dalle trasformazioni subite, ed anche solo in funzione della loro localizzazione, rappresentano un'importante testimonianza del passato di questo territorio non secondaria rispetto agli altri elementi, naturali e non, che si trovano all'interno di questo paesaggio ancora incontaminato.
In adiacenza con l'area di Piazzo, e in stretta connessione con i percorsi storici che vi conducono, si trovano alcuni edifici di grande pregio architettonico, come le ville padronali del cotonificio Honegger, realizzate tra il 1903 e il 1920, e gli edifici del villaggio operaio, realizzati antecedentemente intorno al 1890. In posizione più prossima al centro di Albino sorgono, inoltre, tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, la scuola tedesca e un secondo gruppo di case operaie. 

 

 

Motivazioni del Plis
Come evidenziato nei paragrafi precedenti, il territorio di Piazzo rappresenta un importante polmone verde all'interno dei territori edificati in cui s'inserisce ed è caratterizzato da un'ampia varietà di paesaggi naturali con enorme valenza sia con finalità ludico-ricreative sia di importanza geologico-naturalistica oltre che da un certo numero di edifici storici tipici della tradizione contadina bergamasca anch'essi degni di percorsi di tipo didattico.
Il territorio di Piazzo interessato dal presente P.L.I.S., della superficie di circa 75 ha, si trova interamente nel territorio di Albino anche se sarebbe auspicabile che anche la restante porzione di Piazzo, e la limitrofa area denominata Trevasco, ricadenti nel territorio del Comune di Nembro, si aggregassero al presente P.L.I.S. che potrebbe così trovare una maggiore compiutezza di percorsi e di collegamenti.
Tuttavia si ritiene fondamentale che la Provincia riconosca a questa proposta del Comune di Albino la tutela e la valorizzazione necessarie a salvaguardare un sito di tal eccezionalità, così come già sopra rilevato, ma anche come si deduce dalle numerose fonti a disposizione, bibliografiche e non, che evidenziano le peculiarità di Piazzo oltre alla necessità di salvaguardare, preservare e valorizzare questi luoghi.
Citando espressamente la delibera di Giunta Regionale dello 08 gennaio 2008 inerente i criteri di individuazione delle aree definite "Parco Locale di Interesse Sovracomunale”, non si può non riconoscere all'area di Piazzo la "valenza intrinseca” che gli è propria oltre alla caratteristica di essere un sito di notorietà diffusa, fruito da cittadini  provenienti da tutto il circondario.
Inoltre, sempre nello spirito di stretta coerenza con i criteri regionali si auspica per quest'area, come già evidenziato nei paragrafi precedenti:
 il mantenimento e la valorizzazione dei caratteri tipici delle aree rurali e dei loro valori naturali, paesistici e culturali a tutela dello spazio rurale rispetto all'avanzata dell'urbano;
 la tutela di un paesaggio ricco di presenze dell'architettura rurale, degli opifici storici, dell'equipaggiamento tradizionale (i percorsi, le cappellette votive, i lavatoi, le reti irrigue, i fontanili, ecc.);
 nonché la promozione di attività didattiche finalizzate alla conoscenza, coltivazione, cura di aree verdi.

 

Nella stessa relazione sul paesaggio (Carta del paesaggio, allegata al P.G.T.), del Comune di Albino viene rilevato che l'ambito territoriale di Piazzo, caratterizzato dai segni tipici del paesaggio agricolo collinare e montano, rappresenta una significativa eccezione.

Anche nel Documento preliminare del Piano di Settore della Rete Ecologica Provinciale, redatto dalla stessa Provincia di Bergamo nell'ottobre 2008, nella sua descrizione degli aspetti geomorfologici e idrografici della bassa Valle Seriana sono evidenziati, fra gli elementi da preservare e da valorizzare, il paesaggio vegetale della valle nei suoi ambienti di elevato pregio, fra cui le dorsali collinari e montane, i boschi e i prati aridi del Monte Cereto e le zone agricole rimaste in quota e negli ambiti collinari, con evidente riferimento anche alla localizzazione di elementi che si trovano nell'ambito di Piazzo.

  
Nell'analisi degli obiettivi di valorizzazione, il progetto della rete ecologica, sempre con riferimento alla bassa Valle Seriana evidenzia, inoltre, alcune fondamentali azioni:
-preservare i varchi ancora esistenti valorizzando la presenza dei corsi d'acqua minori, fra i quali il Guarnasco (che si trova lungo il confine tra i territori di Albino e di Nembro), che rappresentano un importante ambito di riconnessione naturalistica;
-preservare i corsi d'acqua tributari da ulteriori fenomeni di urbanizzazione che potrebbero compromettere definitivamente la permeabilità della valle;
La finalità del piano di settore, così come riportato nelle allegate relazioni, e in coerenza con la proposta qui redatta dal Comune di Albino, è principalmente:
-la tutela e la valorizzazione delle aree di pregio ambientale e naturalistico;
-l'identificazione di elementi territoriali con potenzialità di matrici di valorizzazione territoriale in chiave paesistico-ambientale, anche entro una prospettiva di rafforzamento dell'identità locale;
-il potenziamento e l'integrazione territoriale delle opportunità culturali e di funzione ricreativa.
Infatti, il territorio in oggetto rappresenta per il Comune di Albino e, in generale, per l'ambito più ampio della cosiddetta bassa Valle Seriana, l'”opportunità” di tutelare una testimonianza di grande valore sia dal punto di vista naturalistico che anche turistico-ricreativo per i fruitori di queste aree con anche un fondamentale ruolo di connessione di percorsi esistenti da rivitalizzare ed integrare.
Come emerge dalle molteplici fonti già esistenti, la valenza naturalistica del territorio di Piazzo è ampiamente riconosciuta sia dagli abitanti del Comune di Albino che dai comuni limitrofi per i quali il paesaggio di Piazzo, e la sua possibile fruizione, rappresentano una valida meta per passeggiate, gite scolastiche, studi naturalistici ecc., sia per la sua vicinanza ai centri abitati che per la sua facile accessibilità e percorribilità da potenziare e promuovere anche al di fuori del più stretto ambito della media Valle Seriana.

 

20 gennaio 2012