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Competenze dell'Ufficio Derivazioni

La L.R. 5 gennaio 2000 n. 1 Riordino del sistema delle Autonomie locali in Lombardia. Attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello stato alle Regioni e agli Enti locali, in attuazione del Capo I della Legge 15 marzo 1997, n. 59) ha disposto:

all'art. 3, comma 108, punto f), che la Regione realizzi intese sulle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche e rilasci, acquisiti i pareri delle Province e dei Comuni, in coerenza con le direttive regionali in materia e con il piano degli usi delle acque previsto dalla L.R. 21/98, delle ulteriori concessioni di grandi derivazioni avvalendosi degli uffici tecnici delle Province; 

al comma 111 del soprarichiamato Articolo, di delegare alle Province le funzioni relative a:
a) rilascio di autorizzazioni allo scavo dei pozzi e agli attingimenti di cui al T.U. approvato con R.D. 1775/1933
b) rilascio di concessioni relative alle piccole derivazioni di cui al T.U. approvato con R.D. 1775/1933;
c) delimitazioni delle aree di rispetto delle captazioni potabili;
d) polizia delle acque di cui alle lettere a), b), c).

A far data dal 1 luglio 2001 le Amministrazioni provinciali si sono pertanto attivate in merito a quanto sopra, secondo le disposizioni comunicate dalla Regione Lombardia, ricevendo e istruendo le nuove pratiche di piccole derivazioni di acque e relative a:

  • autorizzazioni allo scavo dei pozzi
  • rilascio nulla-osta alla chiusura pozzi
  • rilascio licenze di attingimento di acque da corsi d'acqua superficiali
  • rilascio concessioni per piccole derivazioni di acque, per uso diverso, da pozzi e da corsi d'acqua superficiali
  • autorizzazione alle ridelimitazioni delle zone di rispetto delle captazioni ad uso potabile asservite a opere acquedottistiche
  • rinnovi di concessioni in scadenza
  • sub-ingressi, volture, revoche, etc.
  • varianti sostanziali e non (Art. 49, commi 1 e 2, del T.U. 1775/33)
  • Art. 93 del T.U. 1775/33: scavo pozzi e derivazioni d'acqua ad uso domestico.

Successivamente, e a far data dal 1 gennaio 2003, sulla base dei contenuti del protocollo d'intesa siglato tra Regione e Province Lombarde e approvato con Dgrl VII/10146 nel 2002, gli Uffici provinciali della struttura del territorio - Sede Territoriale di Bergamo (S.T.E.R.) - hanno completato le residue attività, in merito alle competenze relative le materie delegate di cui alla L.R. 1/2000, art. 3, Commi 108 e 111, trasferendo definitivamente in data 21 gennaio 2003 alla Provincia le pratiche di piccole derivazioni.

La L.R. 26/2003, recante per oggetto Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche, contiene al Titolo V la normativa relativa alla disciplina delle Risorse idriche, dove all'art. 43 definisce le funzioni spettanti alle Province in materia di risorse idriche, mentre all'art. 57 sono specificate le abrogazioni delle norme precedenti. A questo proposito, la delimitazione delle zone di tutela assoluta e di rispetto delle captazioni potabili erogate a terzi mediante impianto di acquedotto spetta ai Comuni.

Risultano altresì di nuova competenza della Provincia la nomina dei regolatori ai sensi dell'art. 43, comma 3, del T.U. 1775/33, nonché il rilascio di autorizzazioni e concessioni relative a:

1. nuove domande inerenti grandi derivazioni idriche
2. la costruzione, esercizio e vigilanza delle dighe e approvazione dei relativi progetti di gestione, ai sensi dell'art. 40 del D.Lgs. 152/1999.