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Domande frequenti

ELENCO DOMANDE FREQUENTI

Concessioni per il prelievo di acqua
1. Come si distinguono le utenze d'acqua pubblica?
2. Cosa si intende per grandi derivazioni?
3. Cosa si intende per piccole derivazioni?
4. Quali sono gli uffici pubblici competenti ai fini del rilascio delle concessioni di derivazione d'acqua pubblica, per quanto attiene piccole e grandi derivazioni?
5. Cosa fare se sopraggiungono delle variazioni sia nella titolarità della concessione stessa, sia nelle caratteristiche dell'utenza (quantità d'acqua prelevata, uso della stessa, modalità di prelievo, utilizzo e restituzione)?
6. Quanto costa l'istruttoria per ottenere la concesisone?
7. Quando bisogna versare il contributo idrografico (1/20 del canone) e la cauzione?
8. Quanto tempo dura l'istruttoria per il rilascio della concessione?
9. Qual è la durata di una concessione?
10. Cosa comporta ai fini del rilascio della concessione la presenza di inquinanti nella falda?
11. Quali sanzioni sono previste per utilizzo di acque pubbliche non conforme alla normativa?

Utilizzi temporanei di acque pubbliche
12. Cosa si intende per licenza di attingimento?
13. Cosa si intende per licenza d'uso?

Pompe di calore e sonde geotermiche
14. Cosa si intende per pompa di calore?
15. Cosa si intende per sonda geotermica?

Uso domestico
16. Che cosa si intende per uso domestico?

Canoni di concessione

17. A chi deve essere versato il canone per l'utilizzo di acqua pubblica?
18. Come si calcola il canone che l'utente deve versare alla Regione Lombardia come corrispettivo per l'uso di acque pubbliche?
19. In che modo vengono stabiliti i canoni relativi alle utenze di acqua pubblica?
20. Quando deve essere versato il canone di concessione d'acqua pubblica?
21. Come deve essere versato il canone di concessione d'acqua pubblica?
22. Cosa fare nel caso in cui si versasse erroneamente il canone di concessione d'acqua allo Stato tramite modello F23 o alla Regione Lombardia tramite bonifico bancario?
23. Quando è possibile chiedere il rimborso del canone e dell'addizionale regionale?
24. A chi va chiesto il rimborso?
25. Quale documentazione è necessario allegare alla richiesta di rimborso?

Denuncia annuale delle acque derivate
26. Entro quale termine occorre presentare la Denuncia annuale delle acque derivate nell'anno 2014?

Albo pretorio provinciale on-line
27. Come si effettua la consultazione dell'albo pretorio provinciale on-line?


Concessioni per il prelievo di acqua

1. Come si distinguono le utenze d'acqua pubblica?
Le utenze d'acqua pubblica si distinguono in due categorie a seconda che abbiano per oggetto grandi o piccole derivazioni. (Torna all'inizio)

2. Cosa si intende per grandi derivazioni?
Sono considerate grandi derivazioni quelle che eccedono i seguenti limiti:
- uso irriguo o agricolo: > 1000 l/s o 500 Ha di superficie irrigata;
- bonificazione colmata: > 5000 l/s;
- consumo umano (o potabile): > 100 l/s;
- uso industriale: > 100 l/s;
- pescicoltura (o ittiogenico): > 100 l/s;
- idroelettrico (o produzione energia): > 3000 Kw (potenza nominale media);
- igienico e assimilati (antincendio, zootecnico, altro uso): > 100 l/s.
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3. Cosa si intende per piccole derivazioni?
Sono considerate piccole derivazioni quelle che non superano i seguenti limiti:
- uso irriguo o agricolo: < 1000 l/s o 500 Ha di superficie irrigata;
- bonificazione colmata: < 5000 l/s;
- consumo umano (o potabile): < 100 l/s;
- uso industriale: < 100 l/s;
- pescicoltura (o ittiogenico): < 100 l/s;
- idroelettrico (o produzione energia): < 3000 Kw (potenza nominale media);
- igienico e assimilati (antincendio, zootecnico, altro uso): < 100 l/s.
(Torna all'inizio)

4. Quali sono gli uffici pubblici competenti ai fini del rilascio delle concessioni di derivazione d'acqua pubblica, per quanto attiene piccole e grandi derivazioni?
PICCOLE DERIVAZIONI: la competenza spetta alle Amministrazioni Provinciali competenti per territorio.
GRANDI DERIVAZIONI: la competenza spetta alla Regione Lombardia, pertanto l'istruttoria dei relativi procedimenti viene svolta da parte degli uffici regionali periferici denominati S.TeR. (Sedi Territoriali Regionali), ad eccezione delle grandi derivazioni ricadenti nel territorio della provincia di Milano che competono alla D.G. Opere Pubbliche, Politiche per la Casa e Edilizia Residenziale Pubblica - Struttura Interventi in materia di Opere Pubbliche e di Genio Civile.
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5. Cosa fare se sopraggiungono delle variazioni sia nella titolarità della concessione stessa, sia nelle caratteristiche dell'utenza (quantità d'acqua prelevata, uso della stessa, modalità di prelievo, utilizzo e restituzione)?
In entrambi i casi le variazioni, che si intendono apportare, devono essere comunicate dal titolare mediante istanza agli uffici pubblici competenti (Amministrazioni Provinciali o S.TeR.) che provvederanno, dopo apposita istruttoria, a formalizzare le stesse con l'adozione di un provvedimento.
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6. Quanto costa l'istruttoria per ottenere la concessione?
I costi che il richiedente di una nuova concessione deve affrontare durante l'intero iter sono i seguenti:

- spese di istruttoria: sono quantificate in funzione della tipologia del procedimento e delle portate richieste (Vedi tabella);
- contributo idrografico: 1/20 del canone annuo e comunque non inferiore a 150 euro;
- cauzione: un'annualità del canone annuo e comunque non inferiore a 250 euro;
- spese di registrazione della concessione: 0,5% del prodotto canone annuo x durata concessione, e comunque non inferiore a 200,00 euro.
A tali somme vanno aggiunte le marche da bollo da 16,00 Euro da apporre sul provvedimento di concessione (non inferiori a 8) e nel caso di derivazione a scopo idroelettrico una fidejussione compresa tra il 5% ed il 20% del costo di realizzazione dell'impianto.
La cauzione e la fidejussione verranno svincolate rispettivamente al termine della concessione e ad avvenuto collaudo delle opere.
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7. Quando bisogna versare il contributo idrografico (1/20 del canone) e la cauzione?
Il contributo idrografico (1/20 del canone e con un minimo di euro 150,00) e la cauzione (un'annualità del canone e con un minimo di euro 250,00) vengono richiesti dall'ufficio istruttore solo nella fase di istruttoria della concessione. (Torna all'inizio)

8. Quanto tempo dura l'istruttoria per il rilascio della concessione?
I tempi necessari per svolgere l'istruttoria per il rilascio di una concessione sono dettati dal procedimento da seguire previsto dal Regolamento Regionale n°2 del 24 marzo 2006:
- avvio della pratica: entro 60 giorni dall'arrivo della domanda;
- richiesta spese e integrazioni;
- ottenuto riscontro, pubblicazione della domanda per 30 giorni sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (B.U.R.L.);
- allo scadere del sopraccitato termine, altri 30 giorni per richiesta pareri e presentazione osservazioni;
- convocazione visita locale di istruttoria o conferenza dei servizi;
- nel caso di pozzo, rilascio autorizzazione allo scavo;
- sottoscrizione della concessione;
- registrazione del provvedimento presso l'Agenzia delle Entrate.
La durata massima del procedimento è comunque fissata pari a 18 mesi, calcolata con esclusione dei periodi in cui il procedimento rimane interrotto per incombenze a carico del richiedente, per mancanza di pareri/nulla osta vincolanti o in caso di procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) o di Valutazione di Incidenza (V.I.C.). (Torna all'inizio)

9. Qual è la durata di una concessione?
Le concessioni sono rilasciate per una durata temporanea, che non può eccedere i trenta anni ovvero i quaranta per uso irriguo e per la piscicoltura ovvero i quindici nel caso di grande derivazione per uso industriale.
Nel caso di prelievi attuati mediante pozzi, la durata massima della concessione è limitata a cinque anni ai sensi dell'articolo 14 comma 3 del Regolamento Regionale n°2 del 24 marzo 2006 se l'opera ricade in uno dei seguenti Comuni caratterizzati ai sensi dell'allegato 3 della Relazione Generale del Piano di Tutela ed Uso delle Acque da scarsa potenzialità idrica: Almè*, Azzano San Paolo, Bergamo*, Curno, Dalmine, Gorle*, Grassobbio*, Lallio, Mozzo*, Orio al Serio, Osio Sopra, Paladina*, Ponte San Pietro*, Seriate*, Torre Boldone*, Treviolo, Valbrembo* (* = Limitazioni operanti solo su parte del territorio comunale).
Una concessione può inoltre essere revocata anticipatamente rispetto alla scadenza dall'Autorità competente (senza la corresponsione di indennizzo) qualora venga accertata la sopravvenuta incompatibilità della concessione con gli obiettivi di qualità e di valorizzazione del corpo idrico interessato. (Torna all'inizio)

10. Cosa comporta ai fini del rilascio della concessione la presenza di inquinanti nella falda?
In alcune zone del territorio Provinciale (vedi Relazione sullo stato dell'ambiente della Provincia di Bergamo) è stata riscontrata la presenza di inquinanti nelle acque di falda (cromo, solventi, metalli, fluoruri, composti organici vari, freon, carbamazepina, dimetridazolo, idrocarburi). Il rilascio della concessione in tali aree sarà subordinata alla valutazione dell'uso delle acque prelevate in relazione alla tipologia di inquinante, e potrà essere subordinata all'installazione a spese del concessionario di presidi di depurazione delle acque derivate. Per maggiori informazioni sugli inquinamenti della falda esistenti in Provincia di Bergamo contattare il referente del Servizio Risorse Idriche istruttore Paola Lorenzi oppure direttamente il Settore Ambiente della Provincia di Bergamo. (Torna all'inizio)

11. Quali sanzioni sono previste per utilizzo di acque pubbliche non conforme alla normativa?
- Utilizzo difforme a quanto previsto nel provvedimento di concessione:
da 500 euro a 20.000 euro, in via liberatoria 1.000 euro;

- Derivazione abusiva (senza concessione):
da 3.000 euro a 30.000 euro, ridotta ad una sanzione da 300 euro a 1.500 euro nei casi di particolare tenuità;

- Mancata installazione del misuratore di portata (ove previsto):
da 500 euro a 20.000 euro, in via liberatoria 1.000 euro. (Torna all'inizio)

 

Utilizzi temporanei di acque pubbliche

12. Che cosa si intende per licenza di attingimento?
Ai sensi dell'articolo 32 del Regolamento Regionale n. 2/06 i prelievi di acqua pubblica da corpi idrici superficiali finalizzati ad un uso temporaneo ed attuati a mezzo di pompe mobili o semifisse, di altri congegni elevatori o di sifoni, posti sulle sponde o sugli argini, sono subordinate al rilascio di una licenza di attingimento, purchè vengano rispettate le seguenti condizioni:

  1. la portata massima dell'acqua attinta non superi i 40 litri/secondo, nonchè il volume complessivo annuo non sia superiore ai 300.000 mc;
  2. non siano intaccati gli argini, nè pregiudicate le difese del corso d'acqua;
  3. non siano alterate le condizioni del corso d'acqua, con conseguente riduzione della risorsa disponibile per le concessioni esistenti, e sia salvaguardato il Deflusso Minimo Vitale nel corso d'acqua.

La licenza di attingimento è accordata per una durata non superiore ad un anno e può essere rinnovata per un massimo di cinque volte.
La licenza può essere revocata in ogni momento, senza che il concessionario abbia diritto a compensi o indennizzi, per motivi di pubblico interesse. (Torna all'inizio)

13. Che cosa si intende per licenza d'uso?
Ai sensi dell'articolo 22 del Regolamento Regionale n. 2/06 le perforazioni finalizzate ad un uso temporaneo delle acque rinvenute sono subordinate al rilascio di una licenza d'uso, fatte salve le seguenti condizioni:

  1. la portata dell'acqua attinta non superi i 40 litri/secondo, nonchè il volume complessivo annuo non sia superiore ai 300.000 mc;
  2. il pozzo si attesti nell'acquifero superficiale, evitando di intercettare l'acquifero protetto;
  3. non sia alterato l'equilibrio idrogeologico della falda sotterranea con conseguente riduzione della risorsa disponibile per le concessioni esistenti;
  4. al termine del periodo di utilizzo il richiedente provveda a proprie spese alla dismissione e chiusura del pozzo, con ripristino dello stato dei luoghi originari.

La licenza d'uso può essere rilasciata per un massimo di cinque anni, rinnovabile di anno in anno.
La licenza può inoltre essere revocata in ogni momento, senza che il concessionario abbia diritto a compensi o indennizzi, per motivi di pubblico interesse. (Torna all'inizio)

 

Pompe di calore e sonde geotermiche

14. Che cosa si intende per pompa di calore?
La pompa di calore con scambio diretto "acqua-acqua” è una macchina in grado di trasferire calore da un ambiente a temperatura più bassa ad un altro a temperatura più alta.
Utilizza un mezzo esterno considerato sorgente fredda e si occupa di:

- Utilizzare acqua come sorgente di calore a bassa temperatura (lo scambio termico avviene nell'evaporatore dove il calore estratto dall'acqua di falda viene trasmesso al refrigerante che compie la fase di evaporazione);

- Produrre acqua calda per le utenze termiche. Lo scambio di calore avviene al condensatore dove il calore della fase di condensazione del vapore del refrigerante viene ceduto all'acqua dell'utenza termica.

Maggiorni informazioni sulle pompe di calore. (Torna all'inizio)

15. Che cosa si intende per sonda geotermica?
La sonda geotermica a scambio indiretto utilizza il gradiente geotermico presente nel sottosuolo a temperatura praticamente costante tutto l'anno, e che può essere quindi utilizzata come sorgente di calore infinita.
Tale calore viene assorbito e scambiato attraverso l'inserimento, in un foro scavato a profondità variabile nel terreno, di un dispositivo costituito da tubi in HDPE, entro cui ricircola un fluido refrigerante in profondità.
La realizzazione dei suddetti pozzi è subordinata al rilascio di autorizzazione da parte della Provincia (licenza d'uso), nonchè al pagamento di un canone di concessione annuale.

Maggiori informazioni sulle sonde geotermiche. (Torna all'inizio)

Uso domestico

16. Che cosa si intende per uso domestico?
L'uso domestico, previsto dall'art. 4 del Regolamento Regionale n°2 del 24 marzo 2006, comprende l'innaffiamento di giardini e orti inservienti direttamente al proprietario e alla sua famiglia e l'abbeveraggio del bestiame, si applica solo alle utenze di acque sotterranee e per portate estremamente limitate.
L'uso potabile è consentito solo ove non sia possibile usufruire del locale servizio idrico di acquedotto.
Per tale uso non dovrà essere versato nessun canone nè dovrà essere trasmessa la denuncia annuale delle acque derivate. (Torna all'inizio)

Canoni di concessione

17. A chi deve essere versato il canone per l'utilizzo di acqua pubblica?
A decorrere dal 01.01.2001 la riscossione e l'introito dei canoni competono alla Regione Lombardia e non più allo Stato. (Torna all'inizio)

18. Come si calcola il canone che l'utente deve versare alla Regione Lombardia come corrispettivo per l'uso di acque pubbliche?
Per il calcolo del canone di concessione si procede nel seguente modo:
si moltiplica la portata media annua espressa in moduli (1 modulo=100 l/s) per la tariffa unitaria. Se l'importo è inferiore o uguale al canone minimo si dovrà versare il canone minimo. Se invece il risultato della moltiplicazione è superiore al canone minimo si dovrà versare l'importo ottenuto.
ATTENZIONE: dall'annualità 2008 l'addizionale regionale del 10% sull'ammontare dei canoni di concessione non è più riscossa

Fermo restando che il canone demaniale viene calcolato sulla portata media annua, occorre specificare che:
- in caso di derivazione a scopo IDROELETTRICO, il canone viene calcolato sulla potenza nominale media annua, secondo la seguente formula: Q X H / 102 = KW dove Q è la portata media derivata (l/s) e H è il salto utile (m);
- per l'IRRIGAZIONE dei terreni, quando la derivazione è a bocca libera (cioè a bocca non tassata), la determinazione del canone è fatta in relazione all'estensione dei terreni irrigati espressa in Ha; in caso invece di derivazione a bocca tassata, viene calcolato il quantitativo d'acqua che si immette nelle opere della derivazione ed in tale caso il canone è commisurato a tale quantitativo;
- per le utilizzazioni ad USO PROMISCUO (art. 36 T.U. n. 1775/33), ossia nel caso in cui l'acqua derivata venga destinata contemporaneamente ad usi diversi, l'individuazione del canone è riferita all'uso predominante, intendendo per tale quello che comporta un canone più elevato. (Torna all'inizio)

19. In che modo vengono stabiliti i canoni relativi alle utenze di acqua pubblica?
Attualmente gli importi relativi ai canoni di derivazione d'acqua pubblica sono fissati dalla Regione Lombardia secondo quanto disposto dall'articolo 34 del Regolamento Regionale n°2 del 24 marzo 2006 e vengono annualmente aggiornati in base all'indice di inflazione programmato.
I canoni per l'anno 2017 sono stati fissati con D.D.S. n.12793 del 1 dicembre 2016.
Gli importi relativi agli anni precedenti possono essere reperiti al sito della Regione Lombardia.
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20. Quando deve essere versato il canone di concessione d'acqua pubblica?
Ai sensi dell'art. 7 comma 3 della L.R. 35/2016, i canoni annui devono essere versati anticipatamente entro il 30 giugno dell'anno solare di riferimento.
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21. Come deve essere versato il canone di concessione d'acqua pubblica?
Il canone di concessione va versato alla Regione Lombardia - Tesoreria Regionale.
Regione Lombardia invierà entro marzo di ciascun anno a tutti i soggetti titolari, un avviso di scadenza del pagamento per ogni utenza di acqua pubblica, avviso che riporterà: 
- la somma da versare anticipatamente a titolo di canone per l'anno in corso; 
- le modalità per effettuare il pagamento della somma richiesta.

In caso di mancato ricevimento del bollettino pre-compilato, l'utente potrà saldare l'importo dovuto effettuando un versamento esclusivamente con bonifico (vai alla pagina relativa ai canoni idrici)
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22. Cosa fare nel caso in cui si versasse erroneamente il canone di concessione d'acqua allo Stato tramite modello F23 o alla Regione Lombardia tramite bonifico bancario?
L'utente, nel caso in cui versasse erroneamente il canone annuo allo Stato tramite modello F23 o alla Regione Lombardia tramite bonifico bancario, dovrà comunicarlo alla Struttura Gestione Tributi Regionali inviando una nota con allegata copia della ricevuta di pagamento al seguente indirizzo:

Regione Lombardia
Struttura Gestione Tributi Regionali
Via Filzi 22, 20124 Milano
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23. Quando è possibile chiedere il rimborso del canone e dell'addizionale regionale?
Il rimborso dei canoni e dell'addizionale regionale è previsto nei seguenti casi:
- per doppio pagamento;
- versamento eccessivo;
- versamento non dovuto.
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24. A chi va chiesto il rimborso?
Il rimborso va chiesto a:

Regione Lombardia
Struttura Gestione Tributi Regionali
Via Filzi 22, 20124 Milano
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25. Quale documentazione è necessario allegare alla richiesta di rimborso?
Alla richiesta di rimborso è necessario allegare la seguente documentazione:
- in caso di DOPPIO PAGAMENTO: l'originale del versamento errato e la copia di quello corretto;
- in caso di PAGAMENTO ECCESSIVO: la copia del versamento;
- in caso di PAGAMENTO NON DOVUTO: l'originale del versamento.

In ogni caso ad ogni domanda di rimborso va sempre allegato:
- copia documento di identità non scaduto;
- copia codice fiscale;
- copia atto che motiva il rimborso.
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Denuncia annuale delle acque derivate

26. Entro quale termine occorre presentare la Denuncia Annuale delle acque derivate?
La Denuncia annuale delle acque derivate deve essere presentata entro il 31 marzo dell'anno successivo alle Amministrazioni provinciali entro il cui territorio ricadono le opere di presa. (Torna all'inizio)

Albo pretorio provinciale on-line

27. Come si effettua la consultazione dell'albo pretorio provinciale on-line?
Dal 9 novembre 2010 gli avvisi relativi alle pratiche in istruttoria presso il Servizio Utilizzo delle Acque vengono pubblicate (ai sensi dell'articolo 11 del Regolamento Regionale n. 2/06) all'albo pretorio provinclaie on-line.
Di seguito sono indicati i passi necessari per visualizzare gli avvisi pubblicati:

1. Una volta entrati nella pagina dell'albo pretorio provinciale on-line, cambiare la maschera di ricerca in modalità "Dettaglio" tramite l'apposita icona:

2. Selezionare nel campo "Servizio" (1) la scelta "Tutela Risorse Naturali" e scrivere nel campo "Ufficio Referente" (2) la dicitura "Derivazioni". Premere successivamente l'apposita icona (3) per avviare la ricerca, quindi (4) per visualizzare la lista o il dettaglio dei risultati trovati:

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