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Lo stemma della Provincia

Stemma della Provincia di Bergamo
Partito: nel primo ripartito di rosso e d'oro; nel secondo troncato di rosso e d'oro; sul tutto, troncato: nel primo dell'Impero, che è d'oro all'aquila di nero, nel secondo di rosso al cervo corrente d'oro; lo scudetto in cuore timbrato da corona marchionale.

Lo stemma della Provincia di Bergamo fonde due antichi stemmi nobiliari ed è il risultato di accurate ricerche fra gli stemmari di due famiglie collezioniste dell'800: i Bersani e i Camozzi. Le ricerche furono svolte dal professor Caversazzi e dal monsignor Locatelli, noti studiosi del tempo.

La scelta dello stemma fu approvata dal capo di governo Benito Mussolini, che il 24 febbraio 1934 firmò il relativo decreto. Successivamente, nel 1952, la Giunta provinciale diede incarico all'ingegner Luigi Angelini di predisporre il bozzetto di un nuovo stemma che più dei valori estetici tenesse conto di quelli storici, ossia che comprendesse gli elementi espressi nello stemma originario, precedente a quello del 1934.

Lo stemma è riportato nel Gonfalone della Provincia.

Caratteristiche dello scudo

La forma dello scudo ha subito variazioni nei secoli, ma possiamo classificarla in un massimo di 12 esemplari. Quello detto "sannita" è il più comune ed è anche quello usato dalla Provincia di Bergamo.
Partizioni

Lo scudo viene diviso mediante una o più linee. L'uso delle molteplici partizioni proviene normalmente da matrimoni, feudi, concessioni.

Partito

Lo scudo diviso in due da una linea verticale viene detto partito. Questa soluzione era preferita di norma dai guelfi.

Troncato

Lo scudo diviso in due parti uguali mediante una linea orizzontale si dice troncato: forma comunissima tra i ghibellini e molto diffusa in Italia.

Lo scudo della Provincia di Bergamo è innanzitutto partito; le altre partizioni, nel primo spicchio appare l'aquila nera con le ali spiegate; nel secondo un cervo in corsa, appartengono ai diversi punti dello scudo, non allo scudo in sè.
Lo scudetto è cimato di corona marchionale.

Corone

La corona tipica delle Province è formata da un cerchio di oro gemmato con le cordonature lisce ai margini, racchiudente due rami, di cui uno d'alloro e l'altro di quercia, uscenti dalla corona e ricadenti all'infuori.


Note storiche

L'araldica civica in Italia inizia con gli stemmi dei grandi comuni medievali che si svilupparono per dare un vessillo alle milizie del popolo.

Per parlare di un'entità amministrativa che assomigli alle attuali Province si deve arrivare al XVIII secolo, quando nello Stato della Chiesa emerse la figura del Rettore. Questi, assistito da una curia, erano a capo delle province pontificie. In Piemonte vi erano i Prefetti e in Lombardia gli Intendenti.

La Rivoluzione francese portò alla suddivisione dello stato francese in dipartimenti e circondari, suddivisioni adottate poi anche in Italia a seguito dell'invasione napoleonica. Dopo la proclamazione del Regno d'Italia le Province assunsero all'incirca la fisionomia attuale. A partire dal 1869, i decreti del regno hanno dettato le regole a cui gli stemmi civici avrebbero dovuto attenersi.