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Fermati e dennunciati bracconieri nell'Oasi di protezione Valpredina

segreteria.polizia@provincia.bergamo.it

A seguito di segnalazioni dell'Oasi WWF "Valpredina” di una reiterata attività illegale di caccia praticata nelle ore notturne, in particolare di ungulati - in primis caprioli, cervi e cinghiali - nei territori tra Pradalunga e Cenate Sopra dove si trovano la Riserva naturale regionale e dell'Oasi di protezione della fauna denominate "Valpredina", istituti di tutela faunistica ove l'attività venatoria non è mai consentita, il 24 novembre 2017 la Polizia provinciale di Bergamo e le Guardie venatorie e zoofile volontarie WWF Italia hanno effettuato un servizio congiunto.

Alle ore 20, nella completa oscurità, gli agenti della Polizia provinciale e gli agenti volontari del WWF hanno intercettato e fermato i bracconieri, in conclamato esercizio di caccia, in località "Ruculù" a Pradalunga; gli stessi si trovavano all'interno dell'Oasi di protezione della fauna e provenivano dalla confinante Riserva naturale regionale dalla quale erano appena fuoriusciti. Gli indagati portavano entrambi un fucile a canna liscia caricato con munizione spezzata a pallettoni e dotato di ottiche luminose specificatamente montate sulle canne del fucile, rendendolo di fatto impiegabile nelle ore notturne.

Dal momento dell'intercettazione e del fermo gli indagati hanno assunto un atteggiamento collaborativo, ammettendo le proprie responsabilità anche in ordine alle informazioni precedentemente acquisite dagli agenti circa l'abitualità alla pratica della caccia in orario notturno e all'interno delle zone protette.

In seguito a una doverosa perquisizione locale della cascina di proprietà dei fermati sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 2 fucili da caccia illegalmente detenuti poiché denunciati in luogo diverso e non custoditi e diverse munizioni da caccia.

​Nella casa d'abitazione invece - nell'ambito del controllo delle altre armi denunciate a carico degli indagati - è stato individuato un altro fucile posizionato sotto una tettoia aperta sulla pubblica via nelle pertinenze dell'abitazione, completamente incustodito: inoltre la perquisizione locale ha permesso di rinvenire una pelle di capriolo, abbattuto e scuoiato nei giorni precedenti, di 28 kg. Circa, di selvaggina appartenente alle specie Capriolo e Cinghiale e di avifauna migratoria al momento non meglio identificata; 3 teste di cinghiale congelate, altri trofei di Capriolo di ignota provenienza e, ancora, diverse munizioni "a pallettoni" non consentite per l'attività venatoria nonché cartucce "a palla asciutta" non denunciate.


 
In sintesi sono contestate agli interessati le seguenti violazioni:

  • introduzione di armi all'interno di una riserva naturale regionale
  • esercizio di caccia in Oasi di protezione e in Riserva natruale
  • esercizio di caccia nei giorni di silenzio venatorio
  • esercizio di caccia con mezzi vietati
  • esercizio di caccia agli ungulati con munizione spezzata
  • abbattimento di specie protette/ particolarmente protette
  • omessa custorida di armi e munizioni
  • omessa denuncia di munizioni a palla
  • detenzione di armi in luogo diverso da quello dove sono state denunciate

(28.11.2017)