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Il 2006 del turismo Bergamasco

Il turismo orobico conferma la stagione positiva. Dopo il boom del 2005, arrivi e presenze in città e provincia, tengono anche nel 2006: crescono le presenze straniere in provincia e aumentano i turisti italiani in città.Copertina Osservatorio turistico della Provincia di Bergamo

I dati statistici sull'andamento del turismo nel 2006, sono stati presentati nella mattina del 25 luglio 2007 nella sala consiliare della Provincia di Bergamo, dall'Osservatorio turistico provinciale.

All'incontro, erano presenti: Valerio Bettoni, presidente della Provincia di Bergamo; Tecla Rondi, assessore a Cultura, sport e turismo; Enrico Fusi, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo; Felice Spampatti, presidente di Bergamo Turismo; Ilario Testa, presidente di Sacbo; Andrea Macchiavelli, docente CESTIT all'Università di Bergamo, consulente di Turismo Bergamo e della Provincia nel settore del turismo, esperto nella rilevazione, lettura e approfondimento dell'analisi dei flussi turistici e nell'indicazione dei potenziali sviluppi.
Scarica la presentazione in formato powerpoint 398K

Gli interventi

L'assessore Tecla Rondi ha evidenziato i buoni risultati del turismo bergamasco:"Il giudizio sul 2006 è buono. autorità durante la presentazione del rapporto in sala consiliareI dati confermano la tenuta complessiva della crescita dei flussi turistici rilevata nel 2005, oltre il 6%. In città abbiamo avuto un incremento dell'1,7% degli arrivi e del 3% delle presenze, in provincia invece c'è stato un aumento del 3,2% degli arrivi e una leggera flessione dell'1,8% delle presenze, dovuto a un declino di presenze nei camping. L'anno scorso ci eravamo lasciati con l'obiettivo di far confluire il turismo non solo in città ma anche in provincia. L'obiettivo è stato raggiunto, segno che le scelte fatte sono state giuste, grazie soprattutto al legame tra lo sviluppo turistico e l'aeroporto di Orio al Serio. Stiamo lavorando nella direzione giusta, in sinergia con tutti gli attori istituzionali e i consorzi di operatori privati. Solo in questo modo saremo in grado di andare oltre i confini per agganciare tutte le grandi piazze, nazionali e internazionali”.

L'assessore Enrico Fusi ha evidenziato nuovamente l'importanza della collaborazione per far crescere il turismo, soprattutto nell'ottica di offrire le strutture adeguate, quali alberghi, per l'accoglienza dei turisti sul territorio.

Sull'importanza dello scalo orobico, è intervenuto Ilario Testa, presidente di Sacbo: "Nel 2006, allo scalo di Orio sono transitati 5.244.794 passeggeri. L'obiettivo per il 2007 è di arrivare ai sei milioni di passeggeri. Per far crescere il turismo è necessario spingere su infrastrutture e alberghi e nostro compito deve essere quello di far conoscere sempre di più Bergamo all'estero, soprattutto ai paesi dell'Est”.

Sull'analisi dettagliata dei dati è intervenuto il professor Andrea Macchiavelli: "C'è una sostanziale tenuta dei buoni risultati dello scorso anno. L'unico problema lo abbiamo rilevato nell'extra-albreghiero, presumibilmente nei campeggi, nelle località di lago o di montagna. Occorrerà individuare le radici del problema (magari può essere conseguenza di qualche dato non pervenuto). Si sta intanto assistendo ad un cambiamento del tipo di turismo. La permanenza media continua a ridursi: vuol dire che il tipo di turismo sul territorio diventa sempre più simile a quello della città, con soggiorni brevi e con rapida esplorazione del territorio.


Dati sulla presenza/ permanenza dei turisti

Grafico arrivi italiani anno 2006 Grafico arrivi stranieri 2006
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Nel 2006 le presenze in Bergamasca sono state 1.457.864 e 637.943 gli arrivi. Rispetto al 2005, gli arrivi sono aumentati del 3,2%, mentre le presenze sono calate dell'1,8. L'aumento degli arrivi si è concentrato maggiormente in provincia, città esclusa, con un +3,9%; qui, si è registrato un aumento di turisti stranieri del 6,6%. Diversa la musica in città, dove l'aumento del 3% delle presenze è dovuto in particolar modo all'aumento di turisti italiani (+7,8%).

Il calo di presenze italiane (-7%) in provincia si concentra nell'extralberghiero (che ha registrato un calo del 33,4%), in particolar modo camping, dove calano del 31,5% anche gli stranieri.

La maggior parte di stranieri proviene da Germania (13,4%), Regno Unito (12,7%), Francia (9,3%), Spagna (6,7%) e Norvegia (5,6%). Rispetto al 2005 sono aumentate le presenze da Norvegia, Repubblica Ceca e Ungheria, mentre sono calate quelle degli inglesi e tedeschi.

Cambia anche la permanenza media: in città scende a 2,1 giorni, in provincia e 2,4 giorni, per una permanenza media in tutta la provincia di 2,3 giorni. Segno che la villeggiatura nella Bergamasca lascia il posto a soggiorni brevi, problema che rischia di avere delle ripercussioni soprattutto nelle valli, come ha sottolineato Felice Spampatti, presidente di Bergamo Turismo.  "Dicembre 2006 ha registrato un forte calo nel turismo in montagna. Abbiamo perso molti turisti a causa della scarsità di neve e questo ha falsato i dati. Il turismo invernale è importantissimo, soprattutto per le nostre valli, più di quello estivo. Sul merito, abbiamo aperto dei tavoli allargati con gli operatori del settore per sentire le problematiche del territorio”.


Il boom del low-cost

Altra novità: crescita degli stranieri sul territorio. Mentre per il 2005 si era vista una punta soprattutto sulla città, nel 2006 si è rilevato che anche gli stranieri si spostano sul territorio. Che cosa si può fare? Innanzi tutto bisogna trarre i frutti di ciò che abbiamo fatto e puntare decisi a portare turisti in città ma anche fuori.

Questi turisti che arrivano a Bergamo hanno scoperto la città attraverso i voli low cost: adesso è importante che conoscano le molte ricchezze e attrattive di cui disponiamo sul territorio.

La tendenza è già in atto. Ovviamente bisogna organizzare ancora di più questo trend, abbandonando l'idea che il territorio di Bergamo sia di vacanza. Non è più un territorio di vacanza, ma di soggiorni brevi. È necessario valorizzare le diverse risorse per soggiorni brevi.

L'area dove probabilmente c'è sofferenza è quella delle Valli, dove si era abituati a permanenze lunghe, oggi in continuo calo, con possibilità e necessità comunque di sfruttamento delle strutture.

C'è da mettersi in sintonia con i cambiamenti in corso: non possiamo più continuare a pensare che il turismo sia ancora quello di dieci o vent'anni or sono. Occorre confezionare prodotti da portare sul territorio, puntando anche a un innalzamento della qualità, perché questi sono turisti maturi che sanno selezionare il prodotto.

"A Bergamo abbiamo l'enorme risorsa dei voli di Orio - ha concluso il professor Macchiavelli - : sono lì le nostre origini. In relazione poi al tipo di turista - pensiamo all'inglese che è un turista abituato da tempo a viaggiare - si deve offrire un livello competitivo di qualità e di organizzazione dei servizi".

(25.07.2007)