Logo Provincia di Bergamo
Benvenuti nel sito della Provincia di Bergamo

Salta la navigazione principale

Sei in: Home / ATTIVITA' / Ambiente / Aree protette e biodiversitą
Acarattere piccolo - Acarattere medio - Acarattere grande
|
  data odierna:   
|

Alta Val di Scalve (codice IT2060004)



Provincia:
Bergamo
Comuni: Azzone, Schilpario, Vilminore di Scalve
Ente gestore: Parco Orobie Bergamasche
Area: 7.038,10 ettari
Regione bio-geografica: Alpina
Altitudine: 793/2.687 metri sul livello del mare
Aree Protette: Parco Regionale delle orobie Bergamasche

L'area è localizzata nel settore di nord-est della provincia bergamasca, compresa nel più ampio comprensorio della Valle Seriana.
Il perimetro, assai ampio, è definito in larga misura dal confine provinciale a nord, est e sud fino a chiudersi a forma di cul de sac escludendo il centro abitato di Schilpario.

QUALITA' E IMPORTANZA
Nell'area si rinvengono tipologie ambientali differenziate principalmente in funzione del gradiente altitudinale: dalle formazioni forestali di latifoglie, alle quote inferiori, alle praterie naturali dei crinali e dei versanti più acclivi. La litologia, con prevalenza di substrati carbonatici sul versante S della valle e silicei sul versante N, induce un'ulteriore diversificazione nell'eco-mosaico, con conseguente, rilevante incremento della biodiversità complessiva.
Il contesto paesaggistico, di assoluta rilevanza e contraddistinto da un grado di antropizzazione relativamente ridotto, contribuisce a fare di quest'area una delle più interessanti in assoluto della montagna bergamasca.
Ricca è la fauna presente, sia a livello qualitativo che quantitativo, a causa la vastità del territorio. Tutta l'avifauna alpina è ben rappresentata. Sono presenti tutte le categorie tassonomiche principali: Accipitridi (Aquila chrysaetos e lo svernante Circus cyaneus), Strigidi (Bubo bubo e Aegolius funereus), Tetraonidi (compare l'ormai raro Tetrao urugallus oltre a Tetrao tetrix, Bonasa bonasia, Lagopus mutus), Fasianidi (Alectoris graeca) e Dryocopus martius.

VULNERABILITA'
Sul territorio insistono ancora, in misura apprezzabile,  attività tradizionali quali l'allevamento e la selvicoltura, praticate secondo modalità a ridotto impatto ambientale. La morfologia, con numerose valli laterali a versanti acclivi e accidentati, impone peraltro limiti naturali allo sviluppo di tali attività, favorendo il mantenersi di un elevato livello di naturalità complessiva. Possibili fattori di rischio sono rappresentati dall'espansione di insediamenti residenziali, a carattere turistico, soprattutto nei dintorni di Vilminore e di Schilpario, unitamente allo sviluppo degli sport invernali nella zona compresa tra Schilpario e il Passo di Campelli.

19 marzo 2009