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Alto Sebino

Veduta del Lago d'Iseo e foce del fiume Oglio

Sede del Parco: Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, via Del Cantiere 4,  24065 Lovere (Bergamo).
Telefono 035 4349811 - fax 035 4349833.
eMail: info@cmlaghi.bg.it
sito internet: www.cmvalaghi.bg.it
Responsabile: Covelli Giuliano.

Riva di Solto, le pareti dell'orrido di Zorzino Scorcio nella valle di Fonteno Solto Collina, chiesetta di San Defendente del secolo XVIII Scorcio nella valle di Fonteno Bossico, scorcio

Riconoscimento: Delibera Giunta Provinciale numero 292 del 17 maggio 2004.
Piano pluriennale degli interventi: Determinazione Dirigenziale numero 2317 del 10 giugno 2004.
Riconoscimento dell'ampliamento (ai comuni di Fonteno, Riva di Solto e Solto Collina): Delibera Giunta Provinciale numero 775 del 15 dicembre 2005.
Piano pluriennale degli interventi 2010-2015: Determinazione dirigenziale numero 3393 del 18 novembre 2010.

Fonteno, scorcio sul lago d'Iseo Bossico, villa Aventino Panoramica su Fonteno e Solto Collina Bossico, villa Quattro Venti Scorcio sulla località Ceratello di Costa Volpino
     
Comuni: Lovere, Castro, Sovere, Pianico, Rogno, Bossico, Costa Volpino; con l'ampliamento Fonteno, Riva di Solto, Solto Collina. 
Provincia: Bergamo.

Ente Gestore: Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi.


Superficie: 7.768 ettari così suddivisi per Comune: Bossico 503 ettari, Castro 31 ettari, Costa Volpino 1.216 ettari, Fonteno 1.030 ettari, Lovere 308 ettari, Pianico 139 ettari, Riva di Solto 170 ettari, Rogno 1.224 ettari, Solto Collina 841 ettari e Sovere 1.306 ettari.

Altimetria: 198/1.880 metri sul livello del mare.

Contributi provinciali:
Delibera Giunta Provinciale 644/2011
Attività didattiche finalizzate alla conoscenza delle aree verdi e territorio: botanica, geologia, zoologia, ambiente, produzione agricola Euro 5.000

Panoramica su Lovere e il lago d'Iseo Rogno, panoramica sulla località Monti Solto Collina, panoramica verso il lago d'Iseo Rogno, panoramica sulla località San Vigilio

Inquadramento geografico:
Il PLIS Alto Sebino abbraccia un territorio di 7.768 ha che ricade amministrativamente nell'ambito dei 10 Comuni della Comunità Montana Alto Sebino: Bossico, Castro, Costa Volpino, Fonteno, Lovere, Pianico, Riva di Solto, Rogno, Solto Collina e Sovere. La sua collocazione geografica è nel settore prealpino (Valle Camonica-Sebino) più precisamente compreso tra le pendici dell'alto Sebino, il fondovalle dell'Oglio, le pendici della destra idrografica del Fiume Oglio pre-lacuale, le valli interne e la dorsale Monte Pora e Monte Alto nonché tra il fondovalle e le pendici della bassa Valle Borlezza. L'area protetta presenta una notevole variabilità altitudinale, i cui estremi sono dati dai 1.879,8 m s.l.m. sul livello del mare del Monte Pora e dai circa 198 m s.l.m. della superficie del Lago d'Iseo. Il PLIS Alto Sebino è attualmente il più esteso parco locale di Lombardia.

Pianico, panoramica Lovere, panoramica Lovere, palazzo Tadini (raccolta d'arte) del 1821 Bossico, panoramica verso il algo d'Iseo

Geologia:
I valori ambientali complessivi risultano di grande interesse e sono dovuti alla collocazione geografica del Parco nel settore prealpino racchiuso tra il Sebino e le valli dell'Oglio, del Borlezza e del Dezzo. Il territorio del Parco si affaccia sul profondo ed ampio solco vallivo camuno protendendosi verso la Val Borlezza e racchiudendo entro il suo perimetro il M. Pora. I rilievi e le valli secondarie definiscono un paesaggio vario e articolato, ricco di ambienti ad elevata biodiversità e dove i caratteri geologici stupiscono per l'eterogeneità delle formazioni rocciose, per la suggestione delle impronte glaciali e carsiche e per la natura delle strutture determinate dalla declinazione locale dei grandi eventi orogenetici alpini. Il quadro naturalistico è reso ulteriormente complesso dagli effetti della profonda e secolare presenza umana che ha modificato gli assetti vegetazionali originari. Questo territorio fa parte delle Alpi Calcaree Meridionali che abbraccia la fascia di rilievi compresi tra la Valtellina e la pianura padana; questi corrugamenti presentano uno stile tettonico e una costituzione litologica con caratteristiche che li differenziano dal resto della catena alpina. L'ossatura generale dei rilievi del Parco è costituita, infatti, da rocce di varia natura, ma riconducibili tutte ad un comune ambiente di formazione: un braccio di mare che si estendeva tra i continenti europeo e africano. Le incisioni vallive e lo svettare dei rilievi mettono a giorno rocce diverse che nell'insieme delineano le complesse vicende formative mesozoiche e deformative cenozoiche del territorio. Il solco camuno-sebino e la Val Borlezza mettono a nudo formazioni geologiche che abbracciano un arco di tempo considerevole - 50 milioni di anni circa - che va dalla fine dell'Era Primaria con le rocce permiane che affiorano presso i settori settentrionali del Parco in Comune di Rogno a quelle norico-retiche che affiorano a meridione, in Val Borlezza e a Castro. La topografia del Parco è il frutto combinato e complesso dell'azione dei fattori esogeni che hanno agito sulle rocce fin dal momento dell'emersione della catena alpina dalle acque del mare. Le deformazioni, le dislocazioni tettoniche e l'erodibilità delle rocce hanno imposto i lineamenti fisici dominanti del paesaggio. A lasciare un'impronta determinante nella morfologia del territorio, sono stati gli eventi glaciali; inoltre, la natura prevalentemente calcarea delle rocce ha determinato spettacolari aspetti geomorfologici legati al carsismo.

Scorcio sulla valle di Fonteno Fonteno, scorcio sulla valle Solto Collina, scorcio Bossico, terrazza della villa Caprera

Flora e Vegetazione:
Il clima, la natura del suolo, l'esposizione delle superfici e la secolare azione umana hanno creato il superbo scenario verde del paesaggio del PLIS. Ciò che appare in distanza, un manto verde che riveste in maniera quasi continua ogni valle e monte del Parco, in una visione ravvicinata mostra tutta la ricchezza e la diversità di una vegetazione composta, di volta in volta, da specie con esigenze ecologiche diverse, in una mirabile corsa all'affermazione della vita. La complessa geografia del Parco, a seconda delle particolari situazioni topografiche e della presenza del lago con effetti mitiganti sul clima, presenta una diversa distribuzione dei tipi vegetazionali, anche nell'ambito di una individuabile e classica ripartizione per fasce altitudinali. Se la vegetazione ha risentito in misura diretta del modo di utilizzo dei suoli, secondo sfruttamenti certamente più incisivi e diffusi rispetto all'oggi, la flora si è in proporzione assai meno impoverita, mantenendo la sua continuità biologica pur nella riduzione degli habitat. In generale, anche grazie alla frammentazione degli ambienti, che presentano differenti caratteristiche ecologiche, il Parco può vantare la presenza di una flora con elevata diversità specifica. A solo titolo di esempio si citano alcuni preziosi endemici quali la meringia d'Insubria, la primula di Lombardia, il citiso insubrico, la vulneraria, la vedovella celeste, la campanula della Carnia, la campanula d'Insubria, il raponzolo di Scheuchzer, il dente di leone insubrico, l'erba regina, il forasacco eretto e la carice del M. Baldo. Numerose anche le orchidee, di cui sono state censite oltre 23 specie diverse.
Tra le comunità vegetali si segnalano quelle acquatiche, presenti lungo le aste fluviali dell'Oglio e del Borlezza, caratterizzate da molte specie del genere Salix, tra cui predominano il salice bianco, il salice ripaiolo e il salicone, il pioppo nero, l'ontano nero e l'ontano bianco. A queste specie arboree si associano vari arbusti come ad esempio il sambuco nero, il pallon di maggio, il corniolo e il sanguinello. La vegetazione e rupicola del Parco, pur avendo un'estensione areale molto limitata, riveste un grande significato biogeografico in quanto ospita alcune tra le specie più rare, tra cui la preziosa Campanula elatinoides. Interessanti anche le praterie, siano esse quelle soggette a sfalcio sia quelle situate in altura (triseteti e nardeti), ma sicuramente di straordinario valore ecologico sono le praterie aride ricchissime di specie e particolarmente delicate in quanto soggette a rapida trasformazione se non adeguatamente gestite. Tra le altre tipologie di vegetazione presenti nel PLIS si segnalano gli orno-ostrieti, boschi che colonizzano i versanti nella porzione più bassa; le specie edificanti tali boschi sono il carpino nero e l'orniello, a cui spesso si associa, soprattutto sui versanti esposti a sud, la roverella. Non mancano anche gli acero-frassineti, i boschi di betulla, i castagneti, i faggeti e le boscaglie a pino mugo.

Fonteno, scorcio sulla valle Fonteno, scorcio sulla valle Fonteno, scorcio nella valle Castro, chiesetta di San Lorenzo dei secoli XI e XII

Fauna:
Il territorio del PLIS, vasto, articolato morfologicamente e coperto da una vegetazione in massima parte spontanea ed in equilibrio con i caratteri ecologici dell'ambiente ospita anche una fauna altrettanto ricca e diversificata. L'ornitofauna abituale dei boschi delle pendici e delle zone più aperte è composta da numerose presenze, tra cui l' averla piccola, il balestruccio, il beccafico, il cardellino, la cesena, le civette, i pettirossi, i picchi, il rigogolo e numerose altre specie facilmente osservabili da occhi esperti. Alle quote più elevate non mancano specie quali l'allodola, l'acquila, l'averla piccola, il falco pellegrino, il fagiano di monte, il francolino di monte, la poiana che, assieme alle altre specie di uccelli presenti nell'area contribuiscono ad un ricco patrimonio di ornitofauna. Lungo la foce dell'Oglio, infine, le zone umide presenti costituiscono importanti habitat per numerose altre specie di uccelli, tra cui l'airone cenerino, il beccaccino, la nitticora e il porciglione, tutti nidificanti. Ugualmente interessanti sono le specie migratrici, tra cui spiccano: il cormorano, il forapaglie, l'ortolano, il piovanello e il voltolino. Tra le specie acquatiche si segnala lo svasso maggiore, la ballerina gialla, la ballerina bianca, il cigno reale e il germano reale. Per quanto riguarda i mammiferi sono presenti il capriolo, il cinghiale, la donnola, l'ermellino, la faina, il ghiro, la lepre, la martora, il moscardino, la puzzola, lo scoiattolo, il tasso e la volpe.

Costa Volpino, panoramica verso il lago d'Iseo Panoramica sulla valle di Fonteno Panoramica dal lago d'Iseo verso Costa Volpino Panoramica su Fonteno e la sua valle

20 gennaio 2012