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Immigrazione in provincia di Bergamo: presentato il VII rapporto

logo stilizzatoSPAZIO VITERBI
Bergamo, Palazzo della Provincia di via Tasso 8
Informazioni: telefono 035.387611
segreteria.politichesociali@provincia.bergamo.it

Mercoledì 16 dicembre 2009 alle ore 11, nello spazio Viterbi della Provincia si è svolta la presentazione del settimo Rapporto sull'immigrazione straniera a Bergamo e provincia, curata dal settore Politiche sociali e Salute nel quadro delle attività dell'Osservatorio regionale per l'integrazione e la multietnicità (ORIM).

Scarica le slide illustrative dell'indagine (in power point) 3.9M

Scarica il volume .pdf 2,7M

copertina pubblicazione in tonalità verdiIl Rapporto offre le stime della popolazione straniera presente nella nostra provincia al 1° luglio 2008, comparandola anche con quella delle altre province lombarde. Consente in pratica di conoscere in modo più dettagliato un fenomeno ormai strutturale della nostra società: basti pensare che in un territorio in cui vivono oltre 1 milione di persone 115mila provengono da Paesi europei ed extraeuropei.

I lavori sono stati introdotti dall'assessore alle Politiche sociali e Salute Domenico Belloli, che ha evidenziato la validità di questo annuario statistico "ormai giunto alla relatori allo spazio Viterbisettima edizione, il che testimonia l'interesse delle istituzioni e della volontà di conoscenza del fenomeno, che investe soprattutto il Settentrione". "Bergamo - ha continuato Belloli - è al terzo posto in Lombardia per numero di immigrati e presenta alcune costanti che rimangono invariate nel tempo: la presenza preponderante dei maschi sulle femmine (56%); un'ampia diffusione territoriale che crea situazioni di criticità (ad esempio Zingonia) e un forte inserimento degli stranieri nel mercato del lavoro e in quello della casa".

Silvano Gherardi, dirigente del settore Politiche sociali e Salute, ha ringraziato l'assessore che dopo essersi insediato ha voluto da subito dare continuità al progetto. "Il rapporto sull'immigrazione - ha dichiarato Gherardi - è un momento importante e rientra nell'ampia attività della Provincia su questo argomento, a cominciare dall'azione di coordinamento degli sportelli. A questo proposito, stiamo programmando un corso per migliorare e aggiornare le professionalità coinvolte".

panoramica dello spazio Viterbi durante la presentazioneAlessio Menonna, ricercatore dell'Osservatorio regionale - Fondazione ISMU, ha illustrato i vari aspetti che emergono dall'indagine compiuta: "Il complesso dei risultati forniti dalle indagini campionarie ha offerto l'opportunità di caratterizzare l'immagine del fenomeno migratorio in provincia di Bergamo rispetto ai tratti più significativi sotto il profilo bio-demografico, culturale, sociale, economico occupazionale e abitativo familiare, fornendo - in un'analisi storica che parte dal 2001 - tutti gli elementi per valutare la dinamica dell'integrazione e le problematiche nuove e ancora aperte".

Dati in sintesi

Il prof. Menonna ha evidenziato alcuni dati che sintetizzano la situazione:

  1. Bergamo si conferma al terzo posto in Lombardia per il numero di presenze straniere, con una incidenza sulla popolazione totale che sfiora l'11%.
  2. Quattro quinti dei 115mila stranieri che provengono da paesi europei ed extraeuropei sono regolari, mentre gli irregolari arrivano a 14mila presenze. (In generale l'irregolarità nella presenza nel 2008 ricorre per circa 12 immigrati ogni 100. Si tratta di una proporzione simile a quella registrata nel 2007 (11%), ma molto inferiore a quella del 22 - 23% registrata nel primo biennio d'indagine e superiore all'8% post regolarizzazione "Bossi Fini" nel 2003/ 2004. In particolare negli ultimi 12 mesi la componente d'immigrazione est europea ha conservato il proprio tasso di irregolarità sul valore più basso d'incidenza nell'8% dei casi).
  3. La distribuzione per distretti sociosanitari ne vede cinque con una presenza superiore alle 10mila unità, quelli di Bergamo, Dalmine, Isola Bergamasca, Treviglio e Romano.
  4. Provenienza: l'Europa dell'Est mostra gli aumenti più consistenti con i rumeni, che hanno raddoppiato la propria presenza  nel giro dell'ultimo anno, diventano il secondo collettivo più numeroso con 17.100 unità, dopo quello marocchino, con 21.600 unità (presente mediamente da 7 anni nella Bergamasca). Il collettivo albanese è al terzo posto, con 13.300 unità, seguito dal senegalese, con 9.500 presenze, e dall'indiano, con 7.000 unità (presente mediamente da 8 anni nel nostro territorio).
    Grafico
  5. In base all'area geografica, le percentuali evidenziano una pari presenza di provenienti dall'Africa e dall'Europa dell'Est; segue l'Asia e poi l'America Latina.
  6. Il collettivo boliviano ha registrato una crescita molto elevata (39%) tra la seconda metà del 2007 e il primo semestre del 2008, confermandosi in sesta posizione per numerosità, peraltro con 5.000 unità sul nostro territorio su un totale di 6.800 in tutta la Lombardia (circa 3 su 4).
  7. La religione prevalente è quella musulmana (ma incide la sottovalutazione della presenza boliviana) con la più alta percentuale di musulmani (53,9%) rispetto al resto della Lombardia. I professanti cattolici sono il 19% e quelli di altre religioni cristiane il 15,4%.
  8. Condizione lavorativa: il 40% degli ultraquattordicenni ha un contratto a tempo indeterminato e si tratta in netta prevalenza di uomini; l'11% ha un contratto a tempo determinato; la disoccupazione si attesta al 7%.
  9. 1 immigrato su 4 è sicuramente povero, mentre circa il 44% è sicuramente al di sopra della soglia di povertà.
  10. Il titolo di studio maggiormente dichiarato è quello della scuola dell'obbligo.
  11. Il rapporto tra uomini e donne è favorevole ai primi con il 56% contro i 44%
  12. Il livello di integrazione è al di sopra della media regionale e l'incidenza maggiore è rappresentata dal numero di anni di permanenza sul territorio.

(16.12.2009)