Logo Provincia di Bergamo
Benvenuti nel sito della Provincia di Bergamo

Salta la navigazione principale

Sei in: Home / ATTIVITA' / Ambiente / Aree protette e biodiversitą
Acarattere piccolo - Acarattere medio - Acarattere grande
|
  data odierna:   
|

Valtorta e Valmoresca (codice IT2060001)



Provincia:
Bergamo
Comuni: Averara, Santa Brigida, Cusio
Ente gestore: Parco Orobie Bergamasche
Area: 1.682 ettari
Regione bio-geografica: Alpina
Altitudine: 738/2.370 metri sul livello del mare
Aree Protette: Parco Regionale delle Orobie Bergamasche

L'area, solcata dal torrente Mora, è localizzata nel più ampio bacino della Valle Brembana, posta sul versante idrografico di destra del ramo di Mezzoldo del fiume Brembo.
Il perimetro si articola dal confine provinciale a nord fino a spingersi al centro abitato di Valmoresca a sud, e dalle pendici del Dosso Gambetta a est fino al monte Valletto a ovest.
Presenta una buona varietà di habitat e di specie; la diversità ambientale trae origine dai ripidi gradienti altitudinali, dalla morfologia tormentata che rispecchia anche una accentuata erosione fluviale e un intenso rimodellamento glaciale, e dalla molteplicità delle differenze microclimatiche che favoriscono un variegato mosaico di vegetazioni, soprattutto nel settore più settentrionale e ipsofilo del sito.
La presenza di versanti ripidi e rupi estese rende assai difficoltoso l'accesso in taluni ambiti che quindi evolvono in completa spontaneità; viceversa, in altri settori le forme addolcite di dorsali importanti hanno permesso estensivi sfruttamenti pascolivi e sono tuttora di facilissimo accesso. La Valmoresca è un discreto esempio di qualità ambientale naturale a chiare impronte antropiche. La qualità del sito risulta buona anche in ragione della ridotta antropizzazione dell'area.

QUALITA' E IMPORTANZA
La Valmoresca appartiene al settore centro-occidentale del versante meridionale delle Alpi Orobie, in particolare al bacino del fiume Brembo, ha un orientamento Nord-Sud ed uno sviluppo altitudinale di oltre 1500 m e il substrato è di natura acidofila. Possiede una buona varietà di specie e di habitat, in gran parte contemplati nell'allegato I) della Direttiva Habitat, sia di serie dinamiche naturali proprie delle aree delle fasce altitudinali subatlantica-borale-alpica, sia delle serie che risentono delle attività antropiche, in particolare del pascolamento. La diversità ambientale trae origine dai ripidi gradienti altitudinali, dalla morfologia tormentata, che rispecchia l'alternanza delle formazioni geologiche, dall'intenso rimodellamento glaciale, da un'erosione fluviale spiccata. La molteplicità delle condizioni microclimatiche ha permesso l'insediamento di un ricco mosaico di vegetazioni, soprattutto nel settore più settentrionale e ipsofilo del sito. La presenza di versanti ripidi e rupi estese rende assai difficoltoso l'accesso in taluni ambiti che quindi evolvono in completa spontaneità, viceversa, in altri settori le forme addolcite di dorsali importanti hanno permesso estensivi sfruttamenti pascolivi e sono tuttora di facilissimo accesso. Tra le specie di maggior pregio spicca Sanguisorba dodecandra, vigoroso endemita orobico, presente a fianco del torrente della Valmora oltre i 1300 m in nuclei discontinui. Nel sito sono presenti le specie tipiche della avifauna alpina. Di notevole interesse sono i tetraonidi Tetrao tetrix , Bonasa bonasia, Lagopus mutus e Dryocopus martius specie di estremo interesse biogeografico a corologia eurosibirica boreoalpina.
La Valmoresca è un mirabile esempio di qualità ambientale naturale con chiare impronte antropiche. La qualità del sito risulta buona anche in ragione della ridotta antropizzazione dell'area, sebbene sia attraversata nella parte alta da una strada di valico nota e utilizzata soprattutto da i flussi turistici.

VULNERABILITA'
Le principali pressioni sugli habitat derivano dagli impatti antropici collegati ai fenomeni indotti dalla strada di valico (verso Passo S. MArco) a nord est, dagli impianti di risalita (Piani dell'Avaro) ai limiti sud overt del sito e dall'utilizzo delle infrastrutture connesse allo sfruttamento idrico ai fini energetici (bacino idroelettrico, strade e strutture di servizio); nuovi insediamenti ricettivi, nuove strade, ampliamenti degli impianti attuali di risalita anche nei pressi potranno condizionare negativamente l'integrità attuale di ampi settori vallivi.
Le praterie secondarie contemplate nella Direttiva Habitat potranno essere conservate solo con un'adeguata permanenza dei fattori di origine antropica attinenti l'allevamento ovino e bovino. In alternativa si registrerà l'avanzata della fascia boscata già piuttosto estesa soprattutto nei versanti più incassati.

19 marzo 2009