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Lago d'Endine


Panoramica del Lago di Endine verso nord

Sede del Parco: Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, via Del Cantiere 4,  24065 Lovere (Bergamo).
Telefono 035 4349811 - fax 035 4349833.
eMail: info@cmlaghi.bg.it
info@parcolagoendine.valcavallina.bg.it
sito internet: www.cmvalaghi.bg.it
www.parcolagoendine.valcavallina.bg.it
Responsabile: Covelli Giuliano.

Riconoscimento: Delibera Giunta Provinciale numero 320 del 09 giugno 2005.
Piano pluriennale degli interventi 2010-2015: Determinazione Dirigenziale numero 3506 del 25 novembre 2010.

Comuni: Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico, Spinone al Lago.
Provincia: Bergamo.

Ente Gestore: Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi.

Superficie:
1.606 ettari così suddivisi per Comune: Endine Gaiano 207 ettari, Monasterolo del Castello 686 ettari, Ranzanico 617 ettari, Spinone del Castello 96 ettari.

Altimetria:
335/1.369 metri sul livello del mare.

Endine Gaiano, lago di Gaiano Monasterolo del Castello, scorcio sul lago di Endine Spinone al Lago, chiesetta romanica di San Pietro in vincoli dei secoli XII e XIII Panoramica sul lago di Endine Scorcio sul lago di Endine
Scorcio sul lago di Endine Ranzanico, San Bernardino dei secoli XV e XVI Endine Gaiano, lago di Gaiano Endine Gaiano, lago di Gaiano Scorcio sul lago di Endine

Contributi provinciali:
Delibera Giunta Provinciale 629/2010
Redazione studio per la riqualificazione ambientale dei laghi di Endine e Gaiano
Euro 5.000

Delibera Giunta Provinciale 644/2011
Attività didattiche finalizzate alla conoscenza delle aree verdi e territorio: botanica, geologia, zoologia, ambiente, produzione agricola Euro 2.415

Progetto "Osservatorio anfibi":
Relazione illustrativa 
Relazione geologica 
Relazione paesaggistica 
Tavola1 inquadramento generale 
Tavola2 stato di fatto 
Tavola3 progetto 
Fasi realizzazione osservatorio

Inquadramento geografico:
Il territorio del Parco, localizzato a contorno del Lago d'Endine e del Lago di Piangaiano, presenta un andamento nord-est/sud-ovest determinando situazioni climatiche differenti sui contrapposti versanti caratterizzati da una forte acclività essendo situati immediatamente a ridosso del fondovalle dove sono presenti i due laghi. Il Parco è suddiviso in tre ipotetiche fasce a diversa potenzialità d'uso dei suoli: una prima fascia lungo le rive dei laghi è soggetta ad un forte utilizzo viabilistico, turistico e commerciale, pur conservando ancora un considerevole valore ambientale e paesistico; una seconda fascia dove sono presenti i principali nuclei abitati e dove si concentrano le attività economiche; una terza fascia, a quota più elevata, rappresentata dai versanti montani spesso ripidi e ricchi di boschi. Una notevole varietà di ambienti caratterizza pertanto il Parco: da quello umido lacustre, a quello boscato, nelle sue diverse forme, sino alle praterie situate alle quote più elevate.

Endine Gaiano, lago di Gaiano
 Scorcio del lago di Endine Panoramica del lago di Endine Scorcio del lago di Endine verso Spinone al Lago

Vegetazione:
La vegetazione del Parco è influenzata dalla diversa esposizione dell'area, dalle differenti quote altimetriche, dalla presenza di aree lacustri, dalle diverse tipologie di terreno e dalle attività che l'uomo ha esercitato sul territorio nel corso dei secoli. A livello dei laghi è ricca la presenza di vegetazione palustre, sia sommersa che affiorante. Per entrambi i laghi sono presenti formazioni igrofile e palustri con ninfeti, canneti, cariceti e prati umidi. Le specie arboree tipiche nella zona prossima ai laghi sono l'ontano nero, il frassino maggiore, il pioppo nero, il salice bianco e, meno diffuso, il platano. Nelle aree sommerse sono presenti i salici, che condividono l'habitat con i canneti, mentre dove il terreno è meno umido si inseriscono specie come il nocciolo e il biancospino. Salendo lungo i declivi si può subito notare la differente conformazione vegetazionale dei due versanti montani che presentano una marcata diversità di esposizione. Il versante nord, molto soleggiato, presenta boschi termofili con carpino nero, roverella e orniello, mentre con l'aumentare dell'acclività e il progressivo assottigliamento del terreno, tende a prevalere una fitta boscaglia, composta sempre dalle specie sopra citate ma allo stato arbustivo. Essendo il terreno di questo versante molto sottile e instabile si nota comunque una discreta presenza, nei punti maggiormente dirupati di vegetazione rupicola e macereti. Nella parte culminante, di tale versante, sono localizzate praterie naturali e seminaturali. Non manca l'inserimento artificiale di conifere e specie arboree esotiche, spesso di non trascurabile impatto paesistico. Il versante sud si presenta coperto per buona parte da boschi mesofili con prevalenza di acero di monte, frassino maggiore, carpino bianco, ciliegio selvatico e, più in alto, faggio, mentre il nocciolo è presente ovunque. Nella parte bassa non mancano i castagneti, un tempo sfruttati come fonte alimentare. Anche qui sono presenti impianti sparsi di conifere. Intercalati ai boschi si trovano numerose aree a prato da sfalcio e fienagione con prevalenza di avena altissima. Anche lungo questo versante, nella parte sommitale sono presenti praterie. Ad uno sguardo generale notiamo anche che la parte meno esposta è anche la meno urbanizzata mentre la parte soleggiata vede una notevole espansione dei centri abitati.

Scorcio del lago di Endine Scorcio della località San Felice sul lago di Endine Spinone al Lago, scorcio del campanile della chiesetta romanica di San Pietro in vincoli dei secoli XII e XIII Scorcio del lago di Endine
 Monasterolo del Castello, scorcio del lago di Endine Monasterolo del Castello, castello del secolo X Scorcio del lago di Endine

Fauna:
La fauna del Parco è ricca di specie per la notevole varietà di habitat presenti. Alcune rivestono una particolare importanza naturalistica: la teriofauna (mammiferi) è presente con una ventina di specie e in particolare la popolazione di cervi; le entità ornitiche sono rappresentate da una settantina di specie (anatidi e trampolieri); l'ittofauna da una ventina di specie, in parte autoctone, mentre le specie alloctone presenti creano notevoli problemi per la gestione ittica; l'erpetofauna in modo particolare gli anfibi, rappresenta sicuramente la maggiore attrattiva faunistica del Parco, grazie alla presenza del rospo comune (Bufo Bufo) che, dai luoghi di svernamento e nutrizione posti sui fianchi delle colline, migra sulle rive dei laghi nel periodo della riproduzione. La popolazione di rospo comune, comprendente più di 25.000 esemplari adulti, distribuiti prevalentemente sul versante alla sinistra idrografica del Lago d'Endine. Il ciclo di vita annuale del rospo comune consta di tre periodi diversi, corrispondenti ad altrettanti ambienti naturali, ognuno con un ruolo fondamentale per la sopravvivenza dell'anfibio. Nella stagione estiva i rospi popolano i boschi, cibandosi di insetti, ragni e altri invertebrati, e venendo predati da mammiferi, come ricci o uccelli, tra cui nibbi, cornacchie e civette. Durante la stagione fredda i rospi scavano rifugi nel suolo o cercano riparo tra cumuli di pietre e ramaglie per trascorrere il periodo di ibernazione. In primavera i rospi, risvegliatisi dal letargo, migrano verso le aree umide del fondovalle per riprodursi; questo fenomeno comporta l'attraversamento della strada di fondovalle da parte degli animali e, di conseguenza, la necessità di salvaguardare il fenomeno migratorio. Problemi gravi affliggono l'ittiofauna messi in evidenza dal calo o dalla scomparsa di specie ittiche dovuto al fenomeno di eutrofizzazione delle acque. La scomparsa di tali specie è stata compensata dall'introduzione di specie alloctone che hanno provocato squilibri dal punto di vista ecologico influendo anch'esse negativamente sul popolamento ittico. Particolarmente nociva è stata l'introduzione, negli ultimi anni, del siluro, un pesce predatore che si nutre anche di piccoli mammiferi, uccelli, rettili e anfibi.

Scorcio sul lago di Endine
 Panoramica sul lago di Endine con i centri di Monasterolo del Castello e Spinone al Lago Spinone al Lago, chiesetta romanica di San Pietro in vincoli dei secoli XII e XIII Panoramica del centro di Monasterolo del castello sul lago di Endine
 Ranzanico, San Bernardino dei secoli XIV e XV Panoramica verso Ranzanico Ranzanico, San Bernardino dei secoli XIV e XV

Paesaggio - Architettura:
Molti e significativi sono i segni rimasti sul territorio dalla presenza plurimillenaria dell'uomo, con importanti testimonianze storiche: le chiese di notevole valore storico-artistico, sia in riferimento alle parrocchiali come quella di S. Maria Assunta di Ranzanico, ricostruita nel 1786, quella di S. Giorgio Martire a Endine, eretta nel 1300, quella del SS. Salvatore di Monasterolo, edificata su un precedente edificio religioso nel 1636, sia rispetto alle cospicue presenze isolate, come ad esempio la chiesetta romanica di S. Pietro in Vincoli del sec. XII a Spinone al Lago che, conserva ancora il suo antico impianto. Altre chiese di interesse sono: l'oratorio di S. Bernardino a Ranzanico, risalente al sec. XIV e dedicato al predicatore francescano S. Bernardino da Siena, dove si può cogliere l'influenza del gotico dell'Europa centrale; il Santuario di S. Remigio, fuori dall'abitato di Endine, sovrastato da un campanile ricavato dalla torre di un antico castello dei Cavalieri di S. Giorgio, sarebbe stato fondato attorno al 1400 da uno dei monaci benedettini di S. Paolo d'Argon, allora dipendente dall'abbazia di Cluny. L'area è anche ricca di castelli, posti a presidio e difesa della via di comunicazione per la Valle Camonica: all'estremità meridionale del Lago di Endine, su una piccola collina d'origine morenica, forse su un precedente insediamento preistorico, è situato il Castello medievale di Monasterolo che non ebbe probabilmente mai funzioni esclusivamente difensive e presenta analogie con il Castello di Bianzano, anche perché ambedue appartenevano alla famiglia ghibellina dei Suardi. Altre testimonianze di difesa, non più visibili nella loro originalità, sono le torri, presenti a Ranzanico e a S. Felice al Lago nonché i resti delle fortificazioni che in passato costituivano un sistema difensivo di avvistamento lungo le strade a protezione di questi accessi.

20 gennaio 2012