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Franz Cancelli, retrospettiva in sala Manzù

logo sala manzu Profilo statua Ulisse di Manzù in colore rosso scuro con scritta bianca Sala ManzùSALA MANZU'
Bergamo, via Camozzi, passaggio via Sora
segreteria.cultura@provincia.bergamo.it

L'associazione "Masques et Bergamasques" organizza in sala Manzù "Franz Cancelli - Altro...Oltre & Altri", una mostra dedicata all'artista e creatore di maschere. L'esposizione sarà aperta dal 7 al 23 dicembre  con i seguenti orari: da martedì a venerdì dalle ore 16 alle 19, sabato e domanica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, chiusa il lunedì. Inaugurazione: venerdì 7 dicembre alle ore 18.

La mostra è patrocinata dalla Provincia e dal Ducato di piazza Pontida ed ha come sponsor Banca Mediolanum.

Per prenotazioni visite in gruppo su appuntamento scrivere a: masque1947@hotmail.it.

Consulta il catalogo

Altro ed oltre. Una retrospettiva

"Dietro la maschera ed oltre. La personale ricerca esistenziale di Franz Cancelli ha caratteri di urgenza, inquietudine, autoironia, persino tratti di bulimia. ╚ sempre alla ricerca spasmodica di nuovi mondi da indagare, di nuove esperienze da inseguire, di nuovi canali espressivi da inventare, di nuove tecniche da sperimentare nei diversi ambiti della sua attività creativa. Il teatro, le discipline artistiche, la scrittura. Nei rapporti interpersonali la maschera la toglie quasi subito per svelare un carattere e un'anima dalle molte sfaccettature. D'altronde è dei gemelli. All'interlocutore chiede, non sempre corrisposto, altrettanta sincerità. Il suo primo campo di interesse, coltivato a partire dall'adolescenza fino alla piena maturità è certamente il teatro. La vita è teatro e nel buio del teatro essa si rispecchia illuminata e deformata offrendosi alla riflessione degli spettatori. Interviene poi la cultura teatrale, in Franz è documentata e stratificata, che permette approfondimenti e confronti tra i vari generi: lirica, prosa, sperimentale, di figura. Recentemente è intervenuto come costumista in alcune opere ( tra cui Un' italiana in Algeri di Rossini ed un Flauto Magico di Mozart) per il Circolo Mayr Donizetti di Colognola. Dopo aver pazientemente ruminato tutti questi eterogenei materiali è approdato alla scrittura come critico teatrale del quindicinale di cultura bergamasca il Giopì, con resoconti esaurienti sulla ricca offerta di spettacoli disponibile nella nostra città Prima ancora aveva praticato il mestiere di mascherero  più per amore della commedia dell'arte che per il carnevale, quello veneziano, incrociato quasi casualmente e copiato da tanti mestieranti. Le sue maschere, realizzate con materiali poveri di recupero sono pezzi unici con una precisa e insieme enigmatica identità. Utilizzando, oltre al palcoscenico, anche set fotografici le ha fatte animare ed interagire con il contributo di bravi ballerini ma anche dialogare con contesti ambientali ed architettonici molto diversi in occasione di suoi viaggi in giro per il mondo. La retrospettiva documenta tutto questo lavoro ma presenta anche altro che ancora non si era visto, almeno pubblicamente. Dai cassetti dei vecchi lavori intimi e celati ha estratto spunti di ricerca poi abbandonati, approfondimenti poi ripresi e sviluppati in altri contesti : acquarelli, incisioni in bianco e nero e acquarellate, tele ad olio, sculturine in bronzo e in terracotta. Essendo chiaramente bipolare sono rintracciabili in tutti questi manufatti due tensioni opposte. Da una parte emerge incontenibile e travolgente la pulsione barocca verso la sovrabbondanza decorativa, la ricchezza e la sonorità sfavillante delle forme, dei materiali e dei colori. Forse il versante più immediato e più riconoscibile all'esterno. Dall'altra emerge un'esigenza di introspezione e di sintesi che lo induce a togliere tutto ciò che non è strettamente necessario per ottenere un prodotto finale più vicino alle opere inquietanti della pittura metafisica e surrealista. Le strutture architettoniche e gli spezzoni di paesaggi (nati forse come bozzetti per scenografie?) non solo sono completamente privi di tracce umane ma prive di vita organica. Sintomo del versante più problematico e meno conosciuto di un artista poliedrico".
Lorenzo Geroldi

(06.12.2018)