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fiume Tormo

Particolare di risorgiva della roggia Murata

Sede del Parco in Provincia di Bergamo: Municipio di Arzago d'Adda, Piazza Indipendenza 2, 24040 Arzago d'Adda (Bergamo).
Telefono 0363 87822 - fax 0363 326885.
eMail: utc@comune.arzago.bg.it
segreteria@comune.arzago.bg.it
sito internet: www.comune.arzago.bg.it 

Arzago, scorcio nella cascina Ravaiola Arzago, scorcio nella cascina Ravaiola Arzago, scorcio della cascina Ravaiola Arzago, scorcio della cascina Ravaiola

Sede del Parco: Municipio di Pandino, via Castello 15, 26025 Pandino (Cremona).
Telefono 0373 973328 - fax 0373 970056.
eMail: ufficiotecnico@comune.pandino.cr.it 
stefano.tomba@comune.pandino.cr.it
sito internet: www.comune.pandino.cr.it

Riconoscimento per la Provincia di Bergamo: Deliberazione Giunta Provinciale numero 338 del 16 maggio 2005.
Piano pluriennale degli interventi 2010-2013: Determinazione Dirigenziale numero 3454 del 23 novembre 2010.

Comuni: Arzago d'Adda (Bergamo), Agnadello, Dovera, Monte Cremasco, Pandino, Palazzo Pignano (Cremona), Abbadia Cerreto, Corte Palasio, Crespiatica (Lodi).
Provincie: Bergamo, Cremona, Lodi.



Ente Gestore: Comune di Pandino (Cremona), Comune di Arzago d'Adda per la Provincia di Bergamo.

Superficie: 4.406 ettari così suddivisi per Comune: Arzago d'Adda 200 ettari (unico comune della Provincia di Bergamo), Agnadello 697 ettari, Pandino 1.258 ettari, Palazzo Pignano 306 ettari, Dovera 1.214 ettari, Monte Cremasco 12 ettari, Crespiatica 129 ettari, Corte Palasio 389 ettari, Abbadia Cerreto 201 ettari.

Altimetria: 98/103 metri sul livello del mare.

Arzago, fontanile all'origine del fiume Tormo Arzago, resti del castello del secolo XV Arzago, fiume Tormo Arzago, resti del castello del secolo XV 

Contributi provinciali:
-

Progetto di recupero ambientale e funzionale della roggia Murata:
Relazione
Tavola1 stato di fatto
Tavola2 interventi sulla testa del fontanile
Tavola3 interventi nel primo tratto

Inquadramento geografico:
Il territorio del Parco interessa un'area di pianura dove risultano ancora evidenti le scarpate morfologiche del Fiume Adda, mentre la parte di territorio compresa tra il fiume e la scarpata principale è stata modificata nel corso dei secoli dall'uomo, che vi ha apportato materiali e ha bonificato i terreni a scopo agricolo. La caratteristica principale del Parco è però dovuta all'estesa rete idrografica del Fiume Tormo e ai numerosi altri corsi d'acqua di risorgiva, che individuano un ben preciso e omogeneo territorio irriguo. Questo Parco riveste una notevole importanza come possibile nodo di congiunzione di corridoi ecologici, collegandosi al Parco Adda Sud nella sua parte più meridionale, al P.L.I.S. del Moso (di prossima istituzione) e, per conseguenza, al Parco del Serio nel territorio cremasco. In Provincia di bergamo sarà possibile un collegamento con il P.L.I.S. della Geradadda attraverso il territorio Comunale di Casirate d'Adda, creando un collegamento anche con il Parco Adda Nord. Il Parco è inoltre attraversato dal Canale Vacchelli (già dotato di piste ciclabili di notevole ampiezza) il quale collega il Fiume Adda, all'Oglio.

Arzago, fiume Tormo Arzago, cascina Parrocchiale Arzago, risorgive della roggia Renga Arzago, fiume Tormo

Geologia - Idrologia - Geomorfologia:
In origine l'area attraversata dal Fiume Tormo era parte dell'antico Lago Gerundo poi scomparso per i fenomeni di trasporto di materiale detritico da parte dei fiumi Adda e Brembo. I loro contributi innalzarono il livello della pianura e di conseguenza i fondali del lago che via via si interrò ed ora, su quello che era il suo invaso scorre sia il fiume Adda che il Tormo. Forse non era neppure un vero e proprio lago ma più un bacino di raccolta delle abbondanti precipitazioni atmosferiche che non avevano dove espandersi ulteriormente; del resto è ancora ben visibile l'antica scarpata che presumibilmente delimitava il Lago Gerundo e che ancora distingue, per livello, il territorio del fiume Tormo con Arzago d'Adda da quello della pianura a est molto più elevata. Il Fiume Tormo trae origine dai fontanili che lo alimentano durante il suo corso (Tormo-Murata, Renga, Renghelletto, Lazzi e Signora), inoltre riceve altro apporto di acque per tracimazione dai terreni che attraversa e per colatura in conseguenza dell'irrigazione della campagna circostante. considerato un fiume perché ne possiede le caratteristiche peculiari e morfologiche: sorgenti naturali, regime d'acqua perenne, alveo a profondità e larghezza variabili, fondo piatto e ghiaioso, con tratti ricchi di depositi sabbiosi, simili a quelli presenti nell'Adda. Lungo il suo corso, nei tratti più ampi, la corrente deposita materiale di sedimentazione su cui si sviluppa una rigogliosa vegetazione palustre. Un altro aspetto importante è l'andamento sinuoso del suo corso, con numerosi meandri, molti dei quali ormai abbandonati. Alcuni brevi tratti del fiume sono stati invece canalizzati e rettificati per motivi irrigui in tempi più recenti, mentre altre canalizzazioni, eseguite nel secolo XVII erano servite per il risanamento delle aree paludose (in effetti nel suo primo tratto il fiume venne denominato anche Roggia Murata). La campagna attraversata dal lento scorrere del Tormo è certamente fra le più fertili delle province attraversate.

Arzago, fiume Tormo
 Arzago, ponte sul fiume Tormo Arzago, roggia Cremasca Arzago, fiume Tormo Arzago, risorgive della roggia Renga

Fontanili:
Anticamente l'acqua sgorgava dal terreno, allora paludoso e non coltivabile, e non veniva utilizzata dall'uomo. In seguito questa ricchezza d'acqua è stata regimata con lo scavo delle teste dei fontanili dove, mediante l'uso di tubi conficcati nel terreno, veniva facilitata la risalita dell'acqua dalla falda freatica sottostante. Da qui originava un sistema di canali di irrigazione che ha reso i terreni, un tempo paludosi e improduttivi, tra i più fertili e adatti all'attività agricola. Il lavoro di bonifica è stato attuato tramite l'utilizzo sensato di una risorsa naturale, senza alterare equilibri, senza creare scompensi, ma sfruttando un bene che la natura forniva copiosamente attraverso un particolare processo di scorrimento delle acque. Il fontanile può bene essere adottato come simbolo della convivenza pacifica tra uomo e ambiente. Il Fiume Tormo origina da fontanili e ne viene a sua volta alimentato. Tutta la zona è ricca di risorgive, alcune delle quali versano però in condizioni di degrado e trascuratezza. L'estensione di questa trama, formata dal reticolo di canali che si staccano dalle teste dei fontanili, definisce l'ambito territoriale di pertinenza del Parco. Da alcuni anni si è generato un interesse vivace per la conservazione, la pulizia, la manutenzione e la riattivazione dei fontanili da parte sia delle amministrazioni che di gruppi di volontari e appassionati locali, i quali hanno censito e catalogato le risorgive, fornendo anche una valutazione delle loro condizioni e degli interventi più urgenti da attuarsi per salvaguardarli. Ciò nonostante alcune risorgive sono tuttora in stato di grave abbandono e asfissia. importante che il Parco individui nei programmi di gestione permanente il monitoraggio dei fontanili e la loro manutenzione e conservazione, favorendo il mantenimento di un ecosistema unico e di straordinario valore.

Arzago, risorgiva nella roggia Renga Arzago, risorgiva nella roggia Renga Arzago, risorgiva nella roggia Renga Arzago, risorgiva nella roggia Renga

Uso del suolo e paesaggio:
La zona compresa nel Parco è essenzialmente dedicata alla produzione di foraggio, essendo l'attività principale dell'area l'allevamento zootecnico, ad elevato patrimonio genetico, e in particolare con bovine ad alta produzione di latte. Tutto ciò ha comportato una notevole sistemazione della campagna attraversata dal Fiume Tormo e dai suoi affluenti. La presenza di boschi e pioppeti è attualmente assai modesta anche se il Parco intende ricreare in queste piccole aree relitte delle zone di ripopolamento per la flora e la fauna. Il paesaggio è in prevalenza una distesa di prati permanenti e avvicendati, tipo quelli a erba medica, intercalati da campi coltivati in prevalenza a mais. Tutto questo è reso possibile dalla fitta rete di canali che garantiscono un adeguato approvvigionamento idrico. In quella che può sembrare a prima vista una distesa piatta e uniforme, permane invece, soprattutto a margine dei prati stabili, una discreta vegetazione di ripa dei corsi d'acqua e filari di specie arboree autoctone, contribuisce a dare alla campagna un aspetto più tradizionale e gradevole. Esistono anche piccoli appezzamenti a prato e bosco, interclusi tra i corsi d'acqua che opportunamente conservati garantirebbero il ripopolamento della flora e della fauna all'interno del Parco. Pochi sono, sotto l'aspetto turistico-culturale, i luoghi in grado di esercitare attrattività. Di notevole interesse il castello di Pandino del 1379, sorto come luogo di svago, caccia, banchetti, ricevimenti e danze, in un'area, all'epoca, circondata da fitti boschi. Altro punto di interesse è l'area archeologica di Palazzo Pignano, con i resti tardo-antichi della dimora rurale (IV-V sec. a.C.) del nobile Piniano, sorta presso Milano, all'epoca capitale dell'impero e importante centro religioso. Da notare che la villa conserva resti di sale di rappresentanza a testimonianza dell'importanza assunta da questi edifici rurali. Nelle vicinanze si trova la Pieve romanica, sorta nel sec. X sui resti di una chiesa dei sec. IV-V a pianta centrale circolare. Ad Abbadia Cerreto si segnala l'Abbazia Benedettina del 1084 poi passata ai Cistercensi nel 1135: è una preziosa testimonianza di architettura lombarda nel passaggio dal romanico al gotico.

Arzago, fiume Tormo Arzago, roggia Murata Arzago, scorcio della campagna Arzago, roggia Murata Arzago, scorcio sulla campagna

27 giugno 2012