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Dal Brasile a Bergamo nella terra dei suoi antenati
La visita in Provincia si inserisce in un viaggio che la consorte del Presidente brasiliano sta compiendo in Italia, con una tappa voluta a Bergamo ed a Palazzago, nella terra delle sue radici. Da Palazzago infatti partì il bisnonno di Marisa Letícia, oggi in Lula da Silva.
Molto cordiale e festosa l'accoglienza dell'illustre ospite, in perfetto stile bettoniano: il Presidente ha saputo mettere a suo completo agio la moglie del Presidente e il suo seguito, aprendo le porte del suo studio e poi accompagnandola in visita alle mostre allestite nello Spazio Viterbi, con le opere dello scultore Ugo Riva, capolavori della classicità dalla Quadreria dell'Etruria di Arezzo e gli affreschi di Jacopino de' Scipioni.
Nel suo studio Valerio Bettoni ha parlato del DNA antico e nuovo della gente bergamasca, che ieri emigrava in cerca di lavoro e di fortuna e oggi ha raggiunto un benessere che ha proiettato Bergamo ai primi posti tra le province in Italia. "Da terra di partenza di emigranti verso tutto il mondo siamo diventati oggi terra d'arrivo e d'accoglienza. Ma il carattere dei bergamaschi è rimasto quello di sempre: gente che lavora, che sa mettere testa in ciò che fa, che è riuscita a inserirsi bene dappertutto dove è arrivata, facendosi benvolere per la laboriosità, l'onestà e l'affidabilità.
"Apprezzo particolarmente la sensibilità di Marisa Letícia Lula in questo viaggio alla riscoperta delle sue origini, per conoscere dal vivo la realtà bergamasca di oggi ”.
E Dona Marisa Letícia ha mostrato di ritrovarsi a suo agio in questo quadro molto familiare. Tutti hanno potuto cogliere la sua sobrietà e la sua carica umana. Si è mossa nello studio di Bettoni con molta discrezione, attenta a cogliere ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo delle persone che s'erano radunate per accoglierla e salutarla. Si è fatta tradurre ogni parola, ricambiando con un sorriso, disponibile nel posare per la foto di gruppo a ricordo di questo giorno e poi molto partecipe quando il Presidente Bettoni le ha offerto alcuni segni di "bergamaschità”, medaglie, targhe, bandiere della Provincia di Bergamo e d'Italia, stampe antiche della Bergamasca, con un'indicazione a dito di Palazzago, dove Marisa Letícia si sarebbe poi recata.
Un quadretto speciale Valerio Bettoni l'ha poi tratteggiato parlando del nuovo libro realizzato dalla Provincia, l'epopea dell'emigrazione dalla sua valle fino in India, dalla fine dell'Ottocento a metà Novecento. "Dalla Val Cavallina alle miniere indiane. Tremila metri sotto terra tra l'oro di Kolar”, di cui Bettoni ha fatto dono alla moglie del Presidente, commuovendosi come sempre, quando rievoca storie di emigranti e di emigrazione bergamasca e qui ancora di più, considerando che della partita verso l'India fecero parte suo padre e un suo zio.
Dopo la firma dell'albo d'onore, su cui ha scritto in portoghese la sua gioia di essere a Bergamo ("Io e la mia famiglia siamo molto felici di trovarci a Bergamo, terra dei miei antenati”), il Presidente ha accompagnato la delegazione brasiliana nello Spazio Viterbi e, terminata la visita ha accompagnato Marisa a Palazzago.
Valerio Bettoni ha consegnato alla moglie del Presidente brasiliano una lettera in cui si fa interprete del doloroso caso della tragica morte in Brasile del giovane Nicholas Pignataro, di Seriate, e della sofferenza della famiglia impegnata in questi giorni per avere giustizia e per il pietoso recupero della salma.
Primeira Dama do Brazil, moglie del Presidente Inácio Lula da Silva, è originaria di Palazzago. Il bisnonno, Giovanni Casa infatti era di Palazzago. Il bisnonno risulta essere nato a Pontida il 13 giugno 1884 e residente a Palazzago in via Valle. Si era sposato con Albina Mazzoleni nel 1908. Successivamente Giovanni Casa partì per il Brasile e continuò lì la sua vita.
La donna risulta iscritta all'anagrafe di Palazzago con i due figli Sandro Luis Lula, 29 anni e Luis Claudio Lula, 22. Lei stessa infatti, il 3 gennaio 2007 ha avuto accesso in Brasile all'Anagrafe degli italiani all'estero, dimostrando di possedere ancora la doppia cittadinanza e di averla tramandata anche ai due figli.
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(29.05.2008)
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