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ISTRUZIONE FORMAZIONE E LAVORO
Attivitą produttive
Istruzione e Formazione
Lavoro

Consigliera di parità

Ufficio della Consigliera di Parità
Via Tasso, 8, 24100, Bergamo
Tel. 035 387679
Mail: segreteria.consigliereparita@provincia.bergamo.it
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30

La Consigliera di parità della provincia di Bergamo è Isabel Perletti, originaria di Castelli Calepio e ora residente a Grumello del Monte.

E' laureata in Sociologia e in Scienze del lavoro con un dottorato in formazione della persona e diritto del mercato del lavoro, svolge un'attività professionale nella formazione per gli adulti nel campo della sicurezza sul lavoro e del diritto del lavoro e collabora con l'Università degli Studi di Bergamo.

E' stata designata come Consigliera di parità effettiva dal decreto presidenziale n. 172 del 31 luglio 2015 e nominata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali dal decreto del 25 novembre 2015. La Consigliera di parità è una figura istituzionale che nasce nel 1984, quale componente di organismi collegiali territoriali (ex Commissioni regionali e provinciali per l'impiego preposti alle politiche attive del lavoro) i cui compiti e funzioni sono delineati per la prima volta con la l. n. 125 del 1991.

Attualmente il ruolo della Consigliera e il suo campo di azione è normato dal Capo IV, artt. 12-20 del Codice delle Pari opportunità (d.lgs. 11 aprile 2006 n. 198), come modificato dagli artt. 27-38 del d.lgs. 14 settembre 2015 n. 151. Le funzioni a capo della consigliera di parità sono essenzialmente 7:

  • a) Rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, anche in collaborazione con le direzioni interregionali e territoriali del lavoro, al fine di svolgere le funzioni promozionai e di garanzia contro le discriminazioni nell'accesso al lavoro, nella promozione e nella formazione professionale, ivi compresa la progressione professionale e di carriera, nelle condizioni di lavoro compresa la retribuzione nonché in relazione alle forme pensionistiche;
  • b) Promozione di progetti di azioni positive, anche attraverso l'individuazione delle risorse dell'Unione europea, nazionali e locali finalizzate allo scopo;
  • c) Promozione della coerenza della programmazione delle politiche di sviluppo territoriale rispetto indirizzi Ue e di quelle nazionali e regionali in tema di pari opportunità;
  • d) Promozione delle politiche di pari opportunità nell'ambito delle politiche attive del lavoro, comprese quelle formative;
  • e) Collaborazioni con DIL e DTL per rilevare violazioni in tema di parità, pari opportunità e garanzia contro le discriminazioni, anche con appositi pacchetti formativi;
  • f) Diffusione e scambio di buone prassi attività di informazione e formazione culturale sui problemi delle pari opportunità e sulle forme di discriminazione;
  • g) Collegamento e collaborazione con assessorati e organismi di parità enti locali.

Si possono rivolgere alla Consigliera di parità:

  • le lavoratrici e i lavoratori che temono di aver subito una discriminazione di genere nell'accesso al lavoro o sul luogo di lavoro, nell'accesso alla formazione professionale, nello sviluppo di carriera, nel livello di retribuzione; 
  • le lavoratrici e ai lavoratori vittime di mobbing di genere sui luoghi di lavoro;
  • le lavoratrici e i lavoratori che hanno difficoltà a conciliare il lavoro con la maternità/paternità oppure con la cura dei familiari;
  • le lavoratrici e i lavoratori, che necessitino di informazioni in tema di maternità, paternità e congedi parentali.

Una consulenza tecnica sarà offerta anche:

  • alle imprenditrici e agli imprenditori che vogliono promuovere azioni positive per realizzare le pari opportunità nella propria azienda anche attraverso progetti e finanziamenti (europei, nazionali. art. 9. L.53/00);
  • alle amministrazioni pubbliche e agli Enti che hanno costituito il Comitato unico di garanzia e intendono promuovere momenti di formazione e di scambio di esperienze e buone prassi;
  • alle amministrazioni pubbliche e agli Enti che devono presentare il Piano triennale delle azioni positive;
  • alle associazioni sindacali, per segnalare casi di discriminazione di genere e per collaborare a progetti di promozione delle pari opportunità e condividere progetti relativi agli scopi previsti dalle normative in tema di Pari Opportunità.

(16.12.2015)