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Serio nord


fiume Serio tra Gorle e Pedrengo

Sede del Parco: Municipio di Seriate, piazza Angiolo Alebardi 1, 24068 Seriate (Bergamo), telefono 035 304111 - fax 035 301152.
eMail: info@comune.seriate.bg.it
sito internet: www.comune.seriate.bg.it 
www.parcodelserionord.it 
Responsabile: Epis Michele.

    

Riconoscimento: Delibera Giunta Provinciale numero 391 del 31 agosto 2006.
Piano pluriennale degli interventi 2012-2014: Determinazione Dirigenziale numero 352 del 14 febbraio 2012.

Piano pluriennale degli interventi
Attività svolte dal Parco dal 2006
Progetto chirotteri
Schede interventi
Brochure
 
Comuni (abitanti): Gorle, Pedrengo, Scanzorosciate, Seriate, Villa di Serio.
Provincia: Bergamo.

   

Ente Gestore: Comune di Seriate.

Superficie/abitanti: 157 ettari/47.561 abitanti così suddivisi per Comune: Gorle 43 ettari/5.506 abitanti, Pedrengo 24 ettari/5.321 abitanti, Scanzorosciate 8 ettari/8.918 abitanti, Seriate 20 ettari/21.628 abitanti, Villa di Serio 62 ettari/6.188 abitanti.

Altimetria: 230/440 metri sul livello del mare.

   

Contributi provinciali:
Delibera Giunta Provinciale 629/2010
Realizzazione itinerari di educazione ambientale nelle scuole pubbliche del Parco Euro 4.000

Inquadramento geografico:
L'area pedecollinare interessata dal Parco risulta intensamente urbanizzata, al punto che per ampi tratti la presenza del fiume Serio sembra scomparire. Ad uno sguardo più attento possono però essere riconosciute le scarpate fluviali, l'andamento sinuoso del corso d'acqua principale, la rete idrografica minore naturale e artificiale, le ripide e fresche sponde fluviali dove affiora il ceppo e dove resiste una vegetazione tipica anche delle zone alpine. All'intorno permangono residue attività agricole, sempre più fagocitate dalla dilagante urbanizzazione. Solo Seriate gravita sul fiume mentre gli altri centri abitati si posizionano ai margini dei terrazzi fluvioglaciali oppure a ridosso dei rilievi collinari.

   

Vegetazione - Fauna:
Nel settore settentrionale del Parco, tra Alzano Lombardo e Villa di Serio, le macchie arboree e le boschine perialveali presentano una marcata frequenza di salici e pioppi mentre tra Gorle e Seriate predominano ripide scarpate su ceppo, una roccia sedimentaria coerente formata da ciottoli cementati, dove, grazie a condizioni di freschezza e umidità, è presente una cortina vegetale mesofita con presenza di robinia. Dove affiora il ceppo e lo spessore del suolo risulta esiguo, si insedia il frassino minore e il bagolaro. Gli spazi aperti a giardini e parchi urbani di recente istituzione si collocano invece su aree ex agricole o in zone degradate sottoposte a recupero ambientale (notevole il Parco pubblico di Villa di Serio). Allo sbocco vallivo del Serio il reticolo idrografico minore è dato dalle rogge Morlana, Guidana, Vescovada, Ponte Perduto, Borgogna, Pedrenga, Brusa e dai torrenti Nesa, Gardellone, Capla, i quali, sono spesso accompagnati da cortine e filari arborei che costituiscono i corridoi verdi di maggior pregio del Parco. Qui sono presenti le principali specie floristiche nemorali, tipiche anche dei consorzi boschivi mesofili dei versanti vallivi, oltre a grossi carici che non trovano idonei habitat nei ghiaieti del letto del Serio. Sui rilievi collinari è ancora rilevante la presenza del castagno in maggioranza coltivato a ceduo; la ceduazione, unitamente alla presenza di suolo povero di nutrienti, ha creato in passato condizioni tali da impedire la formazione di un significativo strato arbustivo ed erbaceo. Oggi, tuttavia, si assiste alla progressiva rinaturalizzazione del bosco, derivata dall'abbandono delle pratiche silvocolturali. Nell'area del Parco sono state censite circa 350 specie floristiche, tra le quali alcune tipiche di quote più elevate. Se l'alternarsi di zone urbane con limitate fasce agricole favoriscono da un lato la diversità biologica, dall'altra il modesto valore di queste dal punto di vista zoologico rendono la zona scarsamente fruibile da specie animali considerate indicatori biologici o di habitat. Purtroppo anche la scarsa estensione degli ambienti naturali residui e, l'inquinamento fluviale, rendono l'area del Parco di modesto interesse faunistico. Il fiume rimane comunque un importante corridoio biologico per le migrazioni dell'avifauna e per i pesci, l'unica via attraverso la quale anche i mammiferi possono spostarsi.

    

Paesaggio - Architettura:
Gorle, antico centro fortificato, abitato sin dall'epoca romana, fu a presidio del ponte romano sul Serio. Chiamato Pons Martius, era il fulcro di due strade consolari, una delle quali proveniente da Brescia e l'altra dalla Valle Cavallina. Tracce dell'antico castello sono ancora oggi visibili presso l'ex palazzo Frizzoni-Steiner. Gorle conserva i resti di alcune torri, rimanenze di apprestamenti difensivi: la torre dei Grumelli all'accesso del paese, la torre del palazzo Zavaritt, la torre Vescovile, la torre del Borghetto (ora distrutta) e la torre della Grotta, trasformata in colombaia. Tra i principali edifici spiccano la seicentesca villa Frizzoni-Steiner, inserita in un grande parco, e la Villa Zavaritt, antico complesso ecclesiale trasformato in villa dal gusto toscaneggiante dal 1577 al 1592; quest'ultima conserva un giardino all'italiana e alcuni resti di tombe romane. Tra gli edifici religiosi, occorre citare la chiesa di S. Alessandro (secoli XI- XII), nella villa Zavaritt della quale rimangono i resti dell'abside semicircolare. Anche Pedrengo, possiede edifici di pregio architettonico, tra cui villa Berizzi e villa Frizzoni; la prima, ubicata sulla riva del Serio, è un piccolo complesso sorto su un castello del XIV secolo mentre la seconda fu una sontuosa villa neoclassica del Settecento, della quale si conservano la facciata e il parco. La villa Sottocasa, considerata uno degli esempi più genuini di architettura settecentesca in Provincia di Bergamo, si caratterizza per la maestosa facciata racchiusa fra due ali avanzate, mentre il giardino offre una notevole visione prospettica. Pedrengo conserva anche un cospicuo numero di edifici dagli spiccati caratteri rurali: gli "stall”, dagli ampi cortili, dove si svolgeva gran parte dell'attività agricola legata alla lavorazione dei prodotti della terra. La tessitura muraria di molti degli edifici rurali era realizzata utilizzando i ciottoli stondati presenti nell'alveo del fiume Serio, disposti a spina di pesce. Scanzo, paese di origini romane, che conobbe nel medioevo un periodo di particolare importanza, essendo ubicato in posizione strategica, alle porte di Bergamo. Testimonianze di questo periodo sono le fortificazioni e i castelli presenti sia a Scanzo che a Rosciate, di cui oggi restano poche vestigia. Tra il XVII ed il XVIII secolo il paese conobbe un periodo di prosperità, con le famiglie più in vista impegnate nella costruzione di fastose ville sui colli circostanti al paese; si ricordano le ville Brentani, Pagnoncelli e Piccinelli, a Rosciate la villa Zanchi Medolago (Colleoni) a Scanzo e la villa Daina Vitalba Masciadri a Celinate. A Seriate si ricorda la chiesa di S. Cristoforo, inglobata nell'Ottocento in residenze a seguito di sconsacrazione e vendita in funzione dell'edificazione della nuova parrocchiale; di essa si conserva unicamente la torre campanaria. Delle torri medievali rimangono come testimonianza quella collocata nel caseggiato lungo Via Tasca (antica via principale) e quella all'angolo della Via Cerioli, visibile solo dal cortile interno del caseggiato. Una serie di ville padronali, ancora oggi contribuiscono a definire il volto della città: le principali sorte in sponda destra sono le ville Guerinoni, Caprotti e Medolago-Zavaritt; sulla sponda sinistra sorsero invece le ville Piccinelli e Vertova-Ambiveri. Villa di Serio possedette in periodo medievale un complesso sistema di fortificazioni di cui rimangono tracce nelle torri della casa Morotti e della contrada "alle Torri”. Sotto il dominio di Venezia sorsero in paese dimore signorili, tra cui le "Caselle”, villa Meucci, palazzo Corna Morosini e la splendida villa Carrara. Il nucleo antico di Villa di Serio conserva un caratteristico impianto urbanistico medievale, con strette vie attorniate da edifici di chiara impronta rurale, molti dei quali realizzati con murature in ciottoli disposti a spina di pesce.

   

14 marzo 2012