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Manzù tra vita e opere

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Giovedì 17 maggio alle ore 17 nella sala consiliare della Provincia di Bergamo il presidente Matteo Rossi, il consigliere delegato alla Cultura Alberto Vergalli e  la direttrice dell'Accademia Carrara di Bergamo Maria Cristina Rodeschini hanno presentato l'evento "Manzù tra vita e opere”.
Per ricordare il grande artista nella ricorrenza dei 110 anni dalla nascita, la Provincia in collaborazione con la Fondazione Accademia Carrara ha realizzato una cartina con un itinerario sul territorio bergamasco legato alla vita e alle opere di Giacomo Manzù e ha allestito nel Palazzo di via Tasso l'opera "Morte di Abele", che potrà essere ammirata da tutti fino al 15 giugno 2018.

Si tratta di un bassorilievo in bronzo realizzato nel 1962/63 di proprietà di un collezionista privato, con tutta probabilità la prima prova in cui Manzù si confronta con la raffigurazione della morte di Abele, e che inizialmente doveva essere collocato nella Porta della morte della Basilica di San Pietro in Vaticano, poi scartato dalla Commissione apposita e sostituito con una nuova versione che accompagna altre tre formelle realizzate sempre da Manzù e collocate nel battente sinistro della porta (Morte di Giuseppe, Morte per violenza, Morte di Papa Giovanni XXIII).

In occasione della presenza di questa importante opera, il Palazzo di via Tasso aprirà d'ora in poi il cancello del giardino che contiene una esposizione di sculture di Manzù acquistate dalla Provincia negli anni. La "Morte di Abele” e il giardino potranno essere visitati fino al 15 giugno da lunedì a venerdì dalle ore 8.30 alle 18.30, mentre da lunedì 18 giugno il giardino rimarrà comunque aperto da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 17.

La mostra si svolge in concomitanza del ritorno a casa delle spoglie del pontefice di Sotto il Monte. "Abbiamo in mente un ambizioso progetto di valorizzazione della figura e della produzione artistica di Manzù attraverso lo scambio di opere che passa da iniziative che prendono il via oggi. Manzù insieme a Papa Roncalli sono due grandi figli di questa terra, uniti da vicissitudini e legami profondi. L'occasione li fa incontrare nuovamente, in modo ideale, nella terra di origine. Ci auguriamo che il ritorno del pannello "Morte di Abele", che temporaneamente si aggiungerà alla platea delle sculture di Manzù esposte nel cortile di via Tasso, insieme alla conoscenza delle opere distribuite sul territorio e raccolte nella cartina, possano essere un volano per avverare il sogno di realizzare un museo dedicato a Manzù", dichiara il presidente Matteo Rossi.

"Avvicinare con una mappa che individua percorsi culturali praticabili nel territorio bergamasco, legati alla vita e alla presenza di opere di Manzù, significa promuovere e diffondere la conoscenza di questa grande figura del novecento italiano a partire dai luoghi delle sue origini. Manzù ha molto amato Bergamo e non ha mai dimenticato i suoi inizi, difficili ma densi di forti suggestioni che lo hanno accompagnato come artista per tutta la sua esistenza. Il bassorilievo con la Morte di Abele esposto per la prima volta in Lombardia si pone quale omaggio all'intenso rapporto tra lo scultore e Giovanni XXIII in occasione della peregrinatio della salma di Angelo Roncalli che tra la fine di maggio e l'inizio di giugno prossimi richiamerà l'attenzione di tutti sul pontefice santo e sul suo messaggio universale di pace", sottolinea Maria Cristina Rodeschini.


Itinerario Giacomo Manzù
Cartina fronte

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Cartina retro

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Fotografia "Morte di Abele"

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Scheda "Morte di Abele"

1962-63
bronzo, cm 96x66
collezione privata

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Porta della morte
Le quattro formelle del battente sinistro

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(17.05.2018)