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del basso corso del fiume Brembo


Forra del fiume Brembo presso Filago

Sede del Parco: Municipio di Osio Sotto, piazza Papa Giovanni XXIII° 1, 24046 Osio Sotto (Bergamo).
Telefono 035 4823232 - telefax 035 4823392.
eMail: info@parcobassobrembo.it
sito internet: www.parcobassobrembo.it

Responsabile
: Tironi Elena.

   

Riconoscimento: Delibera Giunta Provinciale numero 85 del 24 febbraio 2005.
Piano pluriennale degli interventi 2010-2013: Determinazione Dirigenziale numero 3714 del 15 gennaio 2010.
Riconoscimento dell'ampliamento (nel territorio comunale di Madone): Delibera Giunta Provinciale numero 155 del 28 marzo 2011.

Comuni: Boltiere, Bonate Sotto, Dalmine, Filago, Madone, Osio Sopra, Osio Sotto.
Provincia: Bergamo.

Ente Gestore: Comune di Osio Sotto.

Superficie: 994 ettari così suddivisi per Comune: Boltiere  93 ettari, Bonate Sotto 239 ettari, Dalmine 134 ettari, Filago 214 ettari, Madone 86 ettari, Osio Sopra 98 ettari, Osio Sotto 130 ettari.

Altimetria: 157/237 metri sul livello del mare.

   

Contributi provinciali: -


Inquadramento Geografico:
Il territorio del Parco è localizzato prevalentemente lungo il corso del fiume Brembo, nel tratto compreso tra Bonate Sotto e Boltiere, con una ramificazione verso ovest che segue il corso del torrente Dordo nel territorio di Madone. La sede operativa del Parco si trova a Marne e lavora in stretta collaborazione con il locale Centro di educazione e ricerca ambientale. Il Parco è un lembo di territorio con aspetti naturalistici particolari, di riconosciuto interesse da molti punti di vista: si pensi alla presenza del Castello di Marne oppure alla Filanda di Osio Sopra della seconda metà dell'Ottocento. La volontà di ampliamento del Parco passa ora a sud, per un naturale collegamento con il Parco Adda Nord, sulla direttrice di Brembate e, a nord, in direzione di Almenno San Salvatore.

   

Geologia - Geomorfologia:
Il Fiume Brembo attraversa il Parco da nord a sud scorrendo all'interno di un'ampia valle, definita da ben visibili scarpate laterali che scendono ripide verso il fondovalle. Esse risultano per lunghi tratti interrotte da terrazzi morfologici, a testimonianza delle antiche fasi alluvionali, successive al termine delle glaciazioni quaternarie. L'energia erosiva del fiume ha fatto emergere dal fondo e dai lati della valle parte degli antichi depositi fluvioglaciali che, dopo un processo di cementazione hanno dato origine a depositi conglomeratici di ceppo. Tali affioramenti sono ben visibili nelle forre scavate dai corsi d'acqua affluenti del Brembo. La forra che da Marne si sviluppa fino a Brembate costituisce un elemento di rilievo assoluto per quanto riguarda gli aspetti geologici e morfologici. La profonda valle è completamente scavata nel duro conglomerato di ceppo che l'azione combinata della dinamica gravitativa e dell'erosione fluviale ha modellato in ripide pareti. Dove il ceppo non compare, il fiume ha potuto esprimere la sua dinamica su aree più ampie e l'attività erosiva si è svolta rimodellando progressivamente le sponde costituite dai depositi alluvionali; qui il fiume si con un ampio alveo ciottoloso e numerosi canali che si intrecciano a formare isole e barre fluviali.

    

Vegetazione:
Il Parco presenta una notevole varietà di paesaggi vegetali: le colture arative, costituite quasi esclusivamente da colture cerealicole; i prati stabili o polifitici, costituiti da erbe dallo sviluppo contenuto, soggette allo sfalcio; le cortine arboree dei corsi d'acqua del reticolo idrografico minore, sia naturale che artificiale, accompagnati per ampi tratti da cortine e filari arborei; le fasce boscate a dominanza di Robinia, presenti un po' ovunque, dove sono presenti anche gli aceri campestri, le farnie e i carpini bianchi, accompagnati nello strato arbustivo da sambuco e nocciolo; i magredi, presenti lungo l'asta del Brembo nel tratto caratterizzato da rami intrecciati e costituiti da formazioni erbacee insediatesi su substrati ghiaiosi e sabbiosi, molto permeabili e siccitosi. Questa situazione ambientale ha selezionato nel corso del tempo una vegetazione rara in pianura, ricca di specie di interesse naturalistico, spesso tipiche dei versanti collinari esposti a solatìo. La copertura erbacea è costituita da specie steppiche, tipiche delle aride pianure esteuropee ed asiatiche, mediterranee, a distribuzione montana discese in pianura portate dalla corrente del Brembo e qui insediate in tempi in cui il clima era più freddo. Alla vegetazione erbacea, con dominanza della graminacea forasacco eretto, si associa in alcune plaghe una vegetazione arbustiva pioniera costituita da rosa selvatica comune, rovo, le esotiche buddleja e ailanto. Un altro elemento di interesse naturalistico è dato dalle cortine arboree interpoderali, frutto del plurisecolare lavoro di spietramento dei campi: i sassi raccolti nel terreno dopo le arature venivano accumulati ai margini dei coltivi, dando origine a rilevanti depositi di ghiaie lungo i perimetri delle aree coltivate; su questi depositi si è instaurata una vegetazione dove predominano due essenze esotiche quali la robinia e l'ailanto. Un altro ambiente caratteristico del Parco è la vegetazione delle scarpate morfologiche dove l'acclività e l'esposizione hanno favorito lo sviluppo di una vegetazione termofila tipica di suoli tendenzialmente asciutti, la copertura vegetale; qui dominano il carpino nero, il bagolaro, alcune querce e l'acero campestre; la vegetazione rupicola su ceppo, nel tratto dove il Brembo scorre in forra, vede la colonizzazione di una florula ricca di specie tipiche montane: tra queste la globularia piccola, il raponzolo di colonna, la sesleria comune, l'erica carnicina, l'inula e la campanula d'Insubria, specie esclusiva delle Prealpi Lombarde, che rappresenta una particolarità fitogeografica di rilievo; i querco-carpineti, vegetazione naturale delle aree planiziali dell'alta pianura, costituiti da consorzi di querce con carpino bianco, non risultano ben strutturati nell'area del Parco e sono presenti esclusivamente nel Bosco Italia e nelle macchie boscate del parco del Castello di Marne.

   

Fauna:
L'ambiente fluviale costituisce, nella nostra pianura, fortemente compromessa dalle attività antropiche, una zona di riparo per la fauna. Per gli animali, dotati di movimento, è poco significativo segnalare presenze puntiformi, su un territorio che non presenta grandi barriere allo spostamento. ╚ quindi più interessante cercare i particolari ambienti presenti nell'area, che non sono esclusivamente quelli legati all'asta fluviale, ma anche i terreni agricoli circostanti e le rare formazioni boschive. Nella zona tra Bonate Sotto e Filago, nei prati aridi lungo il fiume, nidificano piccoli uccelli come il canapino, il pigliamosche e l'averla piccola. Nei prati asciutti, con presenza di erba cipressina, è presente sia il bruco che la farfalla sfinge dell'euforbia. La vegetazione circostante i campi coltivati, ospita molte specie, tra le quali la capinera, la sterpazzola e il gheppio. Tra i ciottoli e la ghiaia del fiume, troviamo il piro piro piccolo che, insieme al corriere piccolo è il limicolo più tipico del Parco. La presenza della forra di Marne è un'efficace protezione per una ricca fauna. Qui troviamo ardeidi, tra i quali l'airone cenerino, la garzetta e la nitticora. Vengono spesso avvistati il martin pescatore e la rondine montana. Tipico uccello che predilige le sponde rocciose con corrente vivace è la ballerina gialla. Certa la presenza di due serpenti, la biscia dal collare e la natrice tassellata, entrambi innocui e fortemente legati ad ambienti acquatici. La corrente impetuosa di questo tratto non impedisce un'abbondante presenza di pesci, come cavedani, vaironi, barbi, sanguinerole. Rare sono le aree boscate, dove è certa la presenza, tra i rettili, del ramarro, dell'orbettino, del saettone e del biacco; tra gli uccelli la cincia allegra e la cinciarella entrambe nidificanti, il rampichino, il picchio muratore, il torcicollo e il picchio rosso; tra i mammiferi il toporagno, il moscardino, il ghiro, il riccio, la volpe.

    

27 giugno 2012