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dei Fontanili e dei Boschi


Particolare di risorgiva fontanile Rampazzone

Sede del Parco: Municipio di Pognano, via Leonardo da Vinci 12/a, 24040 Pognano (Bergamo).
Telefono 035 4829003 - fax 035 4818749.
e-Mail: info@comune.pognano.bg.it 
sito internet: www.comune.pognano.bg.it
Responsabile: Vitali Giovambattista.

Consorzio del Parco di interesse sovracomunale" dei Fontanili e dei boschi" costituito con atto notarile stipulato il 08/02/1996 tra i comuni di Pognano e Lurano pertanto il Parco possiede personalità giuridica

Riconoscimento: Delibera Giunta Regionale numero 5/32305 del 05 febbraio 1993.
Piano pluriennale degli interventi 2010-2013: Determinazione dirigenziale numero 3551 del 30 novembre 2010.

Comuni: Lurano, Pognano.
Provincia: Bergamo.

Ente gestore: Comune di Pognano.

Superficie
: 150 ettari.

Altimetria: 148/156 metri sul livello del mare.

  

Contributi provinciali:
Delibera Giunta Provinciale 629/2010
Studio e ricerca sugli habitat forestali dell'avifauna Euro 3.000

Delibera Giunta Provinciale 644/2011
Organizzazione di convegno sulla tematica della gestione dei popolamenti forestali planiziali nelle aree protette Euro 1.500

Piano di gestione forestale 
Il presente piano di gestione forestale indica tutti gli indirizzi gestionali ritenuti più opportuni al fine di mantenere l'efficienza ecologica delle varie formazioni forestali presenti.
In particolare tende ad aumentare la biodiversità complessiva del territorio del parco, alla rinaturalizzazione delle formazioni stesse ed al contempo garantire una buona fruizione e produzione di legna.
Quaderno delle opere ed interventi "Tipo"

Inquadramento geografico:
Il Parco è situato in un ambito di transizione tra l'alta pianura asciutta e la bassa pianura irrigua. L'area si colloca all'interno della fascia delle risorgive, nel suo settore più settentrionale ed è caratterizzata da terreni agricoli solcati da una complessa rete di canali che originano da dieci fontanili circondati da interessanti lembi di bosco. I fontanili sono gli elementi che maggiormente caratterizzano il Parco, sia per il loro valore storico-culturale, sia per il corredo naturalistico dato dalla vegetazione arborea e arbustiva che ne circonda le teste e le aste. Il territorio del Parco è suddiviso in tre zone: l'area di riserva, che include gli ambiti a maggiore pregio ambientale, l'area agricola di rispetto e l'area agricola di tutela. Sono presenti all'interno del Parco le seguenti risorgive: Preòsta, Müseta, Rampazzone (Ügiù), Cento Tubi, Fontane Nöe, San Giuseppe e altri. Le polle sono tutte costituite da semplici tubi di ferro bucherellati, ad eccezione del Fontane Nöe, dove i tubi terminano con caratteristici cappellotti. L'altezza della falda e la portata dell'acqua dei fontanili ha subito negli ultimi decenni notevoli variazioni. La portata d'acqua è comunque strettamente correlata all'intensità delle precipitazioni atmosferiche.

  

Vegetazione:
Il sistema dei boschetti del Parco comprende cinque nuclei principali, situati in prossimità delle teste dei fontanili Preòsta, Rampazzone, Cento Tubi, San Giuseppe e Fontane Nöe. In questi lembi di bosco, seppur ridotti nella superficie e alterati dai continui interventi dell'uomo, si possono riconoscere alcuni aspetti del bosco planiziale che caratterizzava nel passato estesi ambiti della pianura. Le ceduazioni frequenti hanno favorito l'insediamento della robinia e del platano che risultano dominanti a livello dello strato arboreo. Accanto ad essi si trovano esemplari di farnia, ontano nero, acero di monte, pioppo nero, acero campestre, carpino bianco e alcuni frassini. La composizione dello strato arbustivo annovera specie quali il nocciolo, il sambuco, la sanguinella e l'olmo campestre; presenti, seppure con minore frequenza, i biancospini, il cappel del prete, la frangola, il pallon di neve e il pruno selvatico.
I boschetti sono infine ricchi di specie nemorali come la pervinca, l'anemone dei boschi, la scilla, il sigillo di Salomone, l'aglio orsino e il campanellino di primavera. Numerosi i canali alberati e le siepi ancora presenti all'interno del Parco, che contribuiscono a caratterizzare questo ambito territoriale rispetto al resto della pianura circostante. I campi coltivati sono intersecati da un sistema irriguo costituito da numerose canalette e dalle aste di deflusso dei fontanili, bordate da siepi e filari alberati tra cui compaiono specie quali la robinia, il gelso bianco, il pioppo nero, il noce, i salici e il platano, ai quali si affiancano la sanguinella, il nocciolo e il biancospino tra gli arbusti.

  

Il sistema dei fontanili:
L'areale di distribuzione delle risorgive è notevolmente contratto rispetto al passato, sia in conseguenza dell'impoverimento della falda sia del ridotto interesse economico, e del conseguente abbandono, che tale risorsa attualmente assume nell'economia agricola locale. Per contro, nel territorio in esame, tali elementi sono ancora presenti a riconferma del significato che assumono nel territorio in esame e delle attenzioni comunque poste al loro mantenimento. All'originaria funzione produttiva, che già dai sec. XI e XII veniva svolta dalle risorgive attraverso l'irrigazione di ampi comparti a prati marcitoi, è andata sostituendosi, parallelamente all'aumentata semplificazione biologica dello spazio rurale, la funzione ambientale e paesaggistica che sempre più diffusamente viene riconosciuta e apprezzata dalla pubblica opinione. In questo senso il "fontanile” supera il suo stretto spazio fisico ed idraulico, definito dalla zona di emergenza (la testa) e dal collettore di deflusso (l'asta), per ricomprendere le biocenosi che popolano le sue acque e lo spazio esterno, l'ambito territoriale, a cui si rapporta e in cui è inserito. Diventano pertanto rilevanti e oggetto di analoghe attenzioni e valorizzazioni altri elementi che accompagnano e completano l'ambiente dei fontanili. Si pensi in particolare alle coperture arboree ed arbustive, che spesso vegetano nel loro prossimo intorno, al territorio agricolo, utilizzato o dimesso ma anche a tutta quell'ampia serie di elementi edificati (la viabilità, il reticolo delle rogge, gli edifici rurali) che segnano la campagna e che al sistema dei fontanili risultano strettamente relazionati.

  
  

Fontanili:
I fontanili sono una caratteristica particolare della pianura lombarda, geologicamente suddivisa in alta pianura e bassa pianura, che proprio per l'abbondanza di acqua è sempre stata fertilissima e particolarmente adatta all'agricoltura. Il sottosuolo dell'alta pianura è costituito da ghiaia grossolana depositata nel periodo Quaternario agli sbocchi delle valli alpine, la cui granulometria e permeabilità decrescono verso sud. Il sottosuolo della bassa pianura è invece composto da sedimenti prevalentemente fini. Nella fascia di transizione tra i due ambiti, dove le frazioni più fini cominciano ad essere presenti in proporzioni rilevanti, le acque delle falde s'innalzano per effetto della diminuta permeabilità. Le acque che sgorgano in superficie sono dette risorgenti e le depressioni ove sboccano prendono il nome di fontanili. Si tratta di acque che, provenendo dalla falda sotterranea, mantengono una temperatura costante durante il corso dell'anno (10-14°C) e di conseguenza non ghiacciano nei mesi invernali. Questa continua fonte di acqua a temperatura costante in tutte le stagioni è stata il motore dello sviluppo di un'agricoltura molto redditizia nella Pianura Padana. Le marcite, tipiche coltivazioni di foraggio ad elevata produttività, erano principalmente alimentate con acque di risorgiva. La temperatura costante, la limpidezza e la portata sempre regolare delle acque risorgive permettono tra l'altro lo sviluppo di una vegetazione acquatica del tutto particolare e di una fauna estremamente ricca e variata. Eppure anche i fontanili hanno subito le conseguenze di un uso irrazionale dell'acqua da parte dell'uomo. L'abbassamento della falda, verificatosi intorno agli anni sessanta, ha, infatti, prosciugato un'alta percentuale dei fontanili lombardi, favorendo, purtroppo, la loro graduale soppressione da parte dell'uomo.

20 gennaio 2012