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Monte Canto e del Bedesco


Veduta del versante del Monte Canto verso Pontida

Sede del Parco: Municipio di Carvico, via Santa Maria 13, 24040 Carvico (Bergamo).
Telefono 035 791127 - fax 035 797080.
e-mail: tecnico@comune.carvico.bg.it
sito internet: www.comune.carvico.bg.it

   

   

Riconoscimento: Deliberazione di giunta provinciale numero 437 del 01 settembre 2003.
Piano pluriennale degli interventi: non più presentato.

    

Comuni: Ambivere, Calusco d'Adda, Carvico, Chignolo d'Isola, Mapello, Pontida, Solza, Sotto il Monte, Terno d'Isola, Villa d'Adda.
Provincia: Bergamo.

Ente gestore: Comune di Carvico (Ente Capofila).

Superficie: 2.969 ettari.

Altimetria: 204/700 metri sul livello del mare.

Contributi provinciali: -

     

Inquadramento geografico:
Il Parco è situato su un'ampia porzione del territorio dell'Isola Bergamasca ed interessa a nord il M.te Canto e nella rimanente porzione il pianalto a morfologia leggermente ondulata del Bedesco, il quale è a sua volta suddiviso in due parti ben distinte da un'ampia valle a fondo piatto, percorsa dal torrente Grandone. Il paesaggio agricolo-forestale si caratterizza per i versanti meridionali del M.te Canto ciglionati, grandonati e ancora in parte vitati. Il pianalto presenta invece ancora estesi boschi, brughiere e terreni agricoli, anche se la vegetazione appare in genere degradata, con presenza diffusa di robinieti fortemente ceduati.

   

Vegetazione - Fauna:
Il sistema collinare del M.te Canto presenta una copertura prevalentemente forestale con limitate superfici destinate all'attività agricola. La specie d'elezione è la rovere, potenzialmente dominante nella formazione climax, infatti le caratteristiche ambientali corrispondono all'optimum ecologico di questa specie. Il Canto ospita attualmente lembi di querceto relitti decisamente interessanti sotto il profilo naturalistico, oltre a esemplari isolati di discrete dimensioni. Lungo il versante nord la vegetazione originaria è stata sostituita con boschi dominati dal castagno i cui cedui erano utilizzati come legna da ardere, come paleria agricola nella coltura della vite e naturalmente per la produzione delle castagne, che hanno rappresentato in passato una delle fonti di alimentazione delle popolazioni locali. Il versante sud è caratterizzato dalla presenza di robinia ad assetto ceduo misto (robinia, castagno e quercia). In limitati appezzamenti su entrambi i versanti, in prossimità degli abitati, o nei luoghi raggiungibili dalle strade forestali, la robinia ripetutamente ceduata, ha preso il sopravvento sulle specie consociate, spesso del tutto sostituite. Alla base della dorsale compaiono altre formazioni di carattere più o meno marcatamente igrofile, quali querceti a farnia, alnete ad ontano nero e brandelli di boschi a pioppo nero e salice bianco, cenosi di particolare significato data la loro scarsa diffusione e la loro elevata vulnerabilità. Il Pianalto presenta una vegetazione piuttosto degradata; i residui lembi di foresta relitta sono robineti talmente compromessi dall'intenso uso a cui sono stati sottoposti, da non permettere l'instaurarsi di dinamiche ricostruttive. I querceti acidofili che dovrebbero rappresentare la formazione dominante sono presenti in pochi ambiti, confinanti dalle attività agricole in strette fasce tra le aree di impluvio e i coltivi. I boschi di maggior valore naturalistico sono relegati alle pendici del Canto, dove dominano le querce. Lungo il corso dei torrenti Grandone e Buliga la copertura arborea si presenta interrotta, specie in corrispondenza dei centri abitati. In condizioni di naturalità la successione vegetazionale è composta da farnia e ontano nero nei pressi degli alvei a cui si aggiunge il carpino bianco e quindi la farnia e la rovere lungo le scarpate.
Tra la fauna, si segnala la presenza del ramarro, mentre gli ecosistemi forestali a microclima più asciutto ospitano la poco esigente rana dalmatina e una consistente popolazione di salamandra pezzata. Tra gli uccelli si segnalano l'averla piccola, il beccafico, l'ortolano e lo zigolo giallo; le aree aperte annoverano la cappellaccia ed il succiacapre mentre i boschi igrofili ospitano il rigogolo. Nelle aree urbanizzate, infine, non mancano rondine, balestruccio e civetta. Tra il popolamento dei mammiferi si citano il riccio europeo occidentale e il toporagno comune, lo scoiattolo, il ghiro e il moscardino. Sono inoltre presenti il ratto delle chiaviche e il topolino delle case mentre, limitate ai centri urbani, si segnalano il topo selvatico e l'arvicola rossastra. La lepre è presente per immissioni a scopi venatori. Per quanto riguarda i Chirotteri, si trovano il pipistrello nano e il pipistrello albolimbato.

   

Paesaggio - Architettura:
Il paesaggio agricolo-forestale attuale risale al periodo di grande sfruttamento verificatosi dopo l'anno mille, pur modificato nell'estensione e nelle qualità colturali a discapito dei boschi. La messa a coltura dei versanti, soprattutto con la vite, ha obbligato ad un'opera di sistemazione agraria di radicale rimodellamento della morfologia preesistente: la ciglionatura e il gradonamento. Nel XVIII secolo, con lo sviluppo dell'industria della seta, i boschi vennero relegati lungo le sponde acclivi dei torrenti e lungo i versanti meno favorevoli, mentre la rimanente superficie risultò in gran parte condotta a seminativo-arborato, con i cereali alternati a vite e gelso. Oggi, l'area collinare, caratterizzata da superfici boscate in costante espansione è, dopo alcuni decenni di abbandono, nuovamente utilizzata per la produzione di legna da ardere. Il territorio pianeggiante dell'Isola si presenta invece come un'area fortemente industrializzata, soprattutto lungo le principali vie di comunicazione e all'esterno dei poli industriali storici. Allo stesso modo gli insediamenti urbani trovano la loro maggiore densità abitativa fuori dai nuclei antichi, lungo gli assi stradali principali.
Tutto il territorio è punteggiato da una serie di edifici rurali; l'attività agricola, fin dai secoli XIV e XV, era infatti organizzata in cascinali di una certa dimensione, raggruppati nei centri abitati o in piccoli gruppi. Le cascine erano spesso fortificate, chiuse verso l'esterno da ampi e spessi muri e, in alcuni casi, dotate di torri di difesa, come si può ancora oggi vedere nel centro storico di Mapello. A margine delle strade di costa vennero edificate abitazioni, dando origine a piccoli aggregati. Il nucleo di Canto ha rivestito molta importanza nei secoli passati per la sua posizione baricentrica fra l'Abbazia di S. Giacomo in Pontida e quella di S. Egidio in Fontanella. Il collegamento si snodava su una mulattiera, lungo la quale si incontravano anche gli edifici che ospitavano le dipendenze dei monasteri. L'insediamento di Canto è un esempio di aggregato urbano con un insieme di abitazioni addossate le une alle altre lungo una via di comunicazione, dalla tipica forma a fuso che caratterizza i centri urbani sorti sulla cresta o lungo i lati di un rilievo; per tale motivo non esiste una zona centrale immediatamente riconoscibile, quanto piuttosto una serie di slarghi e piazzette ai punti di incontro fra le varie strade di collegamento.
I caratteri architettonici dei centri antichi del Parco sono per molti versi simili tra loro: generalmente traggono origine da una serie di nuclei abitativi di piccole dimensioni, spesso due o tre case soltanto, oppure una cascina di grosse dimensioni. Questi nuclei sono diventati nel tempo i poli da cui si è sviluppata l'edificazione successiva. L'immagine dei paesi è il risultato caratteristico del loro processo di formazione. Sono tipiche per esempio le vie fiancheggiate da alti muri ciechi costruiti in pietra o in ciottoli di fiume, con un solo portale che mette in comunicazione con la corte interna.
Non mancano edifici e costruzioni connotanti determinate strutture urbane, quali per esempio le case a torre visibili a Mapello, oppure le antiche santelle e cappelle votive che, poste sugli incroci o al termine di una prospettiva, segnavano il territorio e i centri abitati, determinando una presenza che oltrepassava il semplice significato formale.

   

27 giugno 2012