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Geradadda



Sede del Parco: Municipio di Fara Gera d'Adda, piazza Roma 1, 24045 Fara Gera d'Adda (Bergamo).
telefono 0363 3915109 - fax 0363 398774.
eMail: u.tecnico@comune.farageradadda.bg.it 
info@comune.farageradadda.bg.it
sito internet: www.comune-faragera.it
www.zenale.it/plis-geradadda/index.htm 
www.parks.it/parco.della.geradadda/par.html

Riconoscimento: Delibera Giunta Provinciale numero 440 del 06 settembre 2007.
Piano pluriennale degli interventi: Determinazione Dirigenziale numero 1306 del 06 maggio 2011.

Progetto per la valorizzazione del Parco locale di interesse sovracomunale della Geradadda:
Relazione fattibilità rete percorsi ciclabili
Visione d'insieme "anteprima" - assetto territoriale del parco 1
Visione d'insieme "anteprima" - assetto territoriale del parco 2 
Corografia generale
Progetto pista ciclabile
Rete ecologica regionale

Relazione 2010

   

Comuni: Arcene, Canonica d'Adda, Casirate d'Adda, Ciserano, Fara Gera d'Adda, Pontirolo Nuovo, Treviglio.
Provincia: Bergamo.

Ente Gestore: Comune di Fara Gera d'Adda.

     

Superficie/abitanti: 3.155 ettari/56.624 abitanti così suddivisi per Comune: Arcene 242 ettari/4.529 abitanti, Canonica d'Adda 71 ettari/5.321 abitanti, Casirate d'Adda 496 ettari/3.622 abitanti, Ciserano 81 ettari/5.270 abitanti, Fara Gera d'Adda 649 ettari/7.397 abitanti, Pontirolo Nuovo 624 ettari/4.649 abitanti,Treviglio 992 ettari/27.213 abitanti.

Altimetria: 106/161 metri sul livello del mare.

   

Contributi provinciali:
Delibera Giunta Provinciale 819/2008
Realizzazione miglioramenti accessibilità e fruibilità del parco Euro 33.000

Inquadramento geografico:
Il Parco è situato nella pianura occidentale della Provincia di Bergamo, tra il Fiume Adda e la ferrovia Bergamo-Treviglio. L'area si estende a nord tra il confine del Comune di Pontirolo Nuovo e quello di Brembate (in corrispondenza della presa della Roggia Nuova e Roggia Vecchia in sponda sinistra del Fiume Brembo), mentre a sud coincide con il confine tra i Comuni di Casirate d'Adda e Arzago d'Adda. Il Parco possiede due diramazioni: all'estremità nord del Comune di Pontirolo, e ad est dell'abitato di Arcene sino a sud-ovest dell'abitato di Ciserano. Tale forma è dovuta al fatto che sul territorio sono presenti numerosi centri abitati spesso collegati tra loro da propaggini insediative dovute al fenomeno dell'espansione urbanistica degli ultimi decenni. La morfologia del Parco non è uniforme ma caratterizzata da altimetria variabile dovuta alla presenza del corso del Fiume Adda e del Fiume Brembo.

   

Geologia - Geomorfologia:
L'area del Parco presenta una complessa morfologia, con diversi livelli pianeggianti e scarpate da cui ammirare vasti panorami. Tutto ciò è dovuto alla presenza del Fiume Adda e degli altri corsi d'acqua che, a partire dal Pleistocene, hanno creato depositi fluvio-glaciali e in seguito, a partire dall'Olocene, hanno iniziato ad inciderli in maniera sempre più profonda creando vari ordini di terrazzamenti. La presenza di questi terrazzamenti morfologici è particolarmente importante perché è proprio qui che si conservano le aree a maggiore naturalità e i residui ambiti boscati. Con le bonifiche agrarie operate dall'uomo si è in seguito consolidato un paesaggio rurale "semi-naturale” dove è comunque visibile il complesso reticolo irriguo secondario. Il Parco in effetti presenta una consistente rete idrografica, con numerose rogge che ne percorrono il territorio: le rogge Vailata, Brembilla, Moschetta, Vignola, Melzi e il Canale Morletta sono solo alcune tra le più conosciute. Vi è poi la presenza di un fontanile nel Comune di Pontirolo Nuovo denominato "Fontanone” e di un altro, sempre nel medesimo Comune, non più attivo denominato "Pisadura”.

   

Paesaggio - Architettura:
Le emergenze architettoniche sono numerose nel paesaggio della Geradadda, risultando ben evidenti soprattutto nei centri abitati. Elementi come i percorsi storici, la centuriazione, i corsi d'acqua minori, le presenze della tradizione agricola sono invece non facilmente identificabili, se non con un'attenta osservazione. Uno dei tracciati storici più citati del territorio bergamasco è la Strada Francesca che attraversa il Parco da Ciserano a Canonica d'Adda. Anticamente questo tratto si distaccava dall'antica Via Militaris romana a Palazzolo sull'Oglio per raggiungere Ghisalba per proseguire verso Canonica d'Adda superando, in questo tratto, sia il Serio che l'Adda. Anche solo questo tracciato stradale, oggi purtroppo non valorizzato, ha determinato l'aspetto di centri abitati come Ciserano oppure Arcene dove all'epoca romana vi era l'incrocio tra la Strada Francesca e la Strada Bergamina (Laude Pompeia Rhaetia) ora divenuta S.S. n. 42 del Tonale e della Mendola. Non va dimenticata un'altra presenza storica ormai dimenticata e cioè il Fosso Bergamasco, riconosciuto nel 1428 come confine di stato tra Venezia e Milano. Dal Fiume Brembo, ai margini sud dell'attuale centro abitato di Brembate, taglia in una diagonale perfetta tutta l'area del Parco dividendo i territori di Ciserano e Arcene da quelli di Canonica d'Adda e Pontirolo Nuovo, per poi proseguire verso il Fiume Serio. La centuriazione romana interessò questo territorio nell'89 a.C. con la prima "limitatio”, ancora è visibile nell'allineamento di strade e canali che formano una maglia regolare. Esistono altri segni preziosi su questo territorio come le cascine, elementi dominanti del paesaggio agricolo, molte delle quali si trovano ancora in ottime condizioni. Hanno nomi spesso particolari che suscitano domande sulla loro origine: dipendono dalle caratteristiche del luogo e delle strutture, dalla loro funzione, dalla loro produttività, dalla religione, dai nomi di donne, dal controllo del territorio, ecc.. Caratteristica altrettanto importante è la loro tipologia edilizia data in prevalenza da una corte chiusa, su due o tre lati, a formare una recinzione attorno ad un vasto cortile. Il Parco presenta anche ambiti soggetti a coltivazione di cava, specialmente nel Comune di Pontirolo Nuovo, dove c'è una elevata concetrazione di aree estrattive, alcune delle quali in attività, altre trasformate in luoghi di svago per attività di pesca sportiva ed in parte recuperate alla fruizione pubblica.

    

Vegetazione:
Essendo un'area a vocazione prettamente agricola, la presenza della vegetazione è condizionata dal mantenimento dagli appezzamenti coltivati. La residuale presenza di siepi e filari testimonia l'importanza assunta dall'agricoltura nell'economia di questa zona. Oggi, le siepi e i filari fanno da contorno unicamente a parte degli appezzamenti agricoli. Nell'area del Parco sono presenti inoltre alcune aree boscate di estensione variabile e origine diversa, residui di un antico bosco planiziale che ricopriva vaste zone della Pianura Padana. Si ricordano ad esempio il "Bosco del Becal” e il "Bosco di Badalasco” in Comune di Fara Gera d'Adda con presenza, accanto all'esotica Robinia, di specie arboreee autoctone come la farnia, l'olmo campestre, il frassino, il pioppo nero, il carpino bianco e l'acero campestre. L'attività predominante, a livello naturale, è la coltivazione del mais e dei cereali autunno-vernini finalizzata, gran parte, all'alimentazione del bestiame allevato nelle aziende agricole zootecniche presenti nell'area. Ampi appezzamenti sono pure gestiti a prato, in forma stabile o in rotazione sempre legati al sostegno delle attività zootecniche. Nell'area è pure ricomparsa la coltivazione della patata, coltura già presente nella pianura bergamasca e in seguito abbandonata per altre scelte. Altri utilizzi del territorio sono incentrati sulla selvicoltura del pioppo e del noce e alla presenza, sempre contenuta di frutteti. L'aspetto però più interessante, anche da un punto di vista ambientale, è l'assetto delle aziende agricole, che in genere sono piuttosto piccole (5-10 ha), legate alla produzione foraggiero-zootecnica (allevamento di bovini da latte) e con caratteristiche di azienda agricola famigliare piccola-media oppure attività agricole part-time. Ciò ha favorito la conservazione di un paesaggio agrario ancora interessante sotto il profilo paesaggistico, e si sposa con la scelta Comunitaria (Politica Agraria Comunitaria) di contenimento della produzione, del mantenimento e riqualificazione del paesaggio agrario e della riduzione di inquinamento da fonti diffuse dando così pieno riconoscimento all'agricoltore del suo ruolo centrale nella tutela dell'ambiente e delle risorse naturali.

     

13 maggio 2011