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Processo per molestie sul luogo di lavoro, la Consigliera di parità è parte civile

segreteria.consigliereparita@provincia.bergamo.it

La consigliera di Parità della Provincia di Bergamo Isabel Perletti si è costituita parte civile nel processo penale nei confronti del cuoco di un locale del centro di Bergamo, accusato da una sua collega di molestie e violenza sessuale sul luogo di lavoro.

Oggi nell'udienza preliminare (nella quale l'imputato è stato rinviato a giudizio) il giudice ha accettato la costituzione di parte civile della consigliera. La prossima udienza si terrà il 2 luglio 2020 davanti al Collegio.

"Sono molto soddisfatta del riconoscimento di parte civile in quanto è stato riconosciuto  il danno arrecato all'organismo deputato a contrastare le discriminazioni di genere -  afferma la consigliera di Parità Perletti   -. A Bergamo è la prima volta che succede: oggi facciamo un importante passo in avanti nella lotta alla violenza di genere sui luoghi di lavoro. Ringrazio l'avvocata Miriam Campana  per l'assistenza legale che ha fornito sia a me che alla lavoratrice”.

La vicenda risale al 2017, quando la donna presenta denuncia per molestie supportata dal sindacato  e chiedendo l'aiuto della Consigliera di parità. Secondo i racconti che la presunta vittima e altre colleghe successivamente hanno fornito, da parte di uno dei colleghi del locale vi sarebbero state delle avance sempre più insistenti, non richieste né gradite, sfociate poi nella violenza sessuale vera e propria denunciata dalla donna. Sempre secondo i racconti resi dalle vittime, a nulla sarebbero valse le richieste di aiuto rivolte ai titolari del locale.

"Ha avuto il coraggio di denunciare e per questo nutro per lei profonda stima - spiega la consigliera -. Il suo caso ha creato un precedente anche per essere stata la prima nel territorio bergamasco ad usufruire del congedo per vittime di violenza  previsto dal cosiddetto "Jobs Act”, e a poter presentare dimissioni per giusta causa (con il relativo diritto alla Naspi). Quello che mi dispiace constatare, oltre al fatto di essere giunti alla prima udienza a 2 anni dal fatto,  è che il presunto molestare abbia ancora lo stesso posto di lavoro, mentre la vittima  lo stesso posto di lavoro l'abbia perso. Su questo c'è ancora molto da lavorare”.

(18.07.2019)