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I Centri Territoriali Permanenti per l’Istruzione e la Formazione in età adulta

 

La dichiarazione finale della V Conferenza mondiale UNESCO “ L’apprendimento in età adulta; una chiave per il XXI secolo” ( Amburgo 14-18 luglio 1997) ha impegnato i paesi membri dell’Unione Europea ad operare per far divenire l’educazione permanente una realtà significativa del XXI secolo. In quella sede sono stati definiti finalità e obiettivi dell’educazione degli adulti, riconoscendo all’adulto il diritto all’alfabetizzazione, cioè al possesso delle conoscenze di base e delle abilità necessarie nella società moderna in forte trasformazione e il diritto all’educazione e alla formazione permanente.

Con l’O.M n° 455, nel 1997 del Ministero della Pubblica Istruzione sono stati istituiti i Centri Territoriali Permanenti per l’istruzione e la formazione in età adulta, chiamati anche Centri EDA.

I centri sono luoghi di lettura dei bisogni di formazione, sedi di progettazione, concertazione e attivazione di iniziative di istruzione e formazione in età adulta; promuovono ed accolgono la domanda di istruzione/formazione, la valutano e predispongono adeguate risposte ad essa, anche in collaborazione con altre agenzie o enti deputati alla formazione.

Nei CTP vengono svolte attività di:

*   accoglienza, ascolto e orientamento;

*   alfabetizzazione primaria funzionale e di ritorno, anche finalizzata ad un eventuale accesso ai livelli superiori di istruzione e formazione professionale;

*   apprendimento della lingua e dei linguaggi;

*   sviluppo e consolidamento di competenze di base e saperi specifici;

*   recupero e sviluppo di competenze strumentali culturali e relazionali idonee ad un’attiva partecipazione alla vita sociale;

*   acquisizione e sviluppo di una prima formazione o riqualificazione professionale;

*   rientro nei percorsi d’istruzione e formazione di soggetti in situazione di marginalità.

Nella nostra provincia nel settembre 1998 sono stati istituiti i seguenti centri EdA:

·         CTP di Albano Sant’Alessandro c/o Scuola Media Statale di Albano, via Dante 5; tel. 035-4521767/ 035 581159;

·        CTP di Bergamo c/o Scuola Media Statale “ Petteni”, via Buratti; tel. 035 342094;

·        CTP della Casa Circondariale di Bergamo, via Gleno 61; sede amministrativa c/o Scuola Media Statale “ Donadoni”, via Tasso 14 , tel. 035 232589;

·        CTP di Ponte San Pietro c/o Scuola Media Statale di Ponte S. Pietro, via Piave; tel. 035 611196;

·        CTP di Treviglio c/o Scuola Media Statale “ Grossi”, via Sen. Colleoni 2; tel.036 349459/ 036 343756.

Nel settembre 2000 è stato istituito il CTP di Villongo c/o Scuola Media Statale di Villongo, via Volta; tel. 035 927200.

Attualmente questi CTP offrono percorsi di istruzione/formazione nei seguenti settori:

·        conseguimento della licenza elementare;

·        conseguimento della licenza media;

·        lingua italiana per stranieri;

·        sostegno linguistico agli stranieri frequentanti scuole superiori, in collaborazione con alcune scuole superiori;

·        percorsi misti di formazione professionale e linguistica con la possibilità di accedere al secondo anno di istituti o di centri di formazione professionale, in collaborazione con questi;

·        corsi di lingua araba per arabofoni in collaborazione con la Provincia;

·        corsi di lingue straniere, anche in collaborazione con alcuni Enti Locali;

·        corsi di alfabetizzazione informatica, anche in collaborazione con alcuni Enti Locali;

·        corsi monografici dell’area culturale ( storia dell’arte, psicologia, filosofia, storia, geografia, educazione alla salute, educazione ambientale, percorsi cinematografici, teatro, poesia, letteratura, ecc);

·        corsi  di vario tipo su domanda (ginnastica vertebrale, découpage, cartonaggio, danza, ceramica, cucina, chitarra, ecc.);

·        corsi brevi professionali (biblioteconomia, bibliografia, diritto amministrativo, ecc.);

·        corsi pre-professionalizzanti diretti all’utenza adolescente, italiana e straniera ( elettricista, cameriere, estetista, aiuto-cuoco)

 

I CTP trovano riferimento didattico ed amministrativo in un Istituto Scolastico Comprensivo del territorio di appartenenza, ma svolgono le loro attività sia presso la scuola media in cui hanno sede, sia in altri comuni del distretto di appartenenza, grazie ad intese e collaborazioni che i centri instaurano con  soggetti pubblici e privati che si occupano di formazione.

I CTP si avvalgono dei docenti messi a disposizione dall’Ufficio Scolastico Provinciale ( ex Provveditorato agli Studi), di operatori di altri enti che partecipano ai progetti e di operatori assunti a contratto d’opera.

Alle attività dei Centri Territoriali Permanenti possono accedere gli adulti e tutti coloro che abbiano compiuto il 15° anno di età e le iscrizioni sono aperte tutto l’anno.

 

L’offerta formativa è costituita da percorsi aperti e flessibili, centrati sui bisogni di formazione e sulle condizioni di partecipazione degli iscritti, miranti a favorire l’ingresso in formazione di soggetti adulti di ogni età e di ogni fascia sociale. Si caratterizza per la modularità dei percorsi e per la flessibilità dei moduli che lo compongono, ognuno dei quali viene riconosciuto anche quale credito formativo ai fini della riduzione del percorso scolastico o del percorso di professionalizzazione.

 

 

LE ORIGINI DEI CTP DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

 

I CTP sono stati istituiti dal Provveditorato agli Studi di Bergamo laddove, già da anni, esistevano  consolidate esperienze di formazione e istruzione in età adulta.

Dalla metà degli anni ’70 presso alcune scuole medie della provincia erano in funzione i corsi sperimentali per lavoratori finalizzati al conseguimento della licenza media, i cosiddetti corsi150 ore, regolamentati dalla C.M. n° 71/ 09-01-1974; alla fine degli anni ’80 ad essi furono affiancati dei corsi di alfabetizzazione, per far fronte alla crescente richiesta di apprendimento della lingua italiana proveniente dalle persone extracomunitarie le quali, in numero sempre crescente, si rivolgevano a quelle scuole.

Con i flussi migratori della fine anni ’80 - inizio anni ’90 il Provveditorato agli Studi di Bergamo istituiva annualmente dei corsi di alfabetizzazione: dai 10 corsi nel 1990/1991, ai 22 nel 1991/1992, ai 16 dal 1993/1994 in poi.  

In presenza di un vuoto normativo riguardante in generale l’educazione degli adulti e in particolare la formazione linguistica degli immigrati, i corsi di alfabetizzazione allora risultarono essere lo strumento più idoneo per rispondere alla domanda di formazione proveniente dagli stranieri. Nella provincia l’istituzione di questi corsi fu il frutto dell’azione della Consulta sull’immigrazione e della pressione di volontari. I corsi venivano istituiti anche in sedi decentrate rispetto ai corsi 150 ore, si cercò di diffondere uniformemente l’offerta sul territorio provinciale, per rispondere in modo efficace alla domanda del territorio.

I “corsi di alfabetizzazione” formalmente sono percorsi d’istruzione per adulti, di durata annuale, finalizzati al conseguimento della licenza elementare; di fatto erano corsi di lingua ed elementi di cultura italiana per gli studenti stranieri. I limiti di questo tipo di organizzazione derivavano dalla struttura rigida, ricalcante quella della scuola dell’obbligo: 3 o 4 lezioni settimanali da ottobre a metà giugno ed esame finale  di licenza elementare. In quel periodo la maggior parte degli stranieri frequentanti i corsi erano appena giunti in Italia ed erano all’inizio di quel percorso che porta a raggiungere la stabilità lavorativa e abitativa; pertanto molte persone frequentavano assiduamente i corsi per un certo numero di mesi e poi, a causa di trasferimenti abitativi o lavorativi, abbandonavano la scuola; nel frattempo altri chiedevano, a corsi già iniziati, di potersi iscrivere. Si assistette ad un forte turn- over di corsisti ed a numerosi abbandoni scolastici, con conseguenti difficoltà organizzative e didattiche per gli insegnanti e disagi per i corsisti. I docenti erano insegnanti di scuola elementare e di scuola media che, tramite il piano d’aggiornamento predisposto dall’IRRSAE Lombardia e dal Provveditorato agli Studi e  grazie ad un lavoro di ricerca e di studio personale, mutarono il proprio profilo professionale, diventando docenti di lingua italiana per stranieri.

Anche se con diversi limiti, quell’esperienza rappresentò una prima risposta alle esigenze di formazione linguistica e di orientamento nel territorio degli stranieri( si veda in proposito il rapporto finale della ricerca diretta dal prof. Duccio Demetrio dell’Università di Milano) e fu uno dei primi servizi attivati in provincia per essi.In quelle scuole convivevano italiani frequentanti i corsi 150 ore per il conseguimento del titolo di licenza media e stranieri frequentanti quei corsi per apprendere la lingua e per acquisire strumenti e conoscenze utili ad orientarsi nella società italiana, e a continuare gli studi in Italia.

Col passare degli anni le scuole sedi dei corsi diventavano sempre più punti di riferimento per gli stranieri di quei territori, e contemporaneamente gli operatori avvertivano in misura crescente i limiti imposti dalla normativa riguardante i corsi di alfabetizzazione e di conseguimento della licenza media, rispetto alle reali esigenze di formazione sia degli adulti stranieri che di quelli italiani.

Inoltre si registravano variazioni significative nella tipologia dell’utenza: se all’inizio degli anni ’90 s’iscrivevano ai corsi quasi esclusivamente uomini magrebini e senegalesi, con i primi ricongiungimenti familiari intorno agli anni ‘94/’95 cominciarono a frequentare la scuola le donne e i figli adolescenti arrivati in Italia per ricongiungimento familiare e uomini e donne provenienti dall’Europa dell’est e dai paesi asiatici (Cinesi, Pakistani e Indiani).

Queste nuovi utenti ponevano agli operatori differenti domande di formazione, mirate a bisogni specifici, quali la possibilità per gli adolescenti e i giovani di apprendere la lingua per poter continuare gli studi interrotti nel paese d’origine o per poter accedere ai centri di formazione professionale, la possibilità per le donne di apprendere la lingua italiana per poter svolgere i propri ruoli di moglie, di madre e/o di lavoratrice in Italia.

L’O.M. 400 del ’96 per la scuola elementare e la 307 dello stesso anno per la scuola media hanno tenuto conto dei forti cambiamenti intervenuti nella tipologia dell’utenza e hanno tentato di offrire una risposta adeguata ai nuovi bisogni rilevati, pur all’interno di una concezione dell’educazione degli adulti ancora imperniata sulla scuola quale baricentro dell’istruzione.

D’importanza rilevante è stata l’istituzione a Bergamo del Gruppo Tecnico per l’EDA, previsto da quelle ordinanze ministeriali, che rappresentava un organo di coordinamento provinciale per le iniziative di educazione degli adulti. Esso, presieduto dal Provveditore e composto da rappresentanti dei capi d’istituto e dei docenti dei corsi 150 ore e di alfabetizzazione, ha lavorato per un biennio in merito alla formazione del personale, all’individuazione di strategie per la riduzione del turn-over dei corsisti, al dialogo con gli Enti Locali e alla circolazione delle esperienze formative dei centri della provincia..

L’offerta formativa per gli stranieri anteriormente al 1998, per tutte le scuole sedi di corsi di alfabetizzazione e 150 ore, era così strutturata:

*   corsi per analfabeti anche in lingua madre parlanti/ non parlanti italiano;

*   corsi di consolidamento e approfondimento delle competenze in lingua italiana, finalizzati al conseguimento della licenza di scuola elementare;

*   corsi di lingua italiana per persone scolarizzate nel paese d’origine, non parlanti italiano, finalizzati al conseguimento della licenza elementare;

*   corsi per il conseguimento della licenza media.

Tutti i corsi avevano durata annuale e, come già accennato, uno dei maggiori problemi che gli insegnanti si trovavano ad affrontare era il fatto che solo una parte degli iscritti dava la disponibilità a frequentare corsi della durata di un anno; pertanto nel corso dell’anno c’erano diversi abbandoni e nuove iscrizioni con conseguenti difficoltà riguardo alla gestione didattica e organizzativa dei gruppi classe.

 

 

LA SITUAZIONE ATTUALE

Con l’O.M. 455/’97 e con la conseguente istituzione dei CTP è stato possibile progettare e dar vita a dei percorsi di istruzione/formazione maggiormente rispondenti alle domande di formazione/istruzione espresse dall’utenza.

Grazie alla possibilità di modularizzare l’offerta formativa, di riconoscere quali crediti formativi determinate competenze acquisite tramite istruzione formale e/o pratica lavorativa, di porre al centro dell’attività di progettazione i bisogni espressi dai partecipanti, di poter collaborare con altri enti e di implementare i corsi nelle sedi più idonee alle esigenze all’utenza, l’offerta formativa per gli adulti sia stranieri che italiani è mutata notevolmente, rendendola più flessibile e più centrata sui bisogni dei soggetti in formazione.

Il piano dell’offerta formativa varia da centro a centro, secondo la domanda espressa dall’utenza, dagli enti locali e dalle agenzie del territorio; esso viene tri/quadrimestralmente ed annualmente verificato e rinnovato; le sedi dei corsi, oltre a quelle dei CTP, possono essere quelle messe a disposizione da partner pubblici e privati; le attività vengono svolte in diverse fasce orarie, secondo le esigenze espresse dagli utenti.

Ogni CTP predispone un piano delle attività in parte autonomamente, in parte in collaborazione con altri enti del territorio, che deve essere approvato dal Collegio Docenti dell’Istituto Comprensivo di appartenenza. Il Comitato Tecnico Provinciale, presieduto dal Provveditore e composto da un rappresentante dei dirigenti scolastici, uno dei docenti referenti, uno della Provincia, uno degli Enti Locali e 3 dei sindacati, ha compiti di progettare, coordinare e promuovere iniziative di educazione degli adulti stabilendo criteri comuni d’azione per i CTP, programmare l’informazione e la pubblicizzazione, favorire a livello provinciale ed interprovinciale lo studio e la riflessione sulle questioni didattiche ed organizzative, la raccolta e lo scambio di esperienze. Il Gruppo Operativo Provinciale, organo presieduto dal Provveditore,  composto dai Coordinatori dei centri, dai docenti referenti, e dalla dirigente dell’Ufficio Interventi Educativi dell’Ufficio Scolastico Provinciale che coordina il gruppo su delega del Provveditore, affianca il Comitato Tecnico Provinciale con funzioni di supporto operativo, consulenza, proposta di nuovi indirizzi operativi e monitoraggio dell’attività dei centri.

Anteriormente al 1998 la stragrande maggioranza degli adulti che si rivolgevano ai centri era composta da stranieri che chiedevano corsi di lingua italiana; il numero totale degli iscritti in ogni centro raramente superava le 200 unità.

Con l’istituzione dei CTP c’è stato un aumento esponenziale degli iscritti italiani alle attività promosse dai centri arrivando a registrare più di un migliaio d’iscritti nell’arco di un anno in alcuni centri. Anche per gli iscritti stranieri, seppur in misura ridotta, si è registrato un aumento.

Tutti i centri organizzano dei servizi appositamente per l’utenza straniera, quali:

*   sportello informativo che svolge funzioni di accoglienza e orientamento;

*   testing finalizzato a valutare le competenze in lingua italiana, ma anche in altre discipline;

*   progettazione e realizzazione di percorsi di formazione linguistica;

*   progettazione e realizzazione di percorsi di formazione finalizzati al conseguimento della licenza media o elementare;

*   progettazione e realizzazione di percorsi di formazione linguistica e di orientamento per donne e adolescenti;

*   progettazione e realizzazione dei percorsi di formazione finalizzati al sostegno linguistico per coloro che accedono alla scuola superiore;

*   progettazione e realizzazione dei percorsi di formazione pre-professionale/ professionale, finalizzati all’inserimento nelle scuole di formazione professionale;

*   azioni di tutoraggio e di valutazione individuale;

*   azioni di monitoraggio dei corsi.

 

 

Nel mese di dicembre 2000 nei 6 CTP le iscrizioni ammontavano ad un totale di 6057, di cui 1971 di persone straniere, rappresentanti il 32,54% dell’utenza dei centri EDA.

Di questi, 1275 sono iscritti a corsi di lingua italiana, cioè il 64,53% degli stranieri iscritti alle attività dei centri EDA, ha richiesto la formazione linguistica. Inoltre 235 stranieri sono iscritti ai corsi di licenza media. Se consideriamo il percorso di licenza media come un’estensione del percorso di conoscenza della lingua italiana, la percentuale degli stranieri iscritti ai centri che richiedono la formazione linguistica sale al 76,61%.

Gli iscritti stranieri possono accedere a tutti i corsi ma, come si può vedere dal prospetto sui flussi d’utenza per ora solo una minoranza di essi si rivolge ai centri per frequentare corsi che non siano di lingua italiana.

Si è voluto rilevare la presenza degli stranieri nei corsi d’informatica ed inglese, perché questi due settori sono quelli che raccolgono il maggior numero d’iscrizioni nei centri EDA.

Nel corso del corrente anno scolastico, finora, a fronte di 1804 iscritti ai corsi d’informatica i 256 iscritti stranieri rappresentano il 14,19% degli utenti del settore informatico; su un totale di 1427 iscritti ai corsi di lingua inglese i 102 iscritti stranieri rappresentano il 7,14% .

L’offerta formativa per l’apprendimento della lingua italiana in ogni CTP viene costruita in base alle esigenze d’apprendimento degli iscritti e si configura articolata su differenti livelli di competenza della lingua: dai corsi per analfabeti anche in lingua madre ai corsi per persone parlanti italiano, desiderose di migliorare ulteriormente le abilità di espressione sia scritta che orale, sempre in lingua italiana. Questi corsi si svolgono prevalentemente in orario pomeridiano e/o serale e hanno durata trimestrale o quadrimestrale; la durata del percorso formativo può anche essere annuale o pluriennale, frequentando più corsi consecutivamente.

Sempre più rilevante è la presenza degli adolescenti, che rappresentano l’11% degli stranieri iscritti: nel dicembre 2000 risultano iscritti 216 studenti di età compresa tra i 15 e i 20 anni. Gli studenti di questa fascia d’età generalmente frequentano corsi di lingua italiana e di conseguimento della licenza elementare e/o media. A questa categoria d’utenti si rivolgono i percorsi misti di formazione linguistica/ professionale e quelli finalizzati all’accesso al secondo o terzo anno della scuola superiore, organizzati da alcuni CTP in provincia. Attualmente il CTP di Bergamo “Petteni”, grazie ad un finanziamento regionale, sta realizzando un progetto per gli adolescenti stranieri comprendente, oltre alla formazione in lingua italiana,  attività sportive, esplorazione d’ambiente, utilizzo dei mezzi multimediali.

I centri di Treviglio e Bergamo “ Petteni” organizzano dei corsi di sostegno linguistico per gli studenti stranieri frequentanti le scuole superiori.

Rilevante è anche il numero delle donne straniere frequentanti i corsi di lingua italiana, nel dicembre 2000 risultano essere 365, cioè il 18,51% degli iscritti stranieri. I CTP di Bergamo “Petteni”, Albano S. Alessandro e Ponte S. Pietro ( in quest’ultimo caso in collaborazione con i Comuni di Bonate Sotto, Terno D’Isola, Madone e i rispettivi Istituti Comprensivi Scolastici) organizzano dei corsi in orario mattutino per donne le quali, impossibilitate a frequentare in orario serale chiedono dei corsi di lingua italiana i cui contenuti favoriscano l’orientamento nella società d’accoglienza. Attualmente presso il CTP di Albano è in fase di svolgimento un laboratorio teatrale femminile le cui partecipanti sono donne italiane e straniere: quest’attività si configura come un’importante occasione di dialogo interculturale su tematiche del mondo femminile.

Il CTP della Casa Circondariale offre ai detenuti corsi di alfabetizzazione e di lingua italiana per stranieri; corsi per il conseguimento della licenza media; supporta coloro che vogliono acquisire il  titolo di studio dell’Istituto Tecnico Commerciale ( progetto SIRIO), oltre ad offrire altri corsi di vario  tipo, lingue straniere, laboratori d’informatica, teatrali, di letteratura. E’ in fase d’implementazione un corso di lingua italiana per detenuti minorenni presso la comunità di Sorisole. E’ in fase di realizzazione il progetto d’apertura dello sportello di ascolto e prevenzione per detenuti extracomunitari, nato dalla collaborazione tra l’Associazione Carcere e Territorio, il Centro Servizi Stranieri del Comune di Bergamo, il Servizio di Cooperazione internazionale e il CTP, in accordo con la Direzione della Casa Circondariale.

L’O. M. 455/29-07-97 ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere una maggiore collaborazione tra la scuola e le comunità locali, fra istruzione e formazione professionale per l’inserimento nella vita attiva . Di fatto fin dalla loro istituzione i CTP hanno cercato collaborazioni con gli Enti Locali, con le associazioni di categoria, con le biblioteche e i Centri di Formazione Professionale sia regionali che privati, ed in diversi casi sono nate proficue collaborazioni che hanno consentito la realizzazione di iniziative d’istruzione/formazione rispondenti alla domanda proveniente dal territorio o da specifiche fasce d’utenza. 

Oggi i CTP, nella realtà provinciale, offrono a tutti gli adulti delle opportunità di rientro in formazione. In particolare per gli adulti extracomunitari si configurano come luoghi di riferimento primario per la propria formazione e per l’acquisizione di strumenti utili ad orientarsi nella società d’accoglienza. Oltre al ruolo di agenzie di formazione ed istruzione i centri EDA svolgono anche quello, non meno importante, di promotori di socializzazione favorendo il dialogo tra persone provenienti da culture e  Paesi diversi, e quello di luoghi dove gli adulti accanto ad opportunità di educazione formale (lingue e materie scolastiche) scoprono opportunità di educazione informale.