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Valli d'Argon


Scorcio della valle d'Albano

Sede del Parco: Municipio di San Paolo d'Argon, via Medaglie d'Oro 2, 24060 San Paolo d'Argon (Bergamo), telefono 035 4253011 - fax 035 4253051.
eMail: comune@comune.sanpaolodargon.bg.it 
plis@plisdellevallidargon.it
sito internet: www.plisdellevallidargon.it

Riconoscimento: Delibera Giunta provinciale numero 116 del 23 marzo 2006.
Piano pluriennale degli interventi 2010-2012: Determinazione Dirigenziale numero 660 del 12 marzo 2010.

Piano pluriennale degli interventi

San Paolo d'Argon, ex Santuario della Madonna d'Argon del 1121   Torre de' Roveri scorcio da San Cristoforo   Albano Sant'Alessandro chiesa di San Giorgio secolo XIII   Torre de' Roveri scorcio da San Cristoforo   Torre de' Roveri scorcio da San Cristoforo

Comuni (abitanti): Albano Sant'Alessandro (6.756 abitanti), Cenate Sotto (2.665 abitanti), San Paolo d'Argon (4.476 abitanti), Torre de' Roveri (2.030 abitanti).
Provincia: Bergamo.

Ente Gestore: Comune di San Paolo d'Argon.

Superficie: 648,5 ettari così suddivisi per Comune: Albano Sant'Alessandro 198,5 ettari, Cenate Sotto 60 ettari, San Paolo d'Argon 120 ettari, Torre de' Roveri 270 ettari.

Altimetria: 248/482 metri sul livello del mare.

Contributi provinciali:
Delibera Giunta Provinciale 644/2011
Progetto di sviluppo di attività educative del PLIS Euro 2.000

Inquadramento geografico:
La denominazione è stata attribuita evidenziando il Monte d'Argon come elemento fisico e toponomastico caratterizzante il territorio del Parco. La particolare collocazione prossima agli abitati dell'area più densamente abitata della Provincia, la vicinanza al capoluogo, il processo di conurbazione e l'intensa urbanizzazione est-ovest tipica della fascia pedemontana lombarda, fanno assumere al Parco un ruolo importante sia dal punto di vista della fruibilità sia di quello legato alla conservazione del territorio. Esso individua un'area importante dell'ambiente collinare, che preannuncia le prime vette delle Prealpi Orobiche. Geograficamente rappresenta l'inizio dello spartiacque della Valle Cavallina da quella Seriana e costituisce un terrazzo che permette di cogliere panorami interessanti dell'intero bacino padano, sino agli Appennini piacentini e liguri.

Torre de' Roveri scorcio della Valle di Albano   Torre Roveri scorcio della Valle di Albano   Torre de' Roveri scorcio della Valle di Albano   San Paolo d'Argon panoramica

Aspetti del Paesaggio:
L'ubicazione vicina alla Città, il carattere accogliente dei colli e l'esposizione felice dei versanti hanno determinato la presenza attiva dell'uomo nel contesto del Parco sin dalla preistoria. Se i versanti assolati hanno conosciuto la presenza delle tecniche agrarie legate alla viticoltura, i versanti a nord mantengono importanti fasce boscate. Nel fondovalle sottili fasce boscate evidenziano invece la presenza di corsi d'acqua. Tale artificializzazione del paesaggio, mediante l'introduzione di tecniche e colture che hanno trasformato l'ambiente naturale, ha probabilmente origini antichissime considerato che gli ambienti collinari erano luoghi privilegiati sia per la ricchezza dei frutti, che garantivano la sussistenza alimentare, sia perché costituivano il sistema di vie alte, importanti per gli scambi e gli spostamenti delle popolazioni. In effetti nel contesto geografico-politico bergamasco e per la particolare conformazione collinare, l'area del Parco rappresentava già un'importante via di transito per i collegamenti fra la Valle Seriana e la plaga di Trescore e Bergamo in direzione della Val Cavallina. Questo paesaggio, in tempi recenti, ha subito l'aggressione dell'urbanizzazione e il contestuale abbandono delle secolari tecniche agricole e produttive. Fra gli elementi di rilievo da evidenziare vi è la sola Valle di Albano che, causa della sua ubicazione discreta, quasi nascosta, dal grande sistema della mobilità, ha conservato intatto quel dolce paesaggio agrario collinare tipico della fascia pedemontana. Il sistema di strade e sentieri interessa prevalentemente i crinali e offre al visitatore paesaggi e coni panoramici di grande suggestione; le valli sono invece scarsamente percorribili, mostrando paradossalmente una situazione ribaltata rispetto alla classica occupazione del territorio da parte dell'uomo nella storia più recente. I percorsi di cresta sono spesso arricchiti da emergenze storiche che sottolineano l'amenità dei luoghi: nei colli d'Argon ad esempio si trova la chiesa della Madonna d'Argon (m. 480 slm), mentre sulla sommità del colle di S. Giorgio l'omonima chiesetta.

Torre de' Roveri scorcio della Valle di Albano
 Torre de' Roveri scorcio della Valle di Albano Torre de' Roveri ingresso alla Cascina Torricella, secolo XVII Cenate Sotto panoramica

Vegetazione:
Il Parco presenta aree naturali e seminaturali: le praterie erbacee, la cui ricchezza la composizione floristica è determinata dalle pratiche agronomiche o dal progressivo abbandono di colture; vi predominano graminacee, leguminose e ranuncoli; i seminativi, presenti con alcuni appezzamenti coltivati a rotazione in base alle esigenze e alla programmazione delle aziende; i vigneti, che rientrano nelle aree di produzione enologica tipiche della bergamasca (Valcalepio) con vitigni quali: Pinot bianco e Pinot grigio, Chardonnay, Merlot, Cabernet e Moscato di Scanzo; negli ambiti maggiormente esposti sono presenti inoltre alcune tessere coltivate a oliveto; infine i boschi, che coprono per circa 1/3 il territorio del Parco con diverse cenosi forestali e arbustive che si sviluppano parte per le condizioni del terreno e parte per l'esposizione dei versanti. Non mancano esemplari plurisecolari di querce localizzati sul Colle dei Pasta, sulla dorsale verso la Madonna d'Argon passando da San Cristoforo. Le entità boscate termofile si sviluppano sui versanti meridionali del Monte di San Giorgio ad Albano S. Alessandro e proseguono verso est lungo le colline di S. Paolo d'Argon. Ambiti boscati mesofili sono rinvenibili sui versanti esposti a settentrione in corrispondenza della Valle di Albano, a Torre de' Roveri e nella Valle di Negrone. Le entità igrofile sono presenti in strette fasce lungo i fondovalle presso le sponde dei torrenti Zerra, Seniga, del Fosso Gambarone, nella Valle di Albano e nella Valle del Tadone. Queste cenosi sono spesso in parte sostituite da formazioni derivate o dalla loro degradazione per effetto di intensa ceduazione o per manomissione. Le specie arboree o alto arbustive principali sono rappresentate dal carpino bianco e nero, orniello e roverella a cui si associano specie arbustive come nocciolo, sanguinello, viburno, ligustro, cornetta dondolina. In situazioni dove vari fattori ne possono limitare l'evoluzione viene favorita la presenza di arbusti quali: pero corvino, ginepro comune, crespino, citiso, prugno selvatico e la comparsa di essenze delle praterie naturali. In condizioni di drenaggio difficoltoso o lungo i piccoli corsi d'acqua dei fondo valle sono presenti: ontano nero, salici, platani e la presenza di rovi. Consistente la presenza di robinia, anche con popolamenti quasi puri, soprattutto in prossimità delle aree edificate, condizioni queste che evidenziano situazioni di manomissione.
San Paolo d'Argon scorcio Cenate Sotto panoramica Cenate Sotto panoramica sul Monte Misma Cenate Sotto panoramica sul Monte Misma

Fauna:
La fauna risente particolarmente delle condizioni ecologico-ambientali dell'area e, quale indicatore ecologico, fornisce indicazioni delle sue condizioni. La Teriofauna, viste le tipologie di colture agricole in atto e l'espansione abitativa attuale, presenta una diminuzione della diversità biologica a favore di specie commensali dell'uomo. Il prato può favorire e salvaguardare le specie degli ambienti ecotonali soprattutto nei casi in cui esso lambisca direttamente le aree boscate incrementando le opportunità per il rccio, la crocidura e il topolino delle risaie; analoghe considerazioni valgono per le residue macchie e per le siepi. Lo sviluppo di aree boscate continue può favorire la distribuzione di specie quali l'arvicola rossastra, il topo selvatico, il topo selvatico a collo giallo e il toporagno. Tali condizioni, con sviluppo di vegetazione arborea matura e castagni possono favorire la presenza del ghiro e dello scoiattolo. Tra i piccoli carnivori la donnola e la volpe potrebbero essere ben presenti vista la loro nota ecletticità in fatto di habitat; per tasso e faina, la distribuzione è legata alle aree boscate e al più alle fascie ecotonali presso gli ambiti rurali. Da segnalare la presenza di capriolo e cinghiale; per quest'ultima specie, in grande espansione, occorrerà valutare la sua densità in rapporto alle coltivazioni agricole di pregio come i vigneti. Nell'ambito dell'avifauna si segnalano in ambienti forestali: poiana, colombaccio, tortora, assiolo, allocco, scricciolo, pettirosso, usignolo, tordo bottaccio, luì bianco, luì piccolo, luì verde, codibugnolo, cincia mora, cinciarella, picchio muratore, rigogolo, ghiandaia. Specie degli ambienti aperti cespugliosi, agricoli e rurali con campi, siepi, alberi in filari sono: fagiano comune, civetta,succiacapre, upupa, torcicollo, allodola, rondine, calandro, prispolone, ballerina gialla, codirosso, stiaccino, saltimpalo, usignolo di fiume, canapino, sterpazzola, bigia grossa, bigia padovana, averla piccola, averla capirossa, gazza, passera mattugia, zigolo giallo, strillozzo. Specie tendenzialmente ubiquitarie sono infine: tortora dal collare, cuculo, rondone, balestruccio, ballerina bianca, merlo, capinera, pigliamosche, cinciallegra, cornacchia grigia, storno, passera d'Italia, fringuello, verzellino, verdone, cardellino.

20 gennaio 2012