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Val Tartano (codice IT2040029)

Provincia: Bergamo, Sondrio
Comuni: Mezzoldo, Tartano
Ente gestore: Parco Orobie Valtellinesi
Area: 1.452 ettari
Regione bio-geografica: Alpina
Altitudine: 1.376/2.542 metri sul livello del mare
Aree Protette: Parco Regionale delle Orobie Bergamasche, Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi

QUALITA' E IMPORTANZA
La varietà e la qualità degli habitat presenti è elevata. Parte dei pascoli si presentano in uno stato di abbandono, come testimoniato dall'avanzamento dell'estensione delle brughiere; le attività agro-silvo-pastorali presenti mantengono i pascoli, e i relativi habitat in un buono stato di conservazione. La componente floristica è ben rappresentata, si segnalano entità importanti con popolazioni ridotte (Allium victorialis, Carex microglochin). Numerose altre specie incrementano la ricchezza floristica e la biodiversità. Alcune di esse sono considerate specie protette di cui è vietata la raccolta nella provincia di Sondrio, dal Decreto del presidente della giunta provinciale del 6 marzo 1979, numero 2272. Si includono inoltre le specie del sottobosco soggetti a raccolta limitata, tutelate dall'art. 18 della Legge Regionale del 27 luglio 1977 n. 33.

VULNERABILITA'
3130: Normalmente si tratta di un habitat stabile poiché contraddistinto da un alternanza di periodi con presenza di acqua ad altri di secchezza. Queste condizioni risultano infatti sopportabili da poche specie altamente specializzate che riducono  le possibilità di insediamento ad altre entità. Nonostante ciò, è un habitat estremamente sensibile,in particolare registriamo le dimensioni estremamente ridotte dell'area inondata semipermanente e l'avanzata fase di costipamento prodotta della vegetazione anfibia. Tendenza evolutiva spontanea verso le comunità di aree umide, rappresentate da numerose specie turficole acidofile quali Carex fuscae, Carex stellulata, Viola palustris ed Eriophorum angustifolium. Inoltre l'habitat è fortemente sensibile a un eventuale alterazione chimica della qualità delle acqua (eutrofizzazione, inquinamento di sostanze azotate).
6230: Numerosi studi hanno permesso di evidenziare quanto segue: il carico e la durata del pascolamento sono gli elementi che regolano la struttura di queste praterie: a valori elevati corrispondono dominanze assolute del nardo, con evidente riduzione delle specie buone foraggiere; al contrario, l'uso razionale o per tempi ridotti del pascolamento determina una maggiore ricchezza floristica, che comprende quantità variabili delle specie indicatrici della vegetazione originaria. Infine, un ulteriore elemento di disturbo e danno alla comunità dei nardeti è rappresentato dagli incendi.
6520: I prati da sfalcio sono legati alla presenza dell'uomo. Solo la sua incessante attività di taglio e fienagione per il sostentamento del bestiame, ha infatti permesso l'esistenza ed il mantenimento di questi consorzi erbacei. Un tempo maggiormente diffusi, i triseteti, attualmente si presentano in uno stato di abbandono. In alcuni casi, i prati falciati sono ora pascolati da bestiame bovino o ovicaprino, con la conseguente modificazione del corteggio floristico, verso una diminuzione della ricchezza floristica. Occorrerebbe quindi, favorire un recupero delle attività agrosilvopastorali, finqalizzate al mantenimento dei triseteti.
7140: Le dinamiche successionali, suggeriscono come questi ambienti siano estremamente effimeri. Tale condizione, per quanto transitoria, andrebbe mantenuta (soprattutto per il suo elevato valore naturalistico), evitando ogni forma di deterioramento quali azioni di captazione delle sorgenti, di drenaggio e di deviazione di piccoli corsi d'acqua.

19 marzo 2009