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Indagine di approfondimento su "Il turismo internazionale dall'aeroporto di Orio al Serio” 


"Il turismo internazionale dall'aeroporto di Orio al Serio”
Analisi e prospettive

 

Caratteristiche dell'indagine


L'indagine, fondata sui dati appositamente forniti da Banca d'Italia, si avvale di un campione di circa 2500 interviste effettuate nell'aeroporto di Orio nel 2010  a turisti stranieri in arrivo e di 1900 interviste effettuate a turisti italiani in partenza da Orio. Ovviamente le prime costituiscono la fonte più interessante per le Istituzioni e gli operatori bergamaschi. Sulla base di questo patrimonio conoscitivo, il rapporto si articola nei seguenti punti:
Gli stranieri all'aeroporto di Orio, in cui viene analizzato il profilo e il comportamento di tutti gli stranieri che atterrano ad Orio;
Gli stranieri che si fermano nel territorio Bergamasco e che costituiscono oggi il 17,5% dei passeggeri stranieri in arrivo ad Orio;
I principali mercati di provenienza, in cui viene effettuato un approfondimento dei principali mercati di ORIO, ovvero Spagna,  Germania, Gran Bretagna e paesi dell'Est Europa, congiuntamente considerati;
L'impatto economico sul territorio bergamasco, derivante dal turismo straniero proveniente dall'aeroporto di Orio;
Gli Italiani all'estero, in partenza da Orio.

 

Principali risultati sugli stranieri ad Orio e nel territorio bergamasco


• Sono circa 1, 6 milioni i passeggeri stranieri che nel 2010 sono arrivati ad Orio. Di questi circa 280 mila si sono fermati nel territorio bergamasco, per un totale di quasi 1,5 milioni di notti. 

• l profilo del turista che atterra ad Orio non è cambiato in modo marcato rispetto al passato. Si tratta in prevalenza di un turista in età attiva, ma vi è una certa tendenza al contrarsi della componente più giovane, non attribuibile ad una minore propensione al volo da parte dei più giovani, quanto piuttosto a nuovi collegamenti resisi disponibili in prossimità di destinazioni del target giovanile (es sedi universitarie), che sicuramente resta uno dei principali fruitori del volo low cost. Si conferma comunque che il volo low cost  non è una modalità di viaggio per i più anziani, che probabilmente preferiscono modalità più comode, e più facilmente accessibili.

• Il mutamento nella composizione percentuale delle provenienze è stato vistoso negli ultimi anni, soprattutto attraverso il calo del passeggero nord europeo a favore di un passeggero sud europeo (Spagna) ed anche extra europeo. Oggi gli Spagnoli rappresentano il 31,7% degli arrivi ad Orio, mentre i Britannici sono scesi allo 10,4% per effetto dell'indebolimento della sterlina e della crisi che li ha pesantemente colpiti; nel 2008 i Britannici erano il 21,8% e nel 2006 addirittura il 37%. I Tedeschi   incrementano  la loro quota , oggi al 11,1%. I paesi dell'Est EU, congiuntamente considerati sono all'8,3%.  Tutto questo dipende in buona parte dall'evoluzione dei  collegamenti dell'aeroporto, quindi in ultima analisi dalle politiche aeroportuali.  La permanenza media è aumentata e questo porta ad immaginare una maggior componente di turisti non leisure, impegnati in soggiorni piuttosto lunghi per motivi di lavoro o di studio; sono soprattutto i turisti provenienti dai Paesi dell'Est e dai paesi emergenti che interpretano questo profilo. 

• Il fenomeno più significativo è dato dalla diminuzione della spesa media, che oggi si colloca pro capite giornalieri per la media degli stranieri in arrivo e sui  57 per coloro che soggiornano in territorio bergamasco (nel 2008 era di 72 Euro per il totale passeggeri e di 82 Euro per coloro che si fermavano in territorio bergamasco). Il calo sensibile rispetto al recente passato comporta il cambiamento del profilo economico del turista, che oggi è mediamente meno disponibile ad apportare risorse al territorio. E' questo un fenomeno proprio dell'aeroporto di Orio, conseguente ad un insieme di fenomeni ben evidenziati nello studio.  Negli anni precedenti il passeggero low cost non sembrava essere anche un passeggero "low price” dal momento che il suo comportamento economico non era dissimile da quello di un passeggero tradizionale; oggi - almeno per quanto riguarda Orio - la diversità sembra essersi accentuata. L'impatto economico sul territorio bergamasco viene stimato in circa 84 milioni di Euro, derivante dalle sole spese turistiche degli stranieri (in arrivo ad Orio, ovviamente), che con gli effetti indiretti e indotti dovrebbe portare ad un Valore Aggiunto per la provincia di 162 milioni di Euro.
 
• In questa dinamica il territorio bergamasco esce comunque bene. Sebbene la spesa media sul territorio sia diminuita ancor di più di quella della media degli arrivi ad Orio, Bergamo come destinazione turistica ne ha comunque beneficiato in termini di movimenti turistici. Ne ha beneficiato in generale la Lombardia e tra le province lombarde quella che ne ha beneficiato di più è stata proprio la provincia di Bergamo, con un incremento della quota percentuale di turisti in arrivo ad Orio che la scelgono come destinazione che è passata dal 8,8% al 17,5% ed quindi è raddoppiata in 6 anni. In sostanza, se solo pochi anni fa l'aeroporto di Orio era soprattutto una porta per raggiungere Milano e le altre destinazioni lombarde e nazionali, oggi è anche una porta per visitare la città.  Le motivazioni di questo nuovo ruolo del territorio sono diverse:
• l'incremento dei voli low cost in altri aeroporti ha concentrato i flussi di Orio verso le destinazioni più vicine all'aeroporto;
• i turisti inizialmente in arrivo ad Orio ma diretti in altre località, si sono progressivamente accorti delle opportunità turistiche offerte dalla città e dal territorio e l'hanno successivamente eletta a destinazione principale;
• la strategia di promozione effettuata da Turismo Bergamo presso le città collegate con Orio ha dato progressivamente sempre maggiori frutti.

 

I principali mercati



Relativamente ai mercati di Spagna, Germania,  Gran Bretagna e paesi dell'Est EU, si rilevano i seguenti comportamenti  principali:
Tedeschi e Britannici
I due mercati tendono oggi ad assomigliarsi molto; la maggior parte degli indicatori infatti sono simili, anche se permangono alcune differenze che interpretano anche comportamenti turistici diversi.  Le principali riguardano: la componente di viaggiatori meno giovani, molto più alta nei Britannici, la quota che viene per ragioni di lavoro, molto più elevata nei Tedeschi, e la quota di coloro che sono diretti a Milano, dove la differenza è comunque minore.
Nel 2006 e anche nel 2008 le differenze erano molto più marcate; soprattutto la spesa dei Britannici era decisamente superiore e lo era anche in funzione del diverso turismo prevalente che caratterizzava  i due mercati:  molto più leisure e itinerante  quello britannico e molto più stanziale e orientato al business quello tedesco. Questi due mercati (che probabilmente hanno un comportamento simile agli altri nord europei) restano comunque i mercati più interessanti per il territorio, con una spesa decisamente superiore alla media.

 

Gli Spagnoli

Sono la componente più consistente degli arrivi ad Orio e manifestano ancora con una capacità di spesa inferiore ai mercati nord europei. Questa differenza comunque va attenuandosi e anche il comportamento tende ad omogeneizzarsi rispetto ai Tedeschi e ai Britannici.  Gli Spagnoli sono decisamente più giovani,  ma non si tratta solo di studenti, la cui quota si è nel tempo ridimensionata; hanno una permanenza media molto simile a quella degli altri, una quota di vacanza non dissimile, una quota che viene per lavoro piuttosto marginale e una quota che sceglie l'albergo un po' più bassa degli altri, ma non moltissimo. Quindi si tratta in buona parte di un turista che viene  per svago, solo che lo pratica in modo un po' più economico; Bergamo è per lui una destinazione interessante che si avvicina alla attrazione, ovviamente superiore di Milano.

 

Gli Esteuropei


Oltre a costituire una quota ancora piuttosto contenuta, sotto il profilo quantitativo, interpretano evidentemente un mercato diverso dai precedenti e il basso livello di spesa - pari a meno della metà di Tedeschi e anche di Britannici - lo sintetizza efficacemente.  E' evidente che si tratta di un mercato in parte alimentato o connesso ai fenomeni migratori: lo indica, oltre alla spesa, innanzitutto la permanenza media, di gran lunga superiore alle altre, la modalità prevalente di alloggio,  per quasi la metà presso parenti e amici,  e anche la bassa quota di over 45.  Tuttavia anche dall'Est Europa (in questo caso potrebbe essere interessante considerare la differenza tra paesi) proviene  un mercato, seppure  modesto, che già pratica la vacanza ; naturalmente si tratta di una vacanza più economica e comunque limitata ad alcuni paesi, ma comunque interessante soprattutto in relazione alle prospettive future.  

  


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