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Alta Val Brembana - Laghi Gemelli (codice IT2060003)



Province:
Bergamo
Comuni: Branzi, Carona, Gandellino, Valgoglio
Ente gestore: Parco Orobie Bergamasche
Area: 4.251 ettari
Regione bio-geografica: Alpina
Altitudine: 1.550/2.808 metri sul livello del mare
Aree Protette: Parco Regionale delle Orobie Bergamasche

L'area è localizzata nella pendice nordorientale del bacino della Valle Brembana, lungo il ramo di Carona del fiume Brembo. Il perimetro, assai ampio, si articola dal confine provinciale a nord fino al Pizzo dell'Orto a ovest, alla stessa longitudine del centro di Carona.

QUALITA' E IMPORTANZA
L'importanza del sito è data dall'elevata diversità di habitat, in condizioni di buona conservazione, dalle formazioni forestali di aghifoglie alle praterie naturali dei crinali e dei versanti più acclivi, fino alla vegetazione delle pietraie e delle rupi silicee. Va sottolineata l'estesa presenza di coltri detritiche più o meno consolidate che ospitano stazioni di Viola comollia e Androsace alpina e di pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica di rupi silicee fra cui si annoverano Androsace vandelli, Phyteuma hedraianthyfolium, Primula hirsuta. Degni di nota sono i megaforbieti in cui spicca l'endemita orobico Sanguisorba dodecandra e i varieti a Festuca scabriculmis endemismo che caratterizza i versanti sud occidentali dell'arco alpino. Significativa è la presenza di piccole torbiere di transizione con una ricca vegetazione igrofila a Sheuchzeria palustris. Sulle pendici del M. Cabianca da segnalare, nelle stazioni più acclivi, la presenza di Pinus cembra. Tra le specie di maggior pregio spicca, oltre alle già citate, Listera cordata.
Particolarmente diversificata risulta la zoocenosi vertebrata dell'orizzonte alpino e nivale, in cui elemento significativo risulta la presenza regolare di Aquila chrysaetos. Buone le presenze numeriche di tetraonidi tra cui spicca Lagopus mutus e il fasianide Alectoris graeca. Il modesto grado di antropizzazione dell'area di pertinenza del sito favorisce il buon livello di conservazione degli habitat che lo caratterizzano.

VULNERABILITA'
Il maggiore fattore di rischio per gli habitat del sito è legato alla presenza di una elevata concentrazione di bacini idrici artificiali connessi alla produzione di energia idroelettrica e delle relative infrastrutture di servizio e strade.

19 marzo 2009