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I grandi alberi della Bergamasca

moris.lorenzi@provincia.bergamo.it

copertina della pubblicazione che ritrae un grande albero in campagnaGRANDI ALBERI - MONUMENTI VEGETALI DELLA TERRA BERGAMASCA
Formato cm 21 x 29,7
240 pagine a colori con cofanetto
Saggi di Gabriele Rinaldi, Mario Carminati, Massimo Vanghetti, Luciano Valle, Moris Lorenzi
Contributi di Giampaolo Agliardi, Gian Giacomo Della Torre, Stefano Enfissi, Andrea Eterovich, Stefania Francini, Maddalena Maggi, Adriano Pasini, Biagio Piccardi, Raffaella Poggiani Keller, Giambattista Rivellini
Immagini di Marco Mazzoleni

Stampato nel mese di gennaio 2006
Prezzo di vendita euro 18,00

L'assessorato all'Ambiente della Provincia di Bergamo, in collaborazione con l'Orto Botanico "Lorenzo Rota" di Bergamo, ha pubblicato un interessante volume dal titolo "I grandi alberi - Monumenti vegetali della bergamasca", interamente dedicato ai nostri amici alberi, "monumentali patriarchi verdi", maestosi e ultracentenari testimoni di tante vicende umane.

 Il libro è stato curato da Gabriele Rinaldi ed è l'esito di una ricerca condotta tra il 1999 e il 2003, finalizzata al censimento degli alberi monumentali del territorio provinciale bergamasco.

L'articolazione del volume è in quattro sezioni:

  • la prima, intitolata "I grandi alberi" contiene saggi, schede e un vasto repertorio fotografico dei principali alberi bergamaschi dotati di particolare monumentalità per età, portamento, altezza, dimensioni del tronco. 
  • La seconda sezione, dal significativo titolo "Testimonianze, intrecci di biografie di grandi alberi" è interamente dedicata a curiosità e fatti storici legati all'esistenza di alcuni alberi presenti nei parchi pubblici, in alcuni giardini privati e in ambiti naturali.
  • La terza sezione del volume è invece dedicata alle fasi del censimento condotto dalla Provincia e ne illustra i metodi seguiti, gli obiettivi preposti e i risultati conseguiti.
  • La quarta e ultima sezione, dall'evocativo titolo "L'albero, incontri per capire i grandi alberi", si articola in diversi saggi, all'interno dei quali viene riproposto il significato più profondo dell'albero, spaziando dalla filosofia alla religione e al mito. Chiude il volume una serie di consigli e raccomandazioni per la corretta gestione degli alberi di particolare valore monumentale.

Gli alberi sono testimoni maestosi e silenziosi della nostra storia, quelli secolari, addirittura, fanno parte di un patrimonio forestale di incalcolabile valore storico e naturalistico in quanto forniscono importanti informazioni sulla antica copertura forestale di un territorio ed indicano lo stretto legame tra l'uomo e l'evoluzione del paesaggio, senza dimenticare l'aspetto simbolico delle piante maestose, spesso legato alle tradizioni.

Gli alberi sono nati prima dell'uomo, circa 300 milioni di anni or sono. Fu proprio la loro presenza a contribuire in modo sostanziale a rendere abitabile e respirabile questo pianeta. Eppure l'uomo moderno sembra a volte dimenticarsi del fondamentale ruolo che essi hanno rivestito e tuttora rivestono per la vita sulla Terra.

Esempi di alberi monumentali sul territorio bergamasco

Ingrandisci le immagini:
Abete a Roncobello Alberi ad Arzago Cedro a Trescore Faggio al parco suardi di Bergamo Faggio a Brumano Platano a Casirate Sequoia a Sombreno

In provincia di Bergamo sopravvivono alcuni esemplari arborei centenari, alcuni dei quali custodiscono interessanti curiosità, forse meno note alla maggior parte della gente, come ad esempio, "ol Pinetù" ("il grande pino", anche se in realtà si tratta di un abete bianco) di Roncobello, cresciuto ai margini della strada che conduce a Mezzano e acquistato da un uomo del posto, affinché non fosse abbattuto, in ricordo del figlio morto durante la Prima guerra mondiale.

Le sequoie giganti, alberi originari della California, e in particolare dei versanti occidentali della Sierra Nevada, ad esempio, possono essere osservate anche da noi; ne esistono infatti quattro esemplari nel giardino della Villa Pesenti-Agliardi di Sombreno (Paladina) che risalgono, secondo i documenti esistenti, al 1880 circa e testimoniano l'attenzione alle novità botaniche dell'epoca nella cultura dei giardini.

Al Lavanderio, in Valle d'Astino, è possibile osservare un oleandro dalle dimensioni particolarmente grandi, cresciuto al riparo della parete di un'abitazione, che si integra armoniosamente con il costruito.

Similmente, a Grimoldo (Oltre il Colle) possono essere osservati alcuni peri a spalliera a ridosso di abitazioni; in tale contesto, gli alberi divengono elemento fondamentale dell'architettura dell'abitato di cui ornano in modo fiabesco alcune facciate.

Significativo anche il grande platano di Ponte Giurino (Berbenno), alto circa trenta metri e con una chioma che può raggiungere l'ampiezza di venti metri, situato all'ingresso dell'abitato ai margini della strada provinciale; sotto le sue fronde hanno sostato le mandrie transumanti che dalla bassa pianura venivano condotte ai pascoli di Brumano e Fuipiano.

Il grande albero dell'ex-monastero Vallombrosano di Astino (in comune di Bergamo) è un ippocastano; già un grande albero era presente in quel luogo nel 1763, tanto da far definire lo spazio dove si trovava "il prato della corte del piantone". L'attuale albero è certamente più recente, in quanto gli ippocastani sono stati introdotti nei nostri luoghi solamente verso la fine del Settecento, durante la dominazione napoleonica.

A Schilpario, infine, nell'amena Val di Scalve si trova il Roccolo della Clusorina, interessante esempio di arte del giardino applicata alla pratica della caccia in ambiente montano. Costruito all'inizio del XVIII secolo, il roccolo si trova a quasi 1.510 m d'altezza lungo "ol senter lonc" (il sentiero lungo) fra la Malga Voja e il Fienile del Colle e conserva uno spettacolare faggio centenario dalla forma eccezionalmente contorta, ottenuta con continue potature sin dall'età giovanile.

Questi sono solo alcuni esempi dei numerosi alberi contenuti nella pubblicazione e invitano ad un viaggio alla scoperta di questi nostri grandi alberi e, più in generale, del patrimonio naturale della provincia di Bergamo, tra i più ricchi in assoluto in termini di biodiversità a livello lombardo e nazionale.

(14.08.2006)