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Stati generali della Montagna, verso un'agenda strategica condivisa

segreteria.sviluppo@provincia.bergamo.it

Tra la fine di maggio e l'inizio di luglio le valli bergamasche sono state lo scenario degli Stati generali della Montagna con una serie di iniziative organizzate dalla Provincia di Bergamo in collaborazione con le 5 Comunità montane e il CAI per riflettere sui problemi della gente che vive e lavora in montagna.

Workshop, laboratori di approfondimento, tavole rotonde ed eventi per ragionare sui temi oggi prioritari per i territori montane, che hanno visto le valli bergamasche in primo piano.
Obiettivo del apri manifestopercorso: individuare progetti e iniziative di rete su cui far convergere risorse e azioni di sistema e formulare un'agenda strategica comune del territorio in modo che vivere e lavorare in montagna diventi un argomento al centro delle discussioni e delle scelte degli amministratori.

Nell'ultimo incontro, il presidente Matteo Rossi ha annunciato le prossime mosse dell'Amministrazione sul tema della montagna e del suo sviluppo: "In estate comincieremo a costruire il libro bianco della montagna bergamasca, chiederemo ai cittadini di firmarlo, e ai politici e agli amministratori di metterci la faccia. Ho proposto a Paolo Valoti di assumere la presidenza di un osservatorio permanente delle politiche montane, perche' è la persona giusta che può essere da stimolo e da garante del patto per la montagna che sottoscriveremo, simbolo dell'alleanza tra le istituzioni e la società civile, per realizzare l'obiettivo di poter vivere e lavorare in montagna".

Programma


Gli Stati generali si sono aperti il 20 maggio, a San Pellegrino Terme
, con un evento promosso dal Comune di Bergamo e dedicato al turismo estivo in montagna.


Il 10 giugno a Zogno, la Green House
ha ospitato l'appuntamento "Governance e policies mirate per i territori" organizzato dalla CM Valle Brembana a cui hanno partecipato l'onorevole Enrico Borghi, il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Ugo Parolo e la docente dell'Università della Montagna di Edolo Anna Giorgi. A moderare l'incontro, la direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco Marcella Morandini.


Il 24 giugno a Terme di Sant'Omobono
si è parlato di "Vivere la montagna tra identità, comunità e sviluppo agricolo-rurale"; l'evento è stato promosso dalla CM Valle Imagna con la partecipazione di Roberto Ferlinghetti, il sociologo Aldo Bonomi e Lorenzo Berlendis, vicepresidente Slow Food Italia.


L'1 luglio a Clusone
 gli Stati generali si sono dati appuntamento con il tema "Strategie condivise per un turismo di qualità nelle aree montane": la Valle Seriana ha ospitato esperti sul tema del turismo di qualità nelle aree montane con un focus particolare sulle strategie di promozione avviate da diversi soggetti turistici territoriali: Turismo Bergamo, Promoserio, Invalcavallina, VisitBrembo. Moderatore dell'incontro: Annibale Salsa, antropologo Fondazione Dolomiti UNESCO.

A latere dei convegni si sono svolti i seguenti laboratori:

    • 10 giugno ore 14.30
      Economia circolare e servizi eco sistemici
      Giovani start up, green economy e Macroregione alpina
      rogrammazione, politiche territoriali e servizi alla comunità locale
    • 24 giugno ore 14.30
      Sviluppo della comunità e partecipazione
      Valorizzazione del territorio a partire dal paesaggio agricolo rurale
      Valorizzazione filiera agroalimentare e promozione del territorio
    • 22 giugno ore 16.00
      Strategie condivise per un turismo di qualità nelle aree montane

Consulta il programma degli Stati generali .pdf


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Per partecipare con il proprio contributo a delineare un avvenire per i territori montani è stato creato un formulario online:
http://www.montagneepaesi.com/mp/index.php/stati-generali-montagna/217-stati-generali


logoIl 9 luglio, a chiusura degli Stati generali della montagna, la cordata della Presolana coinvolgerà migliaia di persone in un abbraccio simbolico alla Presolana, Regina delle Orobie.

I partecipanti potranno aggianciarsi, lungo il suo periplo, a un'unica lunghissima serie di corde e realizzare in questo modo una cordata da Guinness World Record.


Intervista al presidente Matteo Rossi

Presidente, qual è il significato degli Stati generali della Montagna bergamasca?

primo piano presidente Provincia di Bergamo Matteo RossiVivere e lavorare in montagna deve tornare ad essere una cosa possibile. Questo è l'obiettivo politico che stiamo perseguendo. Gli Stati generali si inseriscono in questo percorso. La montagna oggi dev'essere il terreno di tre azioni: innovazione, sviluppo sostenibile e identità. Dall'incrocio di questi tre fattori può scaturire la possibilità di futuro per le nostre valli.

Come giudica le politiche nazionali e regionali in questo senso?

Abbiamo conosciuto diverse stagioni nel nostro Paese, dal regionalismo al federalismo, fino ai più recenti tentativi di riassetto istituzionale culminati nella mancata revisione costituzionale. In tutto questo percorso poco si è insistito sul ruolo dei territori, e soprattutto delle comunità, che nel dibattito pubblico sono state relegate in una posizione marginale. Io invece penso che parta dai territori la sfida della modernizzazione italiana. Le piccole Italia possono salvare la grande Italia.

Cosa saranno gli Stati generali?

Gli Stati generali della montagna, costruiti insieme ai Presidenti delle Comunità montane e al Cai che ringrazio per la grande disponibilità e competenza, hanno l'obiettivo di definire un'agenda condivisa sulla quale il territorio possa fare squadra, sia all'interno delle decisioni che verranno assunte nel tavolo dello sviluppo in Camera di Commercio, sia verso le istituzioni superiori, penso in particolare ai tavoli regionali del progetto Montagna Futuro. Tutto il lavoro svolto verrà raccolto all'interno di un documento strategico sulla montagna che verrà redatto dalla Provincia di Bergamo in collaborazione con le Comunità montane e il CAI Bergamo. Ci muoviamo nel solco della "Carta di Milano per la montagna”, uno dei documenti collegati alla Carta di Milano dell'Expo, che è nata proprio a Bergamo. Concentreremo l'attenzione su tre grandi questioni: la governance delle aree interne; il rapporto tra identità, sviluppo e coesione; lo sviluppo di un turismo di qualità. I temi saranno molteplici: le politiche mirate per i territori montani, l'economia circolare e la green economy, le giovani strat up, i servizi, l'agricoltura di montagna, il patrimonio forestale, la valorizzazione della filiera agroalimentare, la promozione del territorio.

Quali sono concretamente gli obiettivi a breve termine?

Ne potremmo individuare cinque, tenendo conto che proprio in queste settimane sono stati decisi alcuni provvedimenti che dobbiamo saper cogliere e altri che dobbiamo provare a portare a casa.

1. Siamo in scadenza di legislatura, quindi occorre indicare alcune priorità. Dopo il voto all'unanimità alla Camera, l'approvazione definitiva al Senato della legge sui piccoli Comuni dev'essere una di queste. Lì dentro ci sono strumenti importanti per chi decide di investire su un'idea di sviluppo capace di coniugare storia, cultura e saperi tradizionali con l'innovazione, le nuove tecnologie e la green economy. Il territorio della Lombardia è per oltre il 40% montano. C'è bisogno di una netta inversione di tendenza nelle politiche verso gli enti locali che non può limitarsi alle aree urbane. Vogliamo, ad esempio, che un giovane possa decidere di avviare una sua attività economica di qualunque tipo anche in un Comune di montagna, senza essere costretto a farlo scendendo a valle, perché mancano le strade, la rete web o gli ospedali.

2. Connettività. Nei prossimi giorni firmerò il decreto per l'accordo con Regione Lombardia sull'iniziativa lanciata dal Governo Renzi per la banda ultra larga. Ci sono 300 milioni di investimenti per la Lombardia e lavoriamo affinché una buona parte arrivino sul nostro territorio, in particolare nelle zone montane.

3. Infrastrutture. Dal Patto per la Lombardia arriveranno co-finanziamenti che si aggiungeranno a quelli provinciali che costituiranno una svolta per alcune zone della nostra provincia. Contiamo di intervenire in Val Seriana su Pontenossa, in Val Cavallina sulla Trescore-Entratico e infine sul nodo di Pontesecco per facilitare la viabilità di chi viene e torna dalla Valle Imagna e dalla Valle Brembana.

4. Acqua. Ho sposato in modo convinto la battaglia dei piccoli Comuni per la gestione della risorsa acqua. Per questo ho chiesto a Maroni di inserire nella legge regionale per la semplificazione in discussione in questi giorni una modifica alla legge regionale 26 che disciplina i servizi locali di interesse generale. All'art.49 potrebbe essere inserito un emendamento che preveda la facoltà delle comunità sotto i 1000 abitanti dei territori montani di scegliere se gestire in autonomia la risorsa acqua o entrare nel gestore unico provinciale.

5. Infine proprio in questi giorni si sono aperte opportunità da non perdere da parte dei Comuni e delle associazioni di categoria. Si tratta di due bandi nazionali.

Il primo per l'imprenditoria giovanile in campo agricolo, destinato a giovani tra i 18 e i 40 anni che vogliano intraprendere un'attività in campo agricolo o acquistare un'azienda di settore, e che potranno per questo  ottenere mutui agevolati.
Sono 65 milioni messi a disposizione e si tratta di un nuovo strumento per favorire il ricambio generazionale e dare così una nuova spinta al comparto.

Il secondo è quello per contrastare la desertificazione commerciale, che prevede 20 milioni per l'avvio, il mantenimento o l'ampliamento dell'offerta commerciale anche in forma di multi servizi.