Logo Provincia di Bergamo
Benvenuti nel sito della Provincia di Bergamo

Salta la navigazione principale

Sei in: Home / ATTIVITA' / Ambiente / Aree protette e biodiversitą
Acarattere piccolo - Acarattere medio - Acarattere grande
|
  data odierna:   
|

Boschi dell'Astino e dell'Allegrezza (codice IT2060012)



Provincia:
Bergamo
Comune: Bergamo, Mozzo
Ente gestore: Parco Colli di Bergamo
Area: 60 ettari
Regione bio-geografica: Alpina
Altitudine: 248/370 metri sul livello del mare
Aree Protette: Parco Regionale dei Colli di Bergamo

L'area è compresa in una piccola valle dei Colli di Bergamo, nella parte nord occidentale del Comune di Bergamo. Il perimetro si articola lungo i boschi omonimi aventi come riferimenti territoriali l'ex monastero di Astino e i ruderi della cascina Allegrezza.

QUALITA' E IMPORTANZA
Sito caratterizzato da alcuni habitat divenuti piuttosto rari nella Pianura Padana e di rilevante importanza naturalistica, propri di un ambito collinare dolce e di poco elevato sulla alta pianura bergamasca, che si raccorda proprio in questo contesto con i primi rilievi del sistema orografico alpino. Il substrato è prevalentemente di natura colluviale arenaceo, con elevata frazione micacea, all'origine di suoli profondi. Buona la disponibilità di acqua nel suolo, nel Bosco di Astino e di Carpiane per l'esposizione settentrionale e la profondità, nel Bosco dell'Allegrezza per la morfologia articolata in vallecole con suoli pesanti, a forte componente argillosa. La gestione degli ultimi decenni e il relativo abbandono hanno permesso in più punti un'evoluzione tesa alla ricostituzione di comunità molto evolute da un punto di vista strutturale e compositivo. Le aree terrazzate o meno gestite a pascolo o vigneto sono in fase avanzata riforestazione. I nuclei migliori sono osservabili nel bosco di Astino che, grazie all'esposizione nord-occidentale, si è conservato tale da lunghissimo tempo, e nella parte centrale e basale del bosco dell'Allegrezza, ove il terreno soggetto ad affioramenti umidi favorisce le componenti meso-igrofile dei querceti. Localmente le querce, tra le quali è molto diffusa Q. cerris, sono accompagnate da specie arboree che tendono a differenziare sottosettori non discriminabili da un punto di vista sintassonomico e caratterizzati dall'abbondanza alterna di Platanus hybrida, Fraxinus ornus, Robinia pseudoacacia, Castanea sativa, Ulmus minor. In subordine sono i tratti boschivi di espluvio e termicamente più favoriti indicati ad esempio dalla presenza di Viburnum lantana, Cornus mas, Buglossoides purpurocaerulea Il tratto di bosco igrofilo ad Alnus glutinosa nel bosco dell'Allegrezza è collocato in un'area sortumosa di compluvio pedecollinare del Bosco dell'Allegrezza, ove convergono più vallecole che determinano un surplus idrico rispetto alle aree appena più rilevate. Questo tratto umido si compenetra irregolarmente con il querceto misto impostato sui versanti circostanti, mentre ai limiti inferiori con le siepi dominati dalla robinia e dal rovo (R. gr. fruticosus), la composizione floristica rispecchia bene tali influenze. Il tratto di bosco umido adiacente il querceto di Astino, rispetto al precedente si distingue per la dominanza di Salix alba su Alnus glutinosa, in relazione all'evoluzione spontanea più eliofila evidenziata dalla comunità a partire dagli anni ''70 del secolo scorso. La tipologia deriva dalla presenza di falda elevata in posizione pedecollinare in area attraversata da due canali che drenano la base del versante boschivo e le piane agricole di fondovalle, oltreché raccogliere il deflusso del bacino vallivo. Il tratto umido del bosco di Carpiane, dominato da Populus tremula e Alnus glutinosa ha origini analoghe al piede della collina ed è soggetto a fasi invernali rigide a causa dell'esposizione settentrionale.
In continuità con esso vi sono: un molinieto con Calluna vulgaris, testimonianza relittuale della fase in cui l'area era oggetto di pascolamento e riconducibile agli "ericeti" segnalati nella metà dell'Ottocento sulle colline di Bergamo da Lorenzo Rota, tutt'ora dotata di una florula ormai rara nel resto del Parco dei Colli; una depressione umida in forma lineare con alimentazione sorgentizia con corteggio igrofilo che è una stazione relitta di Eriophorum latifolium e in cui in anni recenti era stata osservata anche Epipactis palustris.
Le specie vegetali indicate nel paragrafo 3.3 con motivazione D sono in massima parte entità protette da specifici provvedimenti regionali, le restanti invece sono entità rare o rarissime nel Parco. Galanthus nivalis, Epipactis palustris e Orchis maculata sono state aggiunte perché contemplate da CITES. Il carattere relitto, la rarità dei boschi collinari e pedecollinari con aspetti di elevata naturalità in ambito lombardo e la particolarità di alcune zone come quella allagata, dove si riproducono diverse specie di anfibi, tra cui Rana latastei, nonché la prateria acidofila con Calluna vulgaris e la depressione umida in grado di ospitare Eriophorum latifolium, ne fanno un sito di alta qualità e funzionalità a livello ecologico e degno di alta protezione, considerando anche l'elevato grado di antropizzazone della zona circostante. Anche la componente faunistica risulta particolarmente ricca e ben differenziata, pur mancando a causa delle limitate dimensioni del SIC specie ornitiche nidificanti incluse nell'Allegato 1, della Direttiva 79/409 CEE. Per la conservazione delle popolazioni di Rana latastei si rende importante il mantenimento delle scoline e dei fossati situati nella piana di Astino dove la
specie si riproduce.
Il sito soffre di tutti gli effetti negativi dovuti alla sua collocazione vicino alla città, primo fra tutti il disturbo antropico causato dall'insufficiente regolamentazione dell'accessibilità, che si concretizza in un degrado non irrilevante, data l'esiguità della superficie interessata. Tale disturbo interferisce in particolare con le componenti erbacee e animali, mentre il soprassuolo arboreo di maggior pregio dimostra buona capacità di tenuta rispetto alle interferenze. L'ingresso di specie vegetali esotiche e le banalizzazioni floristiche causate da calpestamenti e rimaneggiamenti del suolo sono alcune pressioni che possono compromettere le qualità riconosciute. Le intrusioni di Robinia pseudoacacia che si sono verificate in alcune zone marginali o degradate, anche favorite da tagli drastici effettuati in passato,devono essere tenute sotto controllo e possibilmente eliminate. Le possibilità di espansione del bosco sono limitate alle aree un tempo coltivate e ove, in più casi, l'evoluzione è di molto rallentata da rovo, vitalba e vite; in tali ambiti è necessaria una politica gestionale favorevole alle comunità biologiche di maggior pregio.
E' inoltre necessaria la creazione di una fascia di rispetto, ora del tutto assente, che abbia anche funzione di raccordo tra i due nuclei (Astino- Allegrezza) e che dovrebbe interessare sia i terrazzamenti che le aree coltivate presenti.
Ulteriori corridoi ecologici da connettere ai nuclei di pregio sono da ricercare nei territori circostanti. Il bosco meso-igrofilo di Astino è soggetto a eccessivi drenaggi e pertanto tende ad affrancarsi dall'acqua.
A Carpiane il molinieto con Calluna vulgaris e la depressione umida sono minacciate sia dall'evoluzione spontanea in senso forestale che banalizzerebbe la florula consigliabile il taglio periodico ed il pascolamento temporaneo), sia dalle modificazioni nella disponibilità di acqua nell'impluvio a causa di deviazioni, prelievi, drenaggi, già verificatisi in passato.

VULNERABILITA'
Il sito soffre di tutti gli effetti negativi dovuti alla sua collocazione vicino alla città, primo fra tutti il disturbo antropico causato dall'insufficiente regolamentazione dell'accessibilità, che si concretizza in un degrado non irrilevante, data l'esiguità della superficie interessata.
Tale disturbo interferisce in particolare con le componenti erbacee e animali, mentre il soprassuolo arboreo di maggior pregio dimostra buona capacità di tenuta rispetto alle interferenze. L'ingresso di specie vegetali esotiche e le banalizzazioni floristiche causate da calpestamenti e rimaneggiamenti del suolo sono alcune pressioni che possono compromettere le qualità riconosciute. Le intrusioni di Robinia pseudoacacia che si sono verificate in alcune zone marginali o degradate, anche favorite da tagli drastici effettuati in passato,devono essere tenute sotto controllo e possibilmente eliminate. Le possibilità di espansione del bosco sono limitate alle aree un tempo coltivate e ove, in più casi, l'evoluzione è di molto rallentata da rovo, vitalba e vite; in tali ambiti è necessaria una politica gestionale favorevole alle comunità biologiche di maggior pregio.
E' inoltre necessaria la creazione di una fascia di rispetto, ora del tutto assente, che abbia anche funzione di raccordo tra i due nuclei (Astino- Allegrezza) e che dovrebbe interessare sia i terrazzamenti che le aree coltivate presenti.
Ulteriori corridoi ecologici da connettere ai nuclei di pregio sono da ricercare nei territori circostanti. Il bosco meso-igrofilo di Astino è soggetto a eccessivi drenaggi e pertanto tende ad affrancarsi dall'acqua. A Carpiane il molinieto con Calluna vulgaris e la depressione umida sono minacciate sia dall'evoluzione spontanea in senso forestale che banalizzerebbe la florula consigliabile il taglio periodico ed il pascolamento temporaneo), sia dalle modificazioni nella disponibilità di acqua nell'impluvio a causa di deviazioni, prelievi, drenaggi, già verificatisi in passato.

19 marzo 2009